Il melodramma entra nei licei. Valditara: “Una piccola rivoluzione”. E alla Maturità 2027?

L’annuncio è arrivato nel corso dell’iniziativa “Il melodramma come letteratura nazionale”, alla quale hanno partecipato anche numerosi studenti degli istituti milanesi Tito Livio, Virgilio e San Carlo. Al centro dell’incontro, il valore del melodramma non soltanto come espressione musicale, ma come patrimonio letterario capace di raccontare la storia e l’identità del Paese. «Il cittadino comune non declamava l’Infinito di Leopardi ma cantava il Va’, pensiero», ha osservato Valditara, richiamando il celebre coro del Nabucco, composto da Giuseppe Verdi su libretto di Temistocle Solera. Un esempio scelto per sottolineare quanto l’opera lirica abbia contribuito alla diffusione di un patrimonio culturale condiviso, raggiungendo anche un pubblico più ampio rispetto a quello della letteratura tradizionalmente studiata nelle scuole.

Il melodramma come Manzoni: cosa cambia per i docenti di italiano

Secondo quanto riportato dall’Ansa, il melodramma diventerà a tutti gli effetti un capitolo della storia della letteratura italiana, al pari degli autori già presenti come Alessandro Manzoni. A occuparsene saranno gli insegnanti di italiano, chiamati quindi ad affrontare anche i libretti d’opera e il loro valore letterario nell’ambito dell’insegnamento della disciplina. Il ministro ha escluso, tuttavia, la necessità di introdurre figure professionali specifiche o percorsi di aggiornamento dedicati. «Non ci saranno docenti ad hoc, non dobbiamo immaginare che un docente di lettere non conosca il Nabucco o il melodramma», ha precisato. Non sono previsti neppure finanziamenti aggiuntivi. Resta dunque un interrogativo sul piano didattico: come verrà concretamente integrato lo studio del melodramma nell’insegnamento della letteratura italiana? La scelta di affidarlo ai docenti di lettere valorizza il legame tra parola poetica, teatro e musica, ma pone anche il tema degli strumenti con cui affrontare in classe un linguaggio artistico che nasce proprio dall’incontro tra diverse forme espressive.

Verdi, Manzoni e il valore letterario dell’opera lirica

A sostenere la rilevanza culturale del melodramma è intervenuto anche il sovrintendente del Teatro alla Scala, Fortunato Ortombina, che ha richiamato il rapporto tra Giuseppe Verdi e Alessandro Manzoni e il contributo di figure come Verdi e Arturo Toscanini alla storia culturale italiana. «La forza del destino, Don Carlo e Simon Boccanegra li considero non meno di romanzi», ha affermato Ortombina. Una riflessione che mette in evidenza la dimensione narrativa e letteraria dell’opera lirica, spesso associata prevalentemente alla musica e alla rappresentazione teatrale. Per Valditara, il suo ingresso nei programmi rappresenta «una piccola rivoluzione». Secondo la ricostruzione proposta dal ministro, il melodramma sarebbe rimasto escluso dall’insegnamento scolastico per circa un secolo a causa di una forma di «snobismo», legata alla sua natura popolare. L’intenzione dichiarata è quindi quella di riconoscere anche sul piano scolastico il ruolo che questa forma artistica ha avuto nella storia della cultura nazionale.

Musica classica fin dalla primaria. Il debutto dell’orchestra dei licei musicali alla Scala

L’attenzione alla musica non riguarderà soltanto gli studenti dei licei. Valditara ha infatti spiegato che la storia della musica classica entrerà nella formazione degli alunni fin dalla scuola primaria, come «elemento della formazione della persona». Un’impostazione che punta a riconoscere alla cultura musicale un ruolo nel percorso educativo complessivo, oltre la dimensione strettamente specialistica. Nel corso dell’incontro è stato inoltre annunciato il debutto dell’orchestra nazionale dei licei musicali, previsto per il 6 marzo proprio al Teatro alla Scala di Milano. Un appuntamento che porterà gli studenti dei percorsi musicali su uno dei palcoscenici più rappresentativi della tradizione lirica italiana.

Non solo Verdi e Puccini: nei programmi anche i cantautori

L’apertura al melodramma si inserisce in un orientamento più ampio, già anticipato dal ministro nei giorni precedenti, verso il riconoscimento del valore letterario di forme espressive che uniscono musica e parola. Valditara si era infatti detto favorevole anche allo studio dei testi dei cantautori italiani, compresi quelli di Francesco Guccini. «Lo abbiamo già previsto per i licei. I brani dei cantautori, ovviamente quelli che hanno un certo livello e una certa valenza poetica, possono essere tranquillamente oggetto di studio, così come abbiamo previsto che lo sia il melodramma, da Verdi a Puccini», aveva dichiarato. Un’apertura che amplia il perimetro dei testi considerati meritevoli di approfondimento letterario e che potrebbe offrire ai docenti ulteriori occasioni per mettere in relazione autori, linguaggi e periodi storici differenti.

Verdi alla Maturità 2027? Valditara non si sbilancia

L’annuncio ha inevitabilmente sollevato anche una domanda: il melodramma potrebbe trovare spazio tra le tracce dell’esame di Stato? Interpellato sull’eventualità che Giuseppe Verdi diventi uno degli argomenti della Maturità 2027, Valditara ha preferito non anticipare nulla, rispondendo che farlo «sarebbe uno spoiler». Nessuna conferma, dunque, ma neppure una chiusura esplicita rispetto a questa possibilità.

Al di là delle future prove d’esame, la novità apre una riflessione sul modo in cui viene raccontata e insegnata la storia della letteratura italiana. Riconoscere il melodramma come parte di quella storia significa anche interrogarsi sui confini tradizionali della disciplina, sul rapporto tra cultura scritta e cultura musicale e sulle opportunità di una didattica capace di far dialogare linguaggi diversi.

© RIPRODUZIONE RISERVATA