Tullio De Piscopo: ‘Sogno una scuola con le porte aperte in cui si possano imparare il rispetto, la disciplina e il sapere stare insieme”

Di Sara Morandi

In un viaggio attraverso le vie tortuose della musica e dei ricordi, siamo onorati di presentare un’intervista esclusiva con il leggendario Maestro Tullio De Piscopo. Batterista, cantautore, percussionista e bandleader napoletano, Tullio ha lasciato un segno indelebile nella musica italiana e internazionale. Le sue note risuonano come un’eco dei vicoli di Napoli, dove i suoni del quotidiano si intrecciavano con le melodie delle voci dei venditori ambulanti, creando una sinfonia urbana che ha ispirato il suo percorso musicale unico. De Piscopo ha costruito la sua carriera evitando con ostinazione le mode passeggere, concentrandosi invece sulla creazione di un suono personale e indipendente. Le sue collaborazioni con artisti di fama mondiale come Astor Piazzolla, Quincy Jones, e il nostro indimenticabile Pino Daniele, testimoniano la sua versatilità e il suo impegno nel portare la musica popolare a livelli altissimi senza tradirne l’anima. La prossima imperdibile data del tour di Tullio De Piscopo, intitolato “80 Tullio The Last Tour…Nun’o saccio!”, si terrà il 16 Ottobre 2026 al Teatro Colosseo di Torino. Guardando al futuro, Tullio De Piscopo ci racconta il suo progetto di una scuola dei sogni, in cui i giovani devono essere incoraggiati a seguire la propria stella, a farsi vedere e sentire, e a non temere di abbandonare le loro radici per inseguire i propri sogni.

Innanzitutto, complimenti per il prestigioso premio ricevuto al MEI per il miglior live di Sanremo 2026. Può raccontarci quale emozione ha provato nel ricevere questo riconoscimento e come ha vissuto l’esperienza di tornare sul palco dell’Ariston?

“Ricevere un premio è segno di stima e di grande rispetto e tutto quello che ho dato alla musica e ai giovani e quindi fa sempre un enorme piacere. Ma quando arriva per un live ha un sapore speciale, perché il live è verità. Sul palco non puoi barare: ci sono il respiro, il sudore, il battito, l’energia che passa dal musicista al pubblico e ritorna indietro. L’Ariston poi è un teatro che ha una storia enorme, senti le vibrazioni di tutti quelli che ci sono passati. Tornarci è stato emozionante, ma anche naturale: io sono nato per il palco, per stare dentro la musica con tutto il corpo. Quando ho saputo del riconoscimento ho pensato a una cosa sola: che la musica, se la fai con amore e rispetto, continua a camminare con te”.

La sua carriera è costellata di collaborazioni con grandi artisti internazionali come Astor Piazzolla e Pino Daniele. Qual è stata la collaborazione che più ha influenzato la sua carriera e cosa ha imparato da questi incontri?

“Ogni incontro, e non sono pochi, mi ha lasciato qualcosa di importante. Astor Piazzolla sin dal primo incontro del 1974 mi ha insegnato la profondità, il pentagramma, la disciplina e l’orchestrazione, la possibilità di portare la musica popolare dentro una dimensione altissima, internazionale, senza tradirne l’anima. Pino Daniele, mio fratello in blues, la voce di Napoli. Con lui eravamo in perfetta simbiosi, ogni nota conteneva l’anima e il vociferare dei vicoli della nostra città, l’Africa, il jazz, la strada e i silenzi. Con lui abbiamo suonato in duo davanti a migliaia di persone, in trio con un altro grande musicista come Rino Zurzolo, in quartetto e quintetto con Joe Amoruso e James Senese, e poi con Tony Esposito si completava la magnifica superband, periodo d’oro e non sapevamo che stavamo scrivendo la storia”.

Il suo tour celebrativo ha attraversato l’Italia, portando nei teatri i momenti più significativi della sua carriera. Qual è il messaggio che desidera trasmettere al pubblico attraverso questi concerti e cosa rappresenta per Lei questo tour conclusivo?

“Questo è il tour della mia vita (80 Tullio), con celebrazioni straordinarie come il cofanetto prodotto dalla Cimbarecord con 4 vinili della mia storia musicale con la collaborazione di grandi artisti. È il racconto che porto dalla mia nascita del 24 febbraio 1946 a oggi, portando sempre con me il ricordo di mio fratello Romeo De Piscopo che troppo presto si rivolse a Dio la sera del 27 agosto del 1957. Poi la soddisfazione di vedere tutto il mio pubblico che canta il mio nuovo singolo ‘Miranda’ che in antico latino vuol dire ammirabile, meravigliosa, è la bellezza distrutta dalle guerre assurde che scoppiano tutti i giorni nel mondo. Questo brano lo troviamo su tutte le piattaforme digitali con la produzione di Alfafonte, mentre è stato aperto dal 15 maggio scorso il pre-order per il vinile di ‘Miranda’ che uscirà il 25 settembre dove nel lato A ci sarà ‘Miranda’ studio version e radio edit, nel lato B una versione strumentale con la partecipazione di grandi musicisti e il brano che tanto successo ha avuto all’ultimo Festival di Sanremo, ossia la nuova versione di ‘Andamento Lento’ cantata con LDA & Aka7even con la produzione della Sony Music”.

Guardando al futuro e pensando ai giovani: come immagina la sua scuola dei sogni? Quali elementi ritiene essenziali per formare i protagonisti del domani?

“La mia scuola non è un sogno, fa parte del mio progetto che sin da bambino avevo nella mia mente. Una scuola con le porte aperte, dove i ragazzi imparano la tecnica, ma anche il rispetto, la disciplina e sapere stare insieme agli altri musicisti. Dico sempre a tutti i giovani che se hai una cosa dentro di te, se senti che è forte, purtroppo devi abbandonare il tuo paese, lo spaghetto fatto da mammà, gli gnocchi fatti dalla nonna, ma devi camminare e seguire la tua stella. Fatti vedere, e se non ti vedono, fermati, grida, fatti sentire”.

Prossima tappa della tournée di Tullio De Piscopo

Data: 16 ottobre 2026
Orario: 20:30
Luogo: Torino
Teatro: Teatro Colosseo

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