Scegliere la scuola superiore: perché vince il liceo
Se i genitori sono in possesso di una laurea o di un altro titolo terziario, è molto probabile che iscrivano i loro figli a un liceo. Il 48,3% degli studenti iscritti al liceo ha almeno un genitore laureato, contro il 25,8% di iscritti agli istituti tecnici e il 25,5% ai professionali. Tra questi ultimi è invece più elevata la presenza di famiglie con livelli di istruzione medio-bassi.
Lo afferma una indagine del Censis, realizzata nell’ambito del progetto Iride (un Osservatorio di ricerca nato dalla collaborazione tra la Fondazione Censis e la Fondazione Costruiamo il Futuro), intitolata “La scuola vista dai giovani”, che tra gennaio e febbraio 2026 ha coinvolto oltre 8.000 studenti delle scuole secondarie di II grado.
Per il prossimo anno scolastico il 55,9% degli studenti ha scelto un percorso liceale, il 30,8% un istituto tecnico e il 13,3% un istituto professionale. Certo le ragioni della scelta sono molteplici, e accanto alla volontà dei genitori compaiono motivazioni diverse, dal consiglio orientativo ricevuto dalla scuola media frequentata (indicato dal 49,3% del campione) all’interesse manifestato dal giovane per determinate materie, ma tra tutti i fattori che favoriscono la scelta del liceo, soprattutto scientifico, è emersa con forza la preoccupazione di rinviare al futuro la scelta degli studi post-secondari e della professione futura.
Più marginali sono risultati fattori in passato più influenti quali la vicinanza della scuola alla propria abitazione (8,6%), le scelte degli amici (4,3%), la convinzione che un determinato indirizzo sia più facile e richieda un minore impegno nello studio (2,1%).
Ciò che questo studio del Censis conferma, comunque, è la perdita di appeal dell’istruzione tecnica, che malgrado l’impegno di molti governi di colore diverso a rilanciarla (anche in qualche misura a scapito dell’istruzione professionale, calata dal massimo storico del 23,4% dell’anno scolastico 1997-98 al 13,3%), e malgrado la forte richiesta di diplomati tecnici del mercato del lavoro, non riesce a superare il 31% (contro il circa 45% dell’inizio degli anni Ottanta). Un declino che si intreccia (e forse è in parte causa) della perdita di competitività del nostro sistema industriale.
Per leggere il documento integrale del Censis-Iride cliccare qui.
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