Immissioni in ruolo docenti 2026/27: da quali graduatorie si attingerà e come saranno distribuiti i posti
Mentre si attende il decreto ministeriale che definirà il contingente delle assunzioni a tempo indeterminato per l’anno scolastico 2026/2027, è già possibile delineare il quadro delle graduatorie che saranno utilizzate per le immissioni in ruolo dei docenti della scuola dell’infanzia e primaria.
Il meccanismo resta quello previsto dall’articolo 399 del Testo unico della scuola (D.Lgs. 297/1994), ma negli ultimi anni si è progressivamente arricchito di nuovi canali di reclutamento, soprattutto dopo l’avvio delle procedure concorsuali legate al PNRR. Il risultato è un sistema articolato, nel quale l’ordine di scorrimento delle graduatorie assume un’importanza decisiva per migliaia di aspiranti insegnanti.
La ripartizione: metà dei posti alle GaE e metà ai concorsi
Anche per il prossimo anno scolastico il principio generale dovrebbe rimanere invariato: il 50% dei posti autorizzati sarà destinato alle Graduatorie ad esaurimento (GaE), laddove ancora presenti, mentre il restante 50% sarà assegnato attraverso le graduatorie concorsuali.
La ripartizione effettiva dipenderà però dalla consistenza delle graduatorie ancora attive nelle diverse regioni e classi di concorso. In molti territori, infatti, le GaE risultano ormai esaurite e i posti vengono integralmente riversati sul canale concorsuale.
L’ordine di scorrimento delle graduatorie
Per quanto riguarda il reclutamento da concorso, la normativa prevede una precisa sequenza.
Si parte dalle eventuali graduatorie ancora vigenti del concorso 2016. Una volta esaurite, i posti disponibili vengono ripartiti tra le procedure successive.
Una quota è destinata ai vincitori del concorso straordinario 2018, mentre l’altra confluisce nelle graduatorie del concorso ordinario 2020 e, a seguire, nei concorsi banditi nell’ambito del Piano nazionale di ripresa e resilienza: PNRR 1, PNRR 2 e, da quest’anno, anche PNRR 3.
Nel caso di una distribuzione con numero dispari di posti, la normativa prevede che l’unità eccedente venga assegnata al canale dei concorsi ordinari.
Se una delle graduatorie risulta esaurita, i posti residui vengono redistribuiti secondo l’ordine previsto dalla disciplina vigente.
Dopo i vincitori, spazio agli idonei
Esaurite le graduatorie dei vincitori, il sistema consente di procedere anche con gli idonei.
L’ordine di priorità interessa innanzitutto gli idonei dei concorsi PNRR entro il limite del 30% dei posti messi a bando, seguendo la successione delle tre procedure concorsuali (PNRR 1, PNRR 2 e PNRR 3).
Solo successivamente si potrà attingere agli idonei del concorso ordinario 2020.
Qualora residuino ulteriori disponibilità, entreranno in gioco anche gli elenchi regionali istituiti dal decreto ministeriale n. 68 del 22 aprile 2026.
Il nodo dei posti di sostegno
Una procedura specifica riguarda il sostegno.
I posti che dovessero rimanere vacanti dopo le ordinarie operazioni di immissione in ruolo saranno assegnati agli aspiranti inseriti nella prima fascia delle GPS sostegno, valide per il biennio 2026-2028.
Se anche questo canale non dovesse consentire la copertura completa dei posti disponibili, il Ministero ricorrerà nuovamente alla cosiddetta “mini call veloce”, la procedura che permette agli iscritti nelle GPS di chiedere l’assunzione in province diverse da quella di inserimento, purché appartenenti alla stessa regione.
Attenzione alle graduatorie ancora attive
Per chi attende l’immissione in ruolo, uno degli elementi più importanti sarà verificare la consistenza delle graduatorie nella propria regione e per la specifica classe di concorso.
Oltre ai candidati ancora presenti nelle graduatorie vigenti, occorrerà infatti considerare anche i vincitori – e, nei casi previsti dalla normativa, gli idonei – del concorso PNRR 3, destinati a entrare progressivamente nel sistema di reclutamento.
Solo dopo la pubblicazione del contingente nazionale delle assunzioni sarà possibile conoscere il numero effettivo dei posti disponibili per ciascuna regione e avviare le operazioni di nomina.
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