Arianna Craviotto: ‘Sogno una scuola in cui ci siano insegnanti capaci di aprire la mente’

Di Sara Morandi

Arianna Craviotto è una talentuosa doppiatrice, conosciuta per aver dato voce a numerosi personaggi in film, serie TV e videogiochi. Il suo amore per il doppiaggio nasce dalla magia di poter interpretare una vasta gamma di personaggi, mantenendo al contempo la sua autenticità. Che si tratti di animazioni, videogiochi o film, Arianna infonde vita nei suoi ruoli, trasformandosi di volta in volta in una strega misteriosa o in una dolce principessa. Tra i suoi lavori più amati c’è il personaggio di Ne Zha, un demone del fuoco, che le ha permesso di esplorare una gamma emozionale intensa e dinamica. La sua celebrità si è espansa anche sui social media, specialmente su TikTok, dove le sue imitazioni e parodie hanno conquistato il cuore di molti, regalando sorrisi durante il periodo difficile della quarantena. Arianna ha creato un ambiente virtuale accogliente e divertente, dove i suoi follower – dai più piccoli ai più grandi – possono ridere e sentirsi meno soli. Il riconoscimento del pubblico per il suo lavoro è culminato nel 2024, quando ha vinto il premio “Onda Sonora” per il suo ruolo nel videogioco “The Chant”. Interpretare Hannah Wilson, un personaggio complesso e sfumato, è stata un’esperienza gratificante che ha rafforzato il suo legame con il pubblico.  Nel suo sogno di una scuola ideale per i giovani del futuro, Arianna immagina un’istituzione che promuova la creatività e l’espressione personale. Crede fermamente nell’importanza di insegnanti che stimolino il pensiero critico e l’innovazione. La sua visione include spazi per la sperimentazione libera, progetti concreti e un dialogo continuo tra teoria e pratica. Arianna auspica che figure di spicco nei vari campi artistici condividano le loro esperienze, ispirando i giovani a trasformare le loro passioni in realtà professionali.

Arianna, sei una voce conosciuta in molti film, serie TV e videogiochi. Cosa ti ha attratto di più del mondo del doppiaggio e c’è un personaggio in particolare che hai amato doppiare?

“Quello che mi ha sempre attratto del mondo del doppiaggio è la sua magia: la possibilità di poter interpretare mille personaggi diversi senza mai smettere di essere me stessa.
Amo tutti i tipi di doppiaggio: film, serie TV, animazione, videogiochi…perché ogni personaggio che ho interpretato mi è rimasto nel cuore, ognuno a modo suo. La cosa che mi piace di più è proprio il poter cambiare ogni volta: un giorno posso essere una strega misteriosa, il giorno dopo una principessa dolce e coraggiosa e quello dopo ancora un mostriciattolo pieno di energia. Un personaggio che ho amato particolarmente doppiare è stato Ne Zha un demone del fuoco incredibilmente intenso, del cartone cinese “Ne Zha- l’ascesa del guerriero di fuoco”.
È stato affascinante perché richiedeva tantissimi cambi espressivi e di voce: un momento è felice, quasi giocoso, e un attimo dopo sta urlando di rabbia con una forza travolgente. Interpretarlo è stato come essere sulle montagne russe emotive, impegnativo ma anche liberatorio e bellissimo.
Il doppiaggio per me è questo: trasformazione, emozione e libertà”.

Sei molto seguita sui social media grazie alle tue imitazioni e parodie. Come è nata l’idea di condividere la tua creatività su piattaforme come TikTok e qual è stata la tua esperienza più memorabile con i tuoi follower?

“È nato tutto nel 2020, durante la quarantena. In quel periodo gli studi di doppiaggio erano chiusi e non potevamo uscire di casa. Avevo però tantissima voglia di continuare a creare, di usare la mia voce e, soprattutto, di portare un po’ di leggerezza in un momento così difficile. Così ho iniziato a postare su Instagram e TikTok, quasi per gioco all’inizio. L’idea era quella di creare uno spazio sicuro e di intrattenimento dove far ridere le persone e farle sentire meno sole. Ho cominciato chiedendo ai miei pochissimi follower di consigliarmi delle voci da provare a imitare, poi un giorno un mio video è andato virale e da lì non mi sono più fermata. I miei follower sono stupendi e gentilissimi, non è una cosa scontata mi ritengo molto fortunata per questo. Quando mi fermano per strada sono sempre carini, rispettosi, pieni di entusiasmo. La cosa che mi fa più sorridere è che può fermarmi un bambino piccolo e subito dopo un adulto con il barbone, chiedendomi di fare le voci che imito sui social per farli ridere. Vedere il loro volto illuminarsi quando inizio a cambiare voce è una gioia immensa.
In quei momenti capisco davvero quanto la voce possa unire le persone e regalare un attimo di felicità”.

Complimenti per aver vinto il premio del pubblico “Onda Sonora” nel 2024 per il tuo lavoro nel videogioco “The Chant”. Come è stato ricevere questo riconoscimento e cosa ha significato per te interpretare il personaggio di Hannah Wilson?

“Ricevere il premio del pubblico “Onda Sonora” nel 2024 per il mio lavoro in “The Chant” è stata una vera emozione. Mi sono commossa, davvero. In questi anni ho fatto tanti sacrifici, ho studiato, ho lavorato duramente, ho affrontato momenti di incertezza… e quello è stato il primo premio di doppiaggio che ho ricevuto. Sentire l’affetto del pubblico in modo così concreto è qualcosa che non dimenticherò mai. Interpretare Hannah Wilson è stato bellissimo.
Hannah è una devota adepta di una setta che, nel corso della storia, impazzisce sempre di più… ma non voglio fare troppi spoiler! È un personaggio complesso, pieno di sfumature psicologiche, con un’evoluzione intensa e anche disturbante, sapere che il pubblico l’ha apprezzata così tanto ha reso tutto ancora più speciale”.

Immaginando una scuola ideale per i giovani del futuro, quali elementi pensi dovrebbero essere fondamentali per incoraggiare la creatività e l’espressione personale?

“Immaginando una scuola ideale per i giovani del futuro, penso che l’elemento fondamentale debba essere la presenza di insegnanti capaci di aprire la mente, non solo di trasmettere nozioni.
Io sono stata molto fortunata, perché durante il mio percorso al Liceo Artistico ho incontrato un insegnante straordinario, preparatissimo e con una cultura immensa. Lui non si limitava solo a farci ricopiare nature morte, come spesso accade nei licei artistici, ma ci spronava a creare qualcosa di nostro, a cercare uno stile personale, a esprimerci davvero. Ci faceva riflettere, sperimentare, sbagliare e riprovare.  Alla fine dell’anno avevamo organizzato persino una mostra con le nostre opere nella nostra città. È stata un’esperienza incredibile: vedere i nostri lavori esposti, valorizzati… e io sono persino riuscita a vendere un mio dipinto. È stata una soddisfazione grandissima che porterò sempre nel cuore, perché per la prima volta ho sentito che la mia creatività aveva un valore reale.

Per questo credo che in una scuola ideale non dovrebbero mancare:

⁃ Spazi dedicati alla sperimentazione libera;
⁃ Progetti concreti, come mostre, spettacoli o performance;
⁃ Un dialogo continuo tra teoria e pratica.

Un’altra cosa che troverei bellissima sarebbe quella di invitare nelle scuole persone che si sono distinte in un determinato campo artistico come attori, illustratori, musicisti, registi… per raccontare la loro esperienza. Ascoltare chi ce l’ha fatta, capire i sacrifici, le difficoltà e le soddisfazioni, può accendere una scintilla nei ragazzi e far capire loro che trasformare una passione in un lavoro è possibile”.

© RIPRODUZIONE RISERVATA