Loredana Perla a Tuttoscuola: «La formazione deve produrre cambiamenti riconoscibili nella vita delle scuole». Le sfide della nuova SAFI

Dalle nuove Indicazioni nazionali alla formazione continua degli insegnanti, dall’intelligenza artificiale all’E-portfolio dei docenti. Sono numerose le sfide che attendono la Scuola di Alta Formazione dell’Istruzione (SAFI), da poco affidata alla guida di Loredana Perla, pedagogista e già coordinatrice scientifica della Commissione ministeriale che ha elaborato le nuove Indicazioni nazionali per la scuola dell’infanzia e il primo ciclo e di quella per il secondo ciclo.

In un’ampia intervista rilasciata a Tuttoscuola, Perla illustra le priorità del suo mandato e anticipa alcune delle novità che interesseranno le scuole nei prossimi mesi. A partire da un obiettivo preciso: superare una concezione della formazione come semplice somma di corsi, per costruire percorsi di sviluppo professionale capaci di incidere concretamente sulla qualità dell’insegnamento.

«La priorità è fare in modo che la formazione produca cambiamenti riconoscibili nella vita delle scuole», afferma la presidente della SAFI. Una prospettiva che chiama in causa anche il nuovo sistema di accreditamento degli enti formativi, il ruolo delle università e delle associazioni professionali e la valorizzazione delle competenze acquisite dai docenti nel corso della carriera.

Ma nell’intervista si affrontano anche questioni che hanno alimentato un vivace dibattito nel mondo della scuola. Le nuove Indicazioni nazionali rappresentano un ritorno ai programmi ministeriali? Quali margini di autonomia resteranno alle scuole nella costruzione dei curricoli? E ancora: come accompagnare l’introduzione facoltativa del latino nella scuola media senza creare nuove disuguaglianze tra territori? E poi un’importante novità riguardante gli istituti tecnici e professionali.

Non manca una riflessione sull’intelligenza artificiale, che Perla considera una delle sfide formative più impegnative per gli insegnanti nei prossimi anni, tale da richiedere un profondo ripensamento degli attuali modelli di formazione.

Sul fondo, una questione ancora irrisolta: come rendere davvero effettiva, e non soltanto obbligatoria sulla carta, la formazione continua dei docenti? E quale ruolo potrà avere l’E-portfolio nel riconoscimento e nella valorizzazione della crescita professionale?

Ecco il testo dell’intervista.

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