Nuove Indicazioni Nazionali per il secondo ciclo in arrivo: presto al via la consultazione pubblica

Dopo il primo ciclo, anche la revisione delle Indicazioni nazionali per la scuola secondaria di secondo grado si avvicina a un passaggio decisivo. Secondo quanto anticipato da Italia Oggi, il documento sarebbe ormai pronto e potrebbe essere pubblicato a breve per l’avvio della consultazione pubblica, aprendo così il confronto con il mondo della scuola.

L’iter: dalla commissione al Ministero

Il lavoro tecnico risulta concluso. La commissione guidata dalla pedagogista Loredana Perla ha infatti terminato la revisione dei programmi e trasmesso il testo agli uffici del Ministero dell’Istruzione e del Merito. A confermarlo, nei giorni scorsi, è stato lo stesso ministro Giuseppe Valditara, che a margine di Didacta Italia 2026 ha parlato proprio ai microfoni di Tuttoscuola di un iter già avviato e in fase di progressione.

Dopo la pubblicazione, il documento sarà sottoposto al parere del Consiglio superiore della pubblica istruzione (CSPI) e agli altri passaggi istituzionali previsti, prima dell’adozione definitiva.

Tempistiche: orizzonte 2027

L’entrata in vigore delle nuove Indicazioni per il secondo ciclo è prevista, in via ipotetica, a partire dall’anno scolastico 2027/2028. Una scansione temporale che segue quella già definita per il primo ciclo, le cui nuove Indicazioni dovrebbero entrare in vigore dal 1° settembre 2026.

La revisione dei curricoli si conferma così tra le priorità dell’agenda ministeriale per il 2026, in una prospettiva di aggiornamento complessivo del sistema educativo.

Le anticipazioni: ritorni disciplinari e nuove aperture

Le prime indiscrezioni, riportate da diversi organi di stampa, delineano un impianto che combina elementi di continuità e innovazione.

Tra i cambiamenti più discussi, il ritorno della geografia come disciplina autonoma, separata dalla “geostoria”, mentre l’insegnamento della storia dovrebbe porre maggiore attenzione all’eredità dell’Occidente. Una scelta che potrebbe riaprire il dibattito sull’equilibrio tra identità culturale e dimensione globale dei curricoli.

Sul fronte linguistico, si segnala l’introduzione di sillabi dedicati al russo e al cinese, finora non esplicitamente strutturati nelle Indicazioni nazionali.

Metodologie e didattica: dal greco all’IA

Non mancano novità sul piano metodologico. Secondo quanto riportato da la Repubblica, nello studio del greco antico si prevede l’utilizzo della drammatizzazione come strumento didattico, con l’obiettivo di rendere più attivo e partecipato l’apprendimento.

Per quanto riguarda l’italiano, le nuove Indicazioni dovrebbero richiamare il principio del “primato della lingua italiana”, già evidenziato dalla Corte costituzionale, rafforzandone il ruolo trasversale nella formazione.

Fa il suo ingresso anche l’intelligenza artificiale, destinata a essere integrata nelle discipline in modo diffuso. Un’innovazione che, tuttavia, pone interrogativi concreti: quale preparazione per i docenti? Quali criteri per un uso consapevole e didatticamente efficace?

Una riforma da costruire con la scuola

L’imminente fase di consultazione rappresenterà un passaggio cruciale. Dirigenti scolastici, insegnanti ed esperti saranno chiamati a confrontarsi con un testo che incide su contenuti, metodi e finalità dell’istruzione secondaria.

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