Verso il ritorno a scuola/3. Barriere architettoniche, scuole più accessibili (ma solo 5 edifici su 10 hanno un ascensore)

Forti divari territoriali. Solo in Val d’Aosta l’accessibilità è la regola nella quasi totalità degli istituti scolastici. Maglia nera la Campania: solo un edificio su 4 dispone di ascensore e solo uno su 2 ha scale e porte a norma per disabili; i servizi igienici per disabili sono presenti solamente nel 42% delle scuole campane.

Il check up a puntate di Tuttoscuola sullo stato della scuola italiana.

Dopo i condizionatori, ancora assenti in oltre 9 edifici scolastici su 10, e la fotografia di mense, palestre e aule informatiche, il check up di Tuttoscuola sull’edilizia scolastica arriva a un tema che tocca direttamente il diritto all’inclusione: l’accessibilità degli edifici per gli alunni con disabilità.

La tendenza, guardando agli ultimi cinque anni, è positiva. Scale, servizi igienici e porte a norma sono progressivamente aumentati e anche la presenza di ascensori ed elevatori è cresciuta. Ma i numeri mostrano allo stesso tempo quanta strada resti ancora da percorrere. Soltanto il 56,4% degli edifici scolastici dispone di un ascensore o elevatore; le scale risultano a norma nel 78,1% dei casi, mentre la situazione appare discreta per i servizi igienici (68,7%) e per le porte (72%). Gli ultimi dati disponibili si riferiscono al 2024-25.

È il quadro che emerge dalla terza puntata del check up con cui Tuttoscuola, alla vigilia del nuovo anno scolastico, sta passando in rassegna alcuni degli indicatori più significativi per capire in quali condizioni gli edifici scolastici italiani si preparano ad accogliere studenti e personale.

L’accessibilità diventa sempre più centrale

Il tema assume un peso ancora maggiore se si considera la crescita costante del numero degli alunni con disabilità presenti nella scuola statale. Il sostegno agli alunni con disabilità, già al centro di interventi normativi e amministrativi, ha ricevuto ulteriore attenzione dopo la sentenza del TAR Lazio n. 13960 del 31 luglio scorso, che ha imposto la copertura integrale dell’orario di presenza a scuola a favore degli alunni con disabilità grave.

A questa svolta si accompagna un fenomeno ormai strutturale: il numero dei ragazzi con disabilità nelle scuole statali cresce ogni anno per migliaia di unità. Nel 2024-25 l’Ufficio statistica del Ministero dell’Istruzione e del Merito ne aveva rilevati oltre 331mila e, in assenza di nuovi dati ufficiali, si può stimare che nel 2025-26 siano stati non meno di 350mila.

Per il nuovo anno scolastico il loro numero potrebbe aumentare di altre migliaia di unità.

Si può stimare che attualmente in ogni sede scolastica vi siano in media 8-10 alunni con disabilità. Una presenza diffusa che rende l’accessibilità degli edifici non un elemento accessorio, ma una delle condizioni concrete perché il diritto all’inclusione possa tradursi nella quotidianità scolastica. Garantire il sostegno didattico necessario è essenziale, ma cosa accade quando sono gli stessi spazi della scuola a rendere più difficile muoversi, raggiungere un piano, utilizzare un servizio igienico o accedere autonomamente a un ambiente?

Barriere architettoniche, cinque anni di progressi

Tuttoscuola ha posto l’attenzione sulle principali barriere presenti negli edifici – scale, ascensori, servizi igienici e porte – verificandone l’eventuale superamento o messa a norma nel quinquennio 2020-21/2024-25. Si tratta di dati della sintesi nazionale, che non considerano quindi le situazioni specifiche delle singole regioni o province.

Il confronto nel tempo restituisce comunque un miglioramento continuo. Nel 2020-21 le scale a norma erano presenti in 19.176 edifici, il 66,4% degli edifici su più piani; nel 2024-25 risultano 22.098, pari al 78,1%.

Cresce anche la presenza di ascensori o elevatori: dai 14.581 edifici del 2020-21, pari al 50,5%, si arriva ai 15.964 del 2024-25, il 56,4%. È però proprio questo l’indicatore che presenta la percentuale più bassa tra quelli presi in esame.

Più consistente il progresso dei servizi igienici: erano a norma in 24.444 edifici nel 2020-21 (60,6%), mentre nel 2024-25 risultano 27.042, pari al 68,7%.

Le porte a norma, infine, passano dalle 25.600 del 2020-21, il 63,5%, alle 28.350 del 2024-25, raggiungendo il 72%.

Anche per il 2024-25 i dati, pur non completi, confermano dunque la tendenza positiva verso il progressivo superamento delle barriere architettoniche.

Nella tabella che segue si riportano i dati relativi al totale degli edifici scolastici, e il di cui relativo a quelli su più piani, con riferimento a scale e ascensori.

Ma l’Italia resta divisa: il nodo dei divari territoriali

Il miglioramento registrato a livello nazionale non procede però alla stessa velocità in tutto il Paese. Se si scende nel dettaglio territoriale emerge infatti una distanza ancora significativa tra le diverse aree geografiche, con il Mezzogiorno che presenta le maggiori criticità. Per questo confronto occorre fare riferimento all’anno scolastico 2023-24, l’ultimo per il quale il MIM ha reso disponibili i dati ufficiali per area geografica.

Scale a norma: Isole all’81,4%, Sud al 66%

Per quanto riguarda le scale, la rilevazione considera esclusivamente gli edifici che ne sono dotati per raggiungere i piani superiori: nel 2023-24 erano 29.639. In 22.093 casi, pari al 74,5%, le scale risultavano a norma per gli alunni con disabilità. La percentuale più elevata si registra nelle Isole, con l’81,4%, seguite dal Nord Ovest (80,4%) e dal Nord Est (78,4%). Più distanti il Centro (69,5%) e soprattutto il Sud (66%).

A livello regionale il quadro è ancora più articolato: Puglia e Sardegna raggiungono entrambe il 90,4%, seguite dal Piemonte con il 90%. All’altro estremo si trovano Campania (50,7%), Liguria (57,6%), Lazio (58,6%) e Calabria (59%).

Porte a norma: dal Nord Ovest all’83,2% al Sud al 59,3%

Anche per le porte emerge una distanza tra Nord e Sud. Nel 2023-24 risultavano a norma per gli alunni con disabilità in 28.437 edifici su 39.993, pari al 71,1%. Il Nord Ovest raggiunge l’83,2%, seguito dal Nord Est con il 76,6%. Le Isole si attestano al 70,7%, il Centro al 66,5% e il Sud al 59,3%. La Valle d’Aosta arriva al 95,7% e il Piemonte all’89%. In fondo alla graduatoria si trovano invece Campania (47,2%) e Calabria (47,5%), entrambe sotto la metà degli edifici.

Ascensori, il divario più pesante: al Sud solo il 36,5%

È sugli ascensori e sulle altre apparecchiature elevatrici che la distanza territoriale diventa particolarmente evidente. Il 26% degli edifici scolastici è ubicato al piano terra; il restante 74%, pari a 29.639 edifici su 39.993, richiede invece l’accesso tramite scale e, per gli alunni con disabilità motorie o sensoriali, tramite ascensore, servoscala o piattaforma elevatrice.

Nel complesso ne erano dotati 15.961 edifici a più piani, il 53,9%. Ma si passa dal 66,5% del Nord Ovest al 36,5% del Sud, con quasi trenta punti percentuali di distanza. Il Nord Est raggiunge il 58,2%, il Centro il 55,3% e le Isole il 51,7%. A livello regionale la Valle d’Aosta è all’86,7%, mentre la Calabria scende al 32,4% e la Campania al 24,6%. In quest’ultima, dunque, meno di 1 edificio scolastico a più piani su 4 dispone di ascensore o altra apparecchiatura elevatrice.

Servizi igienici, al Sud poco più di 1 edificio su 2 è adeguato

Il divario si conferma anche per i servizi igienici adattati all’utilizzo degli alunni con disabilità. Nel 2023-24 ne risultavano dotati 27.131 edifici su 39.993, pari al 67,8%. Il Nord Ovest arriva al 79,6% e il Nord Est al 73,8%. Centro (66,8%) e Isole (66,4%) si collocano intorno alla media nazionale, mentre il Sud si ferma al 53,7%. Ancora più marcate alcune differenze regionali: la Valle d’Aosta raggiunge il 95,7%, mentre Calabria (44,2%) e Campania (42,4%) non arrivano alla metà degli edifici.

Inclusione, non basta entrare a scuola

I numeri raccontano quindi due realtà che convivono. Da una parte, il miglioramento è evidente: rispetto al 2020-21 tutti e quattro gli indicatori considerati presentano percentuali più alte. Dall’altra, l’accessibilità completa degli edifici scolastici resta un obiettivo ancora lontano.

Il dato sugli ascensori e sugli elevatori è particolarmente indicativo: nel 2024-25 ne dispone soltanto il 56,4% degli edifici a più piani rilevati. Anche per le scale a norma la percentuale si ferma al 78,1%. Migliore, ma ancora non generalizzata, la situazione di servizi igienici e porte.

Il punto, del resto, non riguarda soltanto l’eliminazione di un ostacolo fisico. La possibilità di muoversi autonomamente negli spazi scolastici, raggiungere gli ambienti nei quali si svolgono le attività e partecipare alla vita della comunità scolastica costituisce una componente concreta dell’inclusione.

Alla vigilia del ritorno in classe, dunque, il check up di Tuttoscuola registra su questo fronte un progresso che merita di essere evidenziato. Ma pone anche una domanda: quanto tempo occorrerà ancora perché l’accessibilità smetta di dipendere dall’edificio scolastico che si frequenta e diventi una condizione ordinaria della scuola italiana?

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