La scuola del dialogo, un saggio di Marco Braghero
Pratiche dialogiche tra le Betulle e gli Ulivi è l’accattivante titolo del saggio che Marco Braghero – noto e apprezzato collaboratore di Tuttoscuola – dedica alla divulgazione di quella che egli stesso, sulla scorta di una ormai copiosa letteratura psico-pedagogica, definisce un’arte: la capacità di vivere i rapporti interpersonali come incontro, condivisione, scoperta dell’altro, in uno spirito che rivela più di qualche affinità con il “prendersi cura” di don Lorenzo Milani.
Il saggio, diviso in due densi volumi – il primo, “Prendersi cura delle organizzazioni”, più teorico; il secondo, “La svolta dialogica: pratiche, esperienze e strumenti”, ricco di esempi concreti e suggerimenti – esce a cura della casa editrice “Spazio Cultura Edizioni” (Palermo, 2026), anche in formato e-book, nella collana specializzata “Il tempio di Medha” (antico termine sanscrito che significa saggezza e intelligenza superiore), diretta da Salvatore Nocera Bracco.
Il lavoro di Braghero, esperto di sistemi formativi, è anche il frutto della sua quadriennale attività di studio dedicato alla scuola finlandese, oggetto del dottorato di ricerca da lui conseguito presso l’università di Jyväskylä, a stretto contatto con i maggiori esperti a livello internazionale del metodo dialogico, gli studiosi finlandesi Jaakko Seikkula e Tom Arnkil, che ne gettarono le basi in Finlandia fin dai primi anni Ottanta dello scorso secolo.
Rientrato in Italia Braghero ha messo a frutto le conoscenze e le competenze acquisite sviluppando una vivace attività di divulgazione del metodo, accompagnata da straordinarie attitudini organizzative che lo hanno condotto in pochi anni a costruire reti nazionali di scuole (come DialogicaMente, rete che ha ottenuto il riconoscimento di “Buona pratica di eccellenza” dalla SAFI per l’anno 2026) e internazionali come il PeaceWaves International Network, di cui lo stesso Braghero è presidente.
Il titolo del libro merita una spiegazione, che lo stesso autore dà nella “dedica”, posta all’inizio del primo volume dell’opera (di oltre 850 pagine complessive): “Il libro nasce e si sviluppa proprio TRA le betulle del mio quadriennale soggiorno in Finlandia in Jyväskylä e il mio essere, vivere e sentirmi completamente mediterraneo. Nato tra gli ulivi della Liguria, vissuto tra gli ulivi umbri, toscani e soprattutto siciliani, riconosco e sento le mie radici nel mare mediterraneo. Le pratiche dialogiche vedono la loro nascita nel ‘mare nostrum’ ma trovano la loro consacrazione contemporanea tra le betulle dei paesi del nord Europa, in particolare in Finlandia”.
Seguono decine di note, brevi saggi anche di autori diversi, a partire dai caposcuola finlandesi, approfondimenti dei fondamenti teorici del modello dialogico: psicologici, neurologici, comportamentali, organizzativi, con qualche incursione anche in ambito filosofico e letterario, e una sterminata bibliografia di decine di pagine.
Il secondo volume, “La svolta dialogica: pratiche, esperienze e strumenti”, ha un carattere più monografico rispetto al primo, ma è egualmente ricco di contenuti, provenienti da autori e campi di ricerca diversi, convergenti nell’analisi delle pratiche dialogiche realizzate a livello nazionale (soprattutto in Sicilia, per quanto riguarda l’Italia, che conta 200 scuole aderenti alla rete delle scuole dialogiche ) e internazionale a partire dal modello finlandese, studiato e applicato in particolare nel Regno Unito, in Spagna e nel Sudamerica.
In questa parte dell’opera compaiono numerosi suggerimenti pratici, schede, tracce di valutazione e materiali utili per le scuole e gli insegnanti interessati a sperimentare quella che per molti aspetti non va intesa solo come una particolare modalità didattica ma assume il più ampio significato di un vero e proprio modello pedagogico e sociale.

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