Assistenti all’autonomia e comunicazione, CISL Scuola chiede regole nazionali e più stabilità: ‘Serve un modello davvero integrato’

Un primo passo verso il riconoscimento di una figura professionale centrale per l’inclusione scolastica, ma ancora molte criticità da affrontare. È questa, in sintesi, la posizione espressa dalla CISL Scuola durante l’audizione informale svoltasi il 28 aprile 2026 presso le Commissioni VII (Cultura, Scienza e Istruzione) e XI (Lavoro pubblico e privato) della Camera dei Deputati, nell’ambito dell’esame delle proposte di legge sull’istituzione del profilo professionale dell’assistente per l’autonomia e la comunicazione personale degli alunni con disabilità.

La Confederazione, convocata insieme alle altre organizzazioni sindacali, ha depositato una memoria scritta nella quale riconosce il valore della proposta normativa, evidenziandone però limiti e nodi ancora aperti. Al centro del confronto vi è una figura professionale che negli ultimi anni ha assunto un ruolo sempre più rilevante nei percorsi di inclusione, ma che continua a operare in un quadro frammentato, con differenze territoriali marcate e condizioni contrattuali spesso precarie.

Inclusione scolastica ancora a “macchia di leopardo”

Secondo la CISL, il testo in discussione ha il merito di richiamare esplicitamente il rilievo costituzionale del diritto all’istruzione e all’inclusione delle persone con disabilità. Tuttavia, proprio su questo terreno emergono le maggiori criticità: la qualità dei servizi e delle prestazioni continua infatti a dipendere dal territorio di appartenenza, dalle scelte organizzative degli enti locali e dalla disponibilità delle risorse.

Un quadro che, nella pratica, produce percorsi educativi molto differenti da regione a regione. Da qui la richiesta del sindacato di un collegamento esplicito con i livelli essenziali delle prestazioni (LEP), ritenuti indispensabili per garantire standard uniformi su tutto il territorio nazionale.

La questione non è soltanto amministrativa. Riguarda direttamente l’effettività del diritto allo studio degli alunni con disabilità e la possibilità di assicurare continuità educativa e qualità degli interventi.

Una figura professionale ancora troppo indefinita

Tra i punti più delicati indicati nella memoria della CISL vi è quello relativo ai requisiti di accesso alla professione. L’attuale pluralità di percorsi formativi e titoli richiesti rischia infatti, secondo il sindacato, di compromettere l’omogeneità delle competenze professionali.

Per questo viene chiesta l’introduzione di standard formativi nazionali e una definizione chiara del ruolo dell’assistente all’autonomia e comunicazione, figura che opera prevalentemente nel campo socioeducativo e che, sottolinea la CISL, deve affiancare il docente di sostegno “nel rispetto della specificità del ruolo”.

Un chiarimento ritenuto necessario anche per evitare sovrapposizioni di funzioni e ambiguità operative all’interno delle scuole, soprattutto in contesti già complessi dal punto di vista organizzativo.

Il nodo della governance e della continuità educativa

Un altro passaggio centrale dell’intervento sindacale riguarda il modello organizzativo. Secondo la CISL, la frammentazione gestionale attuale rischia di indebolire l’efficacia degli interventi educativi e di compromettere la costruzione di un reale progetto inclusivo.

Il sistema, oggi, coinvolge scuole, enti locali, cooperative e soggetti diversi, spesso senza un coordinamento stabile. Da qui la richiesta di atti regolamentari capaci di definire in modo più chiaro i rapporti interni, le responsabilità e le modalità di integrazione del lavoro tra le diverse figure professionali coinvolte.

Sul piano del lavoro, il sindacato punta inoltre l’attenzione sul tema della stabilità occupazionale. Il frequente ricorso agli appalti, si legge nella memoria, produce discontinuità sia lavorativa sia educativa, con ricadute dirette sugli studenti. L’inquadramento contrattuale previsto dalla proposta di legge viene giudicato un elemento positivo, ma ancora insufficiente senza un rafforzamento delle tutele e della continuità del personale.

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