EXPOAID 2026, Valditara rilancia il ruolo della scuola inclusiva: ‘È qui che nasce il progetto di vita della persona’
La scuola come primo luogo in cui prende forma il progetto di vita di ogni studente, ma anche come perno delle politiche nazionali per l’inclusione. È questo il messaggio che il ministro dell’Istruzione e del Merito, Giuseppe Valditara, ha affidato alla manifestazione EXPOAID 2026, l’evento promosso dal Ministro per le Disabilità Alessandra Locatelli e dedicato ai temi dell’autonomia, dell’inclusione e dei diritti delle persone con disabilità.
Il messaggio istituzionale, letto nel corso della giornata inaugurale dal direttore generale dell’Ufficio scolastico regionale per l’Emilia-Romagna, Bruno E. Di Palma, ha delineato le principali linee di intervento che il Ministero sta portando avanti sul fronte dell’inclusione scolastica: dalla continuità didattica degli insegnanti di sostegno alla formazione dei docenti, fino alla semplificazione delle procedure amministrative per le famiglie.
La scuola oltre la didattica
Nel testo inviato a EXPOAID, Valditara ribadisce una visione della scuola che supera la sola dimensione dell’apprendimento disciplinare.
Secondo il ministro, l’istituzione scolastica rappresenta il contesto nel quale si costruiscono autonomia, relazioni, cittadinanza e partecipazione sociale. È qui che, attraverso percorsi personalizzati e la collaborazione tra scuola e famiglie, prende forma il progetto di vita previsto anche dalla recente riforma della disabilità.
Una prospettiva che richiama la necessità di considerare l’inclusione non come un insieme di interventi aggiuntivi, ma come una dimensione strutturale dell’intero sistema educativo.
Continuità del sostegno e formazione: le misure in campo
Nel messaggio vengono richiamati i principali interventi che il Ministero ha avviato negli ultimi mesi.
Tra questi figura il rafforzamento della continuità didattica per gli alunni con disabilità, tema al centro del recente dibattito normativo e considerato uno degli strumenti per garantire maggiore stabilità educativa.
Accanto a questo vengono ricordati il nuovo ciclo del TFA Sostegno, i percorsi formativi affidati a INDIRE, il piano che punta ad aumentare il numero dei docenti specializzati e le iniziative dedicate alla formazione in servizio degli insegnanti.
Il Ministero richiama inoltre l’attivazione dei Gruppi per l’Inclusione Territoriale (GIT), chiamati a rafforzare il supporto alle scuole nella progettazione e nella gestione dei percorsi inclusivi.
Meno burocrazia per le famiglie
Uno dei passaggi più concreti riguarda il Piano educativo individualizzato (PEI).
Valditara annuncia infatti l’intenzione di intervenire sul piano normativo per rendere più stabile la documentazione che accompagna il percorso scolastico degli alunni con disabilità, limitando gli adempimenti ripetitivi oggi richiesti alle famiglie e alle scuole.
L’obiettivo dichiarato è duplice: alleggerire il carico amministrativo e garantire una maggiore continuità dei percorsi educativi, evitando che la produzione documentale diventi un ostacolo alla progettazione didattica.
Il confronto con il mondo associativo
Nel messaggio trova spazio anche il tema della partecipazione delle associazioni.
Il ministro richiama infatti il nuovo regolamento dell’Osservatorio permanente per l’inclusione scolastica, organismo destinato a rafforzare il dialogo tra amministrazione, rappresentanze delle persone con disabilità, famiglie e mondo della scuola.
Un passaggio che conferma la volontà di consolidare un confronto stabile con i soggetti che operano quotidianamente sul territorio e che rappresentano un punto di riferimento per studenti e famiglie.
Inclusione: la sfida resta quella dell’attuazione
Le parole del ministro si inseriscono in una fase nella quale il tema dell’inclusione continua a occupare un posto centrale nell’agenda del Ministero dell’Istruzione e del Merito. Negli ultimi anni si sono succeduti interventi su formazione, sostegno, continuità didattica e governance del sistema.
Resta ora la sfida dell’attuazione concreta. Per le scuole, infatti, l’efficacia delle misure sarà misurata soprattutto dalla capacità di tradurre gli interventi normativi in percorsi educativi realmente personalizzati, stabili e condivisi con le famiglie.
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