MINDhEARTH per la riconnessione offline con la natura in tempi artificiali

di Francesca Scafuto*

Siamo terrestri ed, in quanto tali, biofilici. Ed è grazie a questa tendenza innata a preferire ed affiliarci agli ambienti naturali, confermata dalla filogenesi che ci ha visto più abitanti della savana che della giungla urbana, che il nostro organismo reagisce con l’attivazione di reazioni psicofisiologiche che ristorano l’attenzione, riducono l’infiammazione e ci fanno recuperare dallo stress. Cosa ci ostacola dall’espressione della nostra biofilia? La nostra tendenza innata va però educata, mancando oramai nella nostra parte di società una serie di riti sociali che avevano nelle comunità questo fine, e sviluppandosi di fatti sempre più biofobie fino alla cosiddetta sindrome di disconnessione dalla natura.  L’uso dei dispositivi e il modello di una società iperconnessa e performante, con poco tempo per le relazioni dal vivo, o comunque con relazioni sempre più strutturate e strutturate da adulti (basti pensare a quanto spazio lasciamo ai bimbi e poi ai ragazzi per autogestirsi ed imparare una autoregolazione tra pari) rischia di impoverire l’incontro autentico e dialogico con sé, l’altro e la natura. La richiesta sempre più pressante di assolvere più compiti in contemporanea e l’iperconnessione online, porta a quella che il fondatore della mindfulness, Jon Kabat-Zinn, definisce società della distrazione, che soffre di un disturbo massivo del deficit da attenzione ed iperattività.

In questo contesto, si inserisce il programma MINDhEARTH, ideato da chi scrive in collaborazione con due Università italiane, che mira nel contempo a sviluppare sia la riconnessione con la Natura sia la consapevolezza di sé, offrendo sia pillole scientifiche che esperienze pratiche di gruppo. Le esperienze partono dal sentire sé, il proprio corpo e le proprie emozioni, al sentire l’altro e poi la Terra, nella sua bellezza e nella sua sofferenza, per i danni inferti del surriscaldamento globale. Il percorso laboratoriale finisce con il visioning del futuro e l’azione co-progettata, che in un caso, per esempio, è stato un giardino scolastico co-progettato dagli studenti rispetto ai loro bisogni e alle qualità riconosciute nello spazio. Un percorso che quindi accompagna gradualmente in 18hr, percorso base, i ragazzi ed in full immersion di alcuni giorni i docenti, a sviluppare la propria biofilia ed un senso di potere/efficacia nell’azione ecologica partendo dall’affinare la propria sensibilità personale. Le esperienze partono da importanti affondi teorici, nell’ottica di una scienza servizievole, che sia sempre più divulgata e strumento nelle mani degli operatori.  E’interessante, per esempio, rilevare come la letteratura mostri che lo stare in ambienti naturali, più di wilderness, sia connesso ad una riduzione significativa di ruminazione, dell’attività della corteccia prefrontale sub-genuale, dell’amigdala, ad onde alfa di rilassamento o talvolta theta, ad una ristorazione dell’attenzione selettiva, ovvero a quei processi alla base di una rigenerazione cerebrale, in opposizione agli effetti che sembra avere, invece, l’hard fascination degli schermi e degli ambienti virtuali, che porterebbero a ciò che da alcuni scienziati è stato definito come precoce invecchiamento cerebrale, ovvero un assottigliamento (es. riduzione materia grigia della corteccia, soprattutto dei lobi frontali, con le implicazioni per la debole attenzione, concentrazione e memoria di lavoro, nonché problemi nella regolazione delle emozioni),  se l’esposizione è  precoce e per di più massiccia (cfr. studio ABCD con migliaia di soggetti).

Il MINDhEARTH è stato applicato e adattato ai diversi contesti, in 7 diversi Istituti in Pisa, Pontedera, Pescara, Valderice e Trento, raggiungendo numerosi ragazzi e docenti, oltre che presentato come didattica speciale all’Università di Pisa e presente in un paio di master. La formazione è stata promossa anche da Tuttoscuola presso l’istituto superiore Iti Volta di Pescara, con notevole successo, tanto da aver richiesto quattro edizioni ed avanzamenti del percorso.  Una ricerca-azione è stata pubblicata su Frontiers in Psychology su un campione di 211 ragazzi di una secondaria di secondo grado ed ha mostrato un’efficacia del programma nell’incrementare significativamente rispetto al gruppo di controllo: la mindfulness, ovvero la capacità di stare nel momento presente, di prestare una attenzione vigile e curiosa, sospendendo il giudizio, il benessere edonico ed eudaimonico (sottodimensione di autonomia). Dal punto di vista qualitativo, la connessione con la natura, considerata un tratto più stabile e difficile da cambiare, è il secondo beneficio raggiunto che è stato riportato come più rilevante, dopo la riconnessione con sé. Anche con i docenti, i risultati sono stati sorprendenti, sia in termini di consapevolezza e benessere personale, sia nello sviluppo di relazioni con i colleghi, sia con la natura, apprendendo già strumenti operativi che hanno poi applicato in classe, ampliando anche la loro didattica outdoor. Mi piacerebbe finire, descrivendo questa esperienza direttamente con le parole di alcuni docenti partecipanti:

Siamo stati condotti in un percorso di consapevolezza della nostra relazione con noi stessi e con gli altri, attraverso esercizi pratici e input teorici, scendendo nel nostro intimo ma anche divertendoci, nonostante ci trovassimo in ambiente lavorativo. Il tutto abbinato a momenti di riflessione e ad esercizi di rilassamento;

Un’esperienza trasformativa e molto coinvolgente che mette in gioco tutte le emozioni per una conoscenza più profonda di sé stessi anche nel ruolo di docente; Durante questa esperienza ci si mette a nudo lasciandosi andare. Ti fidi di chi ti circonda, ti liberi dai blocchi, ti senti.

Ottima conduzione, bilanciata tra teoria e laboratorio. Si consegue un’idea generale sul Mindfulness e utili sono i consigli tecnici sulla gestione delle emozioni. La qualità del gruppo è la variabile che potrebbe rendere il corso più o meno fruibile e piacevole. “L’anima sospira…” “il corpo ti parla…”“

Sono state un viaggio nel corpo e nella mente. Per riassumere in una frase: “Esplorazione e conoscenza di mondi interiori attraverso il contatto con la Natura, viva, luminosa e vibrante”. Attraverso un ritmo crescente di intensità, per poi ritornare a rallentare, ho navigato tra i mari nascosti, quelli oscuri e tempestosi e quelli calmi e luminosi, che sono dentro di me. Ho respirato e risuonato come uno strumento arcaico, insieme alle altre anime che con me hanno condiviso questo viaggio; ho scacciato demoni con rituali liberatori e provato a sciogliere nodi di spine che stringono alla gola; mi sono fatta attraversare dalla luce del sole, che riscalda, conforta e nutre; ho visto negli elementi della natura, lance, punte di freccia, spade, orecchie tese per sentire la mia voce, dita di mani avvizzite che ancora offrono il loro sostegno, gocce di lacrime che riflettono interi modi rovesciati..

Ho vissuto un’esperienza piena che ha pungolato e accarezzato il mio profondo, colorando il tempo trascorso insieme di emozioni: le più diverse e contrastanti, delicate ed esplosive, provate per quanto sentito dentro e per quello che si è condiviso. Un’ esperienza che ha orientato il mio sguardo avanti e intorno, incontro alla connessione, alla coscienza, al rispetto senza giudizio, all’ accettazione dell’ inarrestabile evoluzione e alla voglia di recupero e ri- costruzione.

È stato un percorso unico. Di benessere mentale ed emotivo. Al centro di tutto questo, l’insegnante, che ha avuto la capacità di fare aprire il cuore e la mente ai partecipanti, creando un forte legame e facendo venire fuori gioie, dolori ma comunque tutto il bello in ognuno. Questo è merito della sua grande professionalità, energia che infonde e del suo carisma e magnetismo nella comunicazione. Non ho mai partecipato ad un corso di formazione per docenti più utile di questo.

L’esperienza è stata profonda. La consapevolezza era assopita, ed è stata risvegliata. Il risveglio è l’unico modo per prendere atto della propria meravigliosa presenza nel proprio mondo.

*Francesca Scafuto, phd Health and Community Psychology
Professor of Psychology and Neuroscience in the interaction individual/environment at University of Pisa
Psychotherapist of adolescents and young adults
Forrmer Fellow researcher at University of Udine- DILL and Lecturer at University of Pisa 
Former Fulbright Scholar- Ramapo College of New Jersey

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