Nuove Indicazioni Nazionali per i Licei: la bozza arriva al CSPI. Manzoni resta al biennio, confermata anche la Divina Commedia al quinto anno

Le nuove Indicazioni nazionali per il secondo ciclo compiono un nuovo passo nel loro iter. La bozza predisposta dalla Commissione coordinata dalla pedagogista Loredana Perla, dopo oltre un anno di lavoro e un confronto con scuole, associazioni disciplinari e Consulte studentesche, approda il 26 giugno all’esame del Consiglio Superiore della Pubblica Istruzione (CSPI), chiamato a esprimere il previsto parere consultivo.

L’obiettivo del Ministero dell’Istruzione e del Merito resta quello di introdurre il nuovo impianto curricolare a partire dall’anno scolastico 2027/2028, dopo l’avvio, già previsto da settembre, delle nuove Indicazioni per il primo ciclo.

Manzoni resta al secondo anno: il Ministero corregge la rotta

Tra gli aspetti che hanno maggiormente attirato l’attenzione emerge una significativa modifica rispetto alla bozza diffusa lo scorso aprile. Alessandro Manzoni e I Promessi sposi rimangono infatti un passaggio obbligato del secondo anno della scuola secondaria di secondo grado.

Nella versione preliminare delle Indicazioni era stata prevista una maggiore autonomia per i docenti, che avrebbero potuto sostituire il romanzo con opere considerate linguisticamente più accessibili, rinviandone eventualmente la lettura al quarto anno, in concomitanza con lo studio della letteratura dell’Ottocento. Una scelta che aveva alimentato un vivace dibattito nel mondo della scuola e della cultura.

La nuova versione torna invece all’impostazione tradizionale. Secondo il ministro Giuseppe Valditara, I Promessi sposi rappresentano un’opera imprescindibile “per comprendere la storia linguistica, culturale e civile del nostro Paese”.

Anche per Dante non sono previste modifiche sostanziali. La Divina Commedia continuerà a essere affrontata lungo l’intero triennio finale, dal terzo al quinto anno, confermando una scansione didattica ormai consolidata.

Identità culturale e lettura: i due pilastri dell’impianto

Le nuove Indicazioni si sviluppano lungo alcune direttrici che il Ministero considera strategiche. La prima riguarda il rafforzamento della consapevolezza dell’identità culturale italiana ed europea.

Nei programmi di storia viene ribadita la centralità della civiltà occidentale, dell’Europa e dell’Italia, pur mantenendo l’apertura allo studio delle altre culture. In letteratura trovano ulteriore spazio gli autori considerati fondativi della tradizione occidentale: oltre a Dante e Manzoni, diventa esplicito il riferimento allo studio dell’Odissea di Omero e di alcuni passi della Bibbia, proposti non in chiave confessionale ma come testi fondamentali per comprendere le radici della produzione artistica e letteraria europea.

Grande rilievo viene attribuito anche alla valorizzazione del patrimonio storico e artistico dei territori.

Un altro elemento caratterizzante riguarda la promozione della lettura. Le nuove Indicazioni prevedono che nel primo biennio gli studenti leggano almeno sei libri in formato cartaceo. Una scelta che il Ministero collega allo sviluppo delle competenze cognitive e che si inserisce in una più ampia strategia volta a ridurre il ricorso agli smartphone durante l’attività scolastica.

Filosofia e Costituzione: torna il percorso cronologico

Tra le novità disciplinari figura anche la revisione dell’insegnamento della filosofia.

L’impostazione recupera una scansione prevalentemente cronologica dello sviluppo del pensiero filosofico, integrandola con percorsi tematici. Entra inoltre in modo esplicito lo studio delle radici filosofiche della Costituzione italiana, attraverso l’analisi dei grandi concetti emersi nel dibattito dell’Assemblea Costituente, come democrazia, libertà, sovranità popolare e separazione dei poteri.

L’obiettivo dichiarato è rafforzare il collegamento tra formazione culturale ed educazione civica.

Matematica e intelligenza artificiale: la svolta STEM

L’altro asse strategico delle nuove Indicazioni riguarda il rafforzamento delle discipline scientifiche e tecnologiche.

Per la matematica viene proposto un approccio maggiormente centrato sull’osservazione della realtà e sulla costruzione progressiva dei concetti teorici, con l’intento di favorire una comprensione più concreta della disciplina.

L’intelligenza artificiale entra invece stabilmente nel percorso liceale, sia come oggetto di studio sia come strumento didattico a supporto dell’apprendimento delle discipline STEM. L’intenzione del Ministero è quella di sviluppare negli studenti non soltanto competenze operative, ma anche la capacità di utilizzare queste tecnologie in modo consapevole e critico.

Ora il confronto istituzionale

Con l’arrivo della bozza al CSPI si apre una nuova fase del percorso di approvazione. Il parere del Consiglio non è vincolante, ma rappresenta un passaggio significativo prima dell’adozione definitiva del testo.

© RIPRODUZIONE RISERVATA