ITS Academy e riforma 4+2, Valditara rilancia: ‘Verso 100mila iscritti nei prossimi cinque anni’

La riforma della filiera tecnologico-professionale continua a essere uno dei pilastri della strategia del Ministero dell’Istruzione e del Merito. Nel question time alla Camera di ieri, 6 maggio, il ministro Giuseppe Valditara ha rivendicato i risultati raggiunti dal sistema degli ITS Academy e del modello “4+2”, indicando come obiettivo quota 100mila iscritti entro il prossimo quinquennio.

Numeri che, secondo il Ministero, confermerebbero una crescita ormai strutturale del settore terziario professionalizzante, sostenuta anche dagli investimenti del PNRR e dall’espansione dei campus formativi integrati tra scuola, università, ITS e imprese.

Crescono gli iscritti agli ITS Academy

Nel suo intervento a Montecitorio, Valditara ha sottolineato il forte incremento degli iscritti agli ITS Academy negli ultimi anni: dagli circa 11mila studenti del 2020 agli oltre 40mila attuali, quasi il doppio rispetto al target fissato inizialmente dal Piano nazionale di ripresa e resilienza.

Anche il dato relativo alle nuove iscrizioni sembra indicare una progressione costante: oltre 17mila iscritti al primo anno nel 2023/24, più di 20mila nel 2024/25 e oltre 21mila nell’anno scolastico 2025/26.

Il ministro ha collegato questa crescita alla spinta impressa dalla riforma “4+2”, il percorso che prevede quattro anni negli istituti tecnici e professionali seguiti da due anni negli ITS Academy, con l’obiettivo di rafforzare il raccordo tra istruzione e mondo produttivo.

Secondo il MIM, il progetto starebbe registrando segnali particolarmente positivi anche nel Mezzogiorno. Calabria e Campania, ha spiegato Valditara, avrebbero fatto registrare nelle ultime settimane un “boom” di iscrizioni, elemento che il Ministero interpreta come un possibile cambio di passo culturale rispetto alla formazione tecnico-professionale.

PNRR, laboratori e orientamento

Tra i dati illustrati alla Camera figurano anche gli investimenti realizzati attraverso il PNRR: oltre 1.400 percorsi formativi attivati, quasi 18.500 attività di orientamento e più di 126mila studenti coinvolti.

Sul fronte delle infrastrutture, il Ministero segnala la realizzazione di oltre 1.600 laboratori e l’erogazione di circa 4.700 borse di studio. Per lo sviluppo dei campus formativi sono stati inoltre stanziati 35 milioni di euro aggiuntivi.

L’obiettivo dichiarato è costruire reti territoriali stabili capaci di integrare scuole, ITS, università e imprese, creando filiere formative coerenti con i fabbisogni occupazionali dei territori.

Occupazione e rapporto con le imprese

Nel corso del question time, Valditara ha ribadito uno dei punti centrali della narrazione ministeriale sugli ITS Academy: l’elevata occupabilità dei diplomati. Secondo i dati citati dal ministro, oltre l’80% degli studenti troverebbe lavoro al termine del percorso, mentre più del 72% dei docenti proverrebbe direttamente dal mondo delle imprese.

Un modello che il Ministero considera strategico per ridurre il mismatch tra domanda e offerta di competenze, soprattutto nei settori tecnologici e industriali.

La Legge di Bilancio, ha ricordato il ministro, ha previsto nuovi stanziamenti per garantire continuità al sistema, integrati da quote regionali di finanziamento. Inoltre, un recente intervento normativo consentirà agli ITS di valorizzare economicamente i propri laboratori mettendoli a disposizione anche oltre l’orario delle attività formative.

“Una svolta culturale”

Il passaggio più politico dell’intervento è arrivato quando Valditara ha definito il rafforzamento del rapporto tra scuola e impresa una “svolta culturale importante”.

Per il ministro, il collegamento diretto tra formazione e sistema produttivo rappresenta un elemento di innovazione necessario e non più rinviabile. Da qui anche la replica alle critiche rivolte alla riforma del “4+2”, accusata da alcune organizzazioni sindacali e forze politiche di rischiare un’eccessiva subordinazione della scuola alle esigenze delle imprese.

“Pensare che il 4+2 serva a far sfruttare gli studenti dagli imprenditori è quanto di più lontano dalla realtà”, ha dichiarato Valditara, rivendicando invece il valore orientativo e professionalizzante del percorso.

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