Contratto scuola 2025-2027, riparte il confronto sulla parte normativa: sul tavolo burnout, IA, precari e mobilità

Dopo la firma della parte economica del Contratto collettivo nazionale del comparto Istruzione e Ricerca 2025-2027, sottoscritta lo scorso 1° aprile, entra nel vivo il negoziato sulla revisione delle norme contrattuali. Oggi, 22 luglio, alle ore 15, Aran e organizzazioni sindacali tornano al tavolo per il quarto incontro dedicato alla parte normativa, dopo le riunioni del 12 e 26 maggio e del 24 giugno. La trattativa punta ad affrontare una serie di questioni che incidono direttamente sull’organizzazione del lavoro nelle scuole e sulle condizioni del personale. Dalla tutela della salute al riconoscimento delle nuove professionalità, passando per la disciplina dell’intelligenza artificiale, la mobilità e il trattamento dei precari, i temi aperti sono numerosi e tutt’altro che marginali.

Un contratto chiamato a rispondere ai cambiamenti della scuola

Se la parte economica ha consentito di anticipare gli aumenti stipendiali previsti dal rinnovo, la fase attuale si concentra sugli aspetti ordinamentali e organizzativi del rapporto di lavoro. L’obiettivo dichiarato dall’Aran è quello di arrivare alla chiusura del negoziato entro la fine dell’anno, privilegiando un calendario di incontri tecnici, anche in modalità online. Un’impostazione che, tuttavia, non convince pienamente le organizzazioni sindacali, che chiedono un confronto più approfondito e in presenza su temi ritenuti particolarmente complessi.

Le priorità dei sindacati: più tutele e meno disparità

Tra le richieste avanzate dall’Anief figurano l’estensione della contrattazione integrativa a tutte le sigle rappresentative, anche se non firmatarie del contratto, il superamento delle disparità tra personale di ruolo e precario e il riconoscimento di nuovi istituti di welfare. Il sindacato propone, tra l’altro, l’introduzione dei buoni pasto anche per il personale scolastico, già previsti in altri comparti pubblici, il riconoscimento del burnout come condizione da tutelare contrattualmente e una disciplina stabile delle deroghe alla mobilità annuale per i lavoratori con figli minori o familiari anziani a carico. Tra le richieste rientrano anche una regolamentazione della formazione incentivata, la valorizzazione delle figure di sistema e del middle management scolastico, il rafforzamento delle indennità per i DSGA e una specifica indennità destinata al personale che presta servizio lontano dalla propria residenza.

Intelligenza artificiale e benessere lavorativo: le proposte della FLC CGIL

Per la FLC CGIL il nuovo contratto dovrà misurarsi anche con le trasformazioni introdotte dalle tecnologie digitali. Tra le priorità indicate figura la necessità di regolamentare l’impatto dell’intelligenza artificiale sulle prestazioni lavorative, definendo diritti, limiti e garanzie per il personale. Il sindacato richiama inoltre l’attenzione sul crescente disagio lavorativo presente nelle scuole, sostenendo che la tutela della salute non possa limitarsi agli aspetti legati alla sicurezza, ma debba comprendere anche il contrasto ai fenomeni di stress e burnout. La FLC chiede inoltre l’attivazione di organismi già previsti dai precedenti contratti ma mai realmente operativi, come l’Organismo paritetico per l’innovazione e l’Osservatorio paritetico nazionale, ritenuti strumenti utili per monitorare l’attuazione delle innovazioni organizzative e prevenire decisioni unilaterali delle amministrazioni. Tra le questioni aperte anche una maggiore trasparenza nella gestione delle risorse del Fondo per il miglioramento dell’offerta formativa (FMOF) e la richiesta di accelerare i tempi di controllo e certificazione dei contratti nazionali e integrativi.

UIL Scuola: dal recupero del 2013 ai buoni pasto

Anche la UIL Scuola individua nella parte normativa l’occasione per affrontare temi rimasti irrisolti da anni. Tra questi, il recupero dell’anno 2013 ai fini della progressione economica, questione che il sindacato continua a considerare una penalizzazione per il personale della scuola. Sul tavolo anche il rafforzamento delle risorse destinate al personale ATA e ai DSGA, l’introduzione dei buoni pasto e la definizione di una disciplina contrattuale che possa poi trovare adeguata copertura finanziaria nelle future leggi di bilancio.

Gilda: risorse, valorizzazione professionale e tutela dei docenti

Per la Gilda degli Insegnanti la priorità resta il recupero del potere d’acquisto degli stipendi, ulteriormente eroso dall’inflazione. Il sindacato chiede nuove risorse già nelle prossime manovre finanziarie e ribadisce la necessità di affrontare in sede contrattuale il nodo dell’anno 2013, oltre a rilanciare la proposta di un ritorno agli scatti stipendiali biennali. Tra i temi richiamati anche la sicurezza nelle scuole, la tutela del personale vittima di aggressioni e una revisione delle procedure disciplinari, con l’ipotesi di affidare i procedimenti a un organismo terzo rispetto ai dirigenti scolastici.

Le richieste della CISL Scuola

La CISL Scuola sollecita invece l’adeguamento del contratto alle più recenti disposizioni normative, con particolare riferimento ai criteri per la mobilità territoriale e professionale e per le assegnazioni provvisorie. Il sindacato ritiene inoltre necessario definire contrattualmente gli aspetti relativi alla formazione continua incentivata e alla figura del docente stabilmente incentivato prevista dalla normativa vigente.

Una trattativa destinata a incidere sull’organizzazione della scuola

Il negoziato appena avviato va ben oltre la definizione di nuove regole amministrative. Le richieste avanzate dalle organizzazioni sindacali delineano infatti una riflessione più ampia sull’evoluzione del lavoro nella scuola: dalla gestione delle innovazioni tecnologiche al benessere organizzativo, dalla valorizzazione delle professionalità alla riduzione delle disparità tra lavoratori. Resta ora da capire se il confronto tra Aran e sindacati riuscirà a trovare punti di equilibrio entro i tempi indicati dall’Agenzia. La parte normativa del contratto sarà infatti chiamata a dare risposte su questioni che incidono quotidianamente sulla qualità del lavoro nelle istituzioni scolastiche e, indirettamente, sul funzionamento dell’intero sistema di istruzione.

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