Come annunciato a conclusione dell’incontro di giovedì scorso, 23 agosto, sono ripresi da lunedì i tavoli tecnici al MIUR che precedono l’ulteriore confronto politico col ministro dell’Istruzione, Marco Bussetti, oggi, 29 agosto, alle 10.
Un confronto che sarà incentrato su due temi: l’avvio del nuovo anno scolastico e la legge di bilancio per il 2019. “Si entra finalmente nel merito delle tante questioni che il sindacato ha posto da tempo al centro dell’attenzione e dell’iniziativa”. Lo afferma la segretaria generale della CISL Scuola, Maddalena Gissi, che così prosegue: “I problemi sono tanti, giusto procedere per tappe legate a precise priorità. Il regolare avvio dell’anno scolastico lo è sicuramente e le preoccupazioni non mancano, pur facendo la tara agli eccessi di allarmismo cui ogni anno di questi tempi i media si lasciano andare, evitando poi di dare atto che le nostre scuole, grazie all’impegno di chi ci lavora, riescono a rendere alla comunità un servizio prezioso e di qualità. È anche grazie ai buoni frutti prodotti nei mesi scorsi da importanti accordi sindacali se oggi si avverte un clima più disteso e le criticità sembrano essersi ridotte”.
Ridotte, ma non annullate, precisa la segretaria generale: “Certo non è di poco conto il problema delle dotazioni organiche del personale ATA: i posti assegnati non sono sufficienti, i Direttori dei Servizi, in attesa del concorso, sono in numero limitato e dovranno sobbarcarsi numerose reggenze, come avviene anche per i Dirigenti Scolastici. Questi ultimi, poi, attendono ancora il rinnovo del Contratto, un ritardo che non ha alcuna giustificazione”.
Ma è soprattutto sulla predisposizione della legge di bilancio che la CISL Scuola punta l’attenzione. Uno dei banchi di prova, come scrive la Gissi nell’ultimo numero della rivista “Scuola e Formazione”, su cui si misura in ogni stagione politica la distanza che separa le parole dai fatti.
“Non c’è dubbio che sulla legge di bilancio – sottolinea Maddalena Gissi – si pongono premesse decisive per alcune scadenze che incombono, prima fra tutte il rinnovo del contratto in scadenza a dicembre. C’è fra l’altro da consolidare una parte di quello rinnovato la primavera scorsa, garantendo piena copertura economica all’assegno perequativo, in modo da consolidarlo in via definitiva come elemento strutturale della retribuzione. Chi, ricoprendo allora un ruolo politico diverso, ha giudicato il contratto firmato a febbraio insufficiente rispetto all’obiettivo di un riallineamento retributivo della scuola italiana agli standard europei, ha oggi l’occasione per contribuire con le sue scelte a colmare quel divario”.
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giugno 2026
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