Polizza sanitaria per docenti e ATA, copertura al via dal 30 settembre. Nuove adesioni ancora possibili: tempi e regole

La polizza sanitaria integrativa destinata al personale scolastico entra nella fase operativa. Da oggi, 30 settembre 2026, la copertura diventa attiva per i lavoratori che hanno aderito entro la scadenza del 20 settembre. E per chi non ha fatto in tempo la porta non è definitivamente chiusa: sarà possibile aderire anche successivamente, con tempi di attivazione differenti a seconda della data in cui viene effettuata la scelta. A fornire le nuove indicazioni è il Ministero dell’Istruzione e del Merito, con la nota n. 18048 del 25 settembre, i cui contenuti sono stati rilanciati dalla Cisl Scuola.

La misura sembra aver intercettato un interesse consistente tra docenti e personale ATA: secondo i dati riportati da Italia Oggi, sarebbero circa 800mila le adesioni, a fronte di una platea potenziale stimata in 1,2 milioni di lavoratori, comprendendo anche il personale precario.

Dal 30 settembre copertura attiva per chi ha aderito entro la scadenza

Per il personale che aveva già espresso la propria adesione entro il 20 settembre, dunque, il 30 settembre rappresenta la data di effettiva partenza della copertura sanitaria. Dalla stessa giornata gli interessati possono procedere alla registrazione sul portale Unisalute e utilizzare l’applicazione dedicata per accedere ai servizi previsti. La scadenza del 20 settembre, tuttavia, non si traduce nell’esclusione definitiva di chi non aveva aderito. Le nuove indicazioni ministeriali chiariscono infatti le modalità per consentire ulteriori ingressi nel sistema.

Chi potrà aderire dopo il 20 settembre

Una prima possibilità riguarda il personale che avrebbe potuto aderire entro il termine, ma non lo ha fatto: anche questi lavoratori potranno successivamente manifestare la propria adesione. Una seconda casistica interessa il personale con contratto a tempo determinato annuale o fino al termine delle attività didattiche che, alla data del 20 settembre, non aveva potuto effettuare la procedura perché il contratto non risultava ancora registrato al SIDI. In questo caso l’adesione potrà essere espressa una volta completati gli adempimenti amministrativi. Lo stesso principio vale per chi stipulerà successivamente un contratto a tempo determinato, annuale o fino al termine delle attività didattiche: sarà possibile aderire dopo la registrazione del contratto sul SIDI.

Nuove adesioni, quando parte la copertura?

Per le adesioni effettuate dopo il 20 settembre il momento in cui la polizza diventa operativa dipenderà dalla data della richiesta. Chi aderirà tra il primo e il quindicesimo giorno del mese vedrà attivarsi la copertura dal primo giorno del mese successivo. Da quella data sarà possibile effettuare anche la registrazione sul portale Unisalute. Per le adesioni effettuate invece dal sedicesimo all’ultimo giorno del mese, la copertura decorrerà dal quindicesimo giorno del mese successivo. Anche in questo caso la registrazione sul portale potrà essere effettuata a partire dalla data di effettiva attivazione. Un meccanismo che rende quindi l’adesione sostanzialmente aperta anche oltre la prima finestra temporale, aspetto particolarmente importante per il personale precario le cui procedure contrattuali possono concludersi dopo l’avvio dell’anno scolastico.

Una misura apprezzata, ma restano dubbi sulle prestazioni

L’elevato numero di adesioni non esaurisce però il dibattito sulla nuova forma di welfare destinata ai lavoratori della scuola. Un sondaggio promosso dalla Tecnica della Scuola, basato su 547 risposte, restituisce infatti un quadro meno lineare quando dalla decisione di aderire si passa alla valutazione dell’effettiva utilità della copertura. Il 61,6% dei partecipanti aveva dichiarato di aver scelto di aderire. Tra coloro che non avevano ancora effettuato l’adesione, il 15,5% indicava come motivo la scarsa chiarezza sulle modalità di utilizzo, mentre una quota più ridotta dichiarava di non essere interessata alle prestazioni offerte.

È soprattutto il giudizio sull’utilità della polizza a far emergere le perplessità. Il 39,3% dei partecipanti al sondaggio definiva le prestazioni “poco utili”, contro il 20,1% che le considerava “molto utili”. Un altro 19,7% riteneva interessante la copertura soltanto per alcune prestazioni, mentre il 20,8% dichiarava di non conoscerla ancora abbastanza per esprimere una valutazione. Si tratta, naturalmente, dei risultati di un sondaggio tra i lettori della testata che lo ha promosso e non di una rilevazione statisticamente rappresentativa dell’intero personale scolastico. I dati segnalano tuttavia alcuni interrogativi che accompagnano l’avvio della misura.

Dentista, occhiali e psicologo: cosa chiedono i lavoratori

Le risposte aperte aiutano a capire dove si concentrino le aspettative. Tra le richieste ricorrono una maggiore copertura per le cure odontoiatriche, il rimborso degli occhiali da vista e un accesso più ampio al supporto psicologico. Vengono indicate anche fisioterapia, ecografie, risonanze magnetiche, visite ginecologiche di controllo e la possibilità di rivolgersi a specialisti di fiducia anche al di fuori delle strutture convenzionate. Un altro tema riguarda la distribuzione territoriale delle strutture: per alcuni lavoratori la possibilità di utilizzare determinate prestazioni soltanto attraverso il circuito convenzionato rischia di trasformarsi in un limite concreto, soprattutto laddove l’offerta sanitaria disponibile sul territorio sia più ridotta. Tra le richieste figura inoltre l’estensione della copertura ai familiari, attualmente non prevista, insieme a informazioni più chiare sulle eventuali franchigie.

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