L’algoritmo educativo e i suoi nemici. Una dirompente teoria educativa

“L’algoritmo educativo e i suoi nemici. Strategie pedagogiche per orientarsi nella metamorfosi del mondo” è il titolo dell’innovativo saggio di Mario Caligiuri – professore ordinario di pedagogia generale all’Università della Calabria – appena pubblicato sul numero 1/2026 della rivista “Studi sulla Formazione” diretta da Alessandro Mariani.

Lo sviluppo delle società digitali costituisce uno dei fenomeni economici più rilevanti del XXI secolo sia per l’ampiezza dei fatturati – superiori in molti casi ai bilanci di numerosi Stati sovrani – sia per l’influenza esercitata dai soggetti che le guidano, i cui patrimoni personali li collocano stabilmente tra gli individui più facoltosi al mondo.

Al centro di tale trasformazione vi è l’impiego sistematico degli algoritmi da parte
delle piattaforme digitali. Questi strumenti non solo si dimostrano altamente efficaci nel generare profitto, ma svolgono un ruolo sempre più determinante nell’interpretazione, previsione e orientamento dei comportamenti individuali e collettivi.

Se dunque gli algoritmi orientati al consumo si sono dimostrati funzionali agli interessi economici delle grandi piattaforme che dominano la società, si pone con urgenza la questione della loro riconversione a fini cognitivi e sociali: ovvero la possibilità di progettare algoritmi in grado di promuovere il pensiero critico, la riflessività e la consapevolezza civica, qualità che oggi più che mai appaiono fondamentali per il rafforzamento e la tenuta dei sistemi democratici.

È questa l’originale e dirompente ipotesi che Mario Caligiuri intende esplorare, ripensando le logiche algoritmiche dominanti alla luce delle loro potenzialità educative. Propone quindi di avviare una prima riflessione teorica e scientifica sul concetto di ‘algoritmo educativo’, inteso non come strumento di omologazione, ma come ulteriore opportunità al servizio dell’intelligenza umana.

Pur consapevoli dei rischi e degli ostacoli insiti in un simile processo – di natura tecnologica, politica, culturale ed etica – si ritiene indispensabile proporre quest’interessante direzione di ricerca, richiamando l’attenzione sull’educazione quale leva strategica di riequilibrio tra innovazione digitale e dignità umana. Che poi sono i concetti evidenziati da Leone XIV nella enciclica “Magnifica Humanitas”.

Questa visione, tuttavia, non sembra godere oggi di un’autentica centralità culturale e politica. Pertanto, la pedagogia, in quanto scienza della formazione, è inevitabilmente chiamata a interrogarsi sulle destinazioni del futuro, fuoriuscendo dalle decrepite teorie pedagogiche ancora oggi praticate.

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