Comma 23: la carriera dei docenti ritardata di tre anni

La norma prevista dal DL 78 è stata confermata dal Senato. Il ritardo degli scatti rimarrà per 40 anni

Dopo il sì del Senato con il voto di fiducia sul maxiemendamento al DL 78/2010 della manovra finanziaria, la Camera si prepara ad esaminare e ad approvare in via definitiva il testo con un nuovo voto di fiducia.

Ci sono ancora dieci giorni di tempo per convertire in legge il DL 78: troppo pochi perché la Camera possa modificarlo nuovamente, costringendo il Senato ancora una volta a votare la manovra.

Per la scuola diventa, quindi, improbabile, se non impossibile, che il comma 23 dell’art. 9 possa essere annullato.

“Per il personale docente, Amministrativo, Tecnico ed Ausiliario (A.T.A.) della Scuola, gli anni 2010, 2011 e 2012 non sono utili ai fini della maturazione delle posizioni stipendiali e dei relativi incrementi economici previsti dalle disposizioni contrattuali vigenti”.

Il testo era inizialmente così e così è rimasto anche dopo l’approvazione del maxiemendamento della manovra al Senato, anche se è stato aggiunta la frase “è fatto salvo quanto previsto dall’articolo 8, comma 14″.

Il nuovo comma 14 dell’articolo 8 prevede che le risorse del 30% siano utilizzate in parte a favore del personale scolastico (a voce il relatore di maggioranza al Senato ha dichiarato che le risorse serviranno per pagare gli scatti del triennio 2010-2012).

Gli scatti di anzianità che salvati dal maxiemendamento non possono che essere quelli del triennio 2010-2012: un beneficio che riguarderà soltanto la metà del personale e che, nonostante alcune rassicurazioni sindacali, probabilmente avrà solo effetto economico (e non giuridico), perché, come conferma tuttora il comma 23, “gli anni 2010, 2011 e 2012 non sono utili ai fini della maturazione delle posizioni stipendiali….”

La progressione di carriera del personale scolastico in servizio, d’ora in poi, sarà, quindi, ritardata di tre anni fino al momento della pensione e il personale incasserà gli aumenti per il passaggio di gradone sempre tre anni dopo, perdendo, quindi, altrettanti anni di aumento fino al termine della carriera. I ritardi di riscossione costeranno complessivamente per i più giovani fino a 29 mila euro, secondo i valori contrattuali attuali.