Magnifici insegnanti: l’8 ottobre il webinar di Tuttoscuola, Scholas Occurrentes ed EIS-LUMSA
Che cosa significa essere insegnante oggi? Quale sguardo è chiamato a portare chi ogni giorno entra in classe? E quale spazio possono ancora trovare nella scuola la bellezza, la gratuità, la capacità di indicare ai più giovani qualcosa che merita di essere osservato, ascoltato, pensato? Sono alcune delle domande al centro di “Magnifici insegnanti”, l’incontro online in programma l’8 ottobre alle 17.00 promosso da Tuttoscuola insieme a Scholas Occurrentes e alla Scuola di Alta Formazione EIS dell’Università LUMSA di Roma.
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Un appuntamento rivolto agli insegnanti e ai dirigenti scolastici italiani che, in prossimità della Giornata mondiale degli insegnanti e nelle prime settimane dell’anno scolastico 2026-2027, vuole essere insieme un benvenuto e un’occasione di riflessione. Perché ogni nuovo anno scolastico non rappresenta soltanto una ripartenza organizzativa: può diventare anche il momento per interrogarsi sul senso del proprio lavoro e sulle tracce che hanno contribuito a costruire la propria identità di educatori.
La partecipazione all’evento in diretta consentirà di ricevere in automatico l’attestato di partecipazione.
Il giorno successivo all’evento sarà disponibile la registrazione.
Che cosa significa essere insegnante?
È questa la domanda attorno alla quale si svilupperà l’incontro. Una domanda apparentemente semplice che porta direttamente al cuore della professione.
L’insegnante può essere colui o colei che mostra i luoghi sui quali vale la pena posare lo sguardo, rendendo visibile qualcosa che era già presente, ma che non era stato ancora visto. Insegnare, in questa prospettiva, non significa soltanto trasmettere conoscenze, ma aiutare bambini e ragazzi a osservare la realtà, a interrogarla e a riconoscervi possibilità ancora inesplorate.
Da qui altri interrogativi che riguardano molto da vicino la scuola di oggi: verso che cosa siamo chiamati a volgere lo sguardo? Quale spazio rimane per la bellezza e la gratuità? Qual è il tempo della scuola e, soprattutto, quale promessa continua a custodire?
Domande che acquistano un significato particolare all’inizio di un nuovo anno scolastico, quando alle attese si accompagnano inevitabilmente le difficoltà quotidiane delle comunità educative.
Le parole di Papa Francesco agli insegnanti
A fare da filo conduttore sarà anche l’eredità educativa di Papa Francesco, indicato dagli organizzatori come padre, maestro, poeta ed educatore capace, attraverso parole e gesti, di richiamare l’attenzione sui luoghi da guardare, sulle realtà da ascoltare e sui mondi da pensare.
Uno dei momenti dell’appuntamento sarà infatti dedicato all’intervento “Che cosa significa essere insegnante? Le parole di Papa Francesco agli insegnanti”.
Non una commemorazione fine a se stessa, dunque, ma un punto di partenza per tornare a interrogarsi sul mestiere dell’educare e per mettere a confronto il sogno di scuola che si vorrebbe costruire con la realtà concreta nella quale docenti e dirigenti operano ogni giorno.
Durante il webinar sarà inoltre proposto il video “Gli ultimi segni di Papa Francesco” e saranno previsti momenti di testimonianza, dialogo e condivisione attraverso Padlet, con l’obiettivo di dare spazio anche alla voce dei partecipanti.
Gli interventi
Al confronto prenderanno parte Italo Fiorin, già consultore per l’educazione nominato da Papa Francesco; Maria Cinque, direttrice di EIS-LUMSA; Stefania Macaluso, insegnante; Maria Paz Jurado, direttrice mondiale di Scholas Occurrentes; Maura Striano, assessore all’Istruzione del Comune di Napoli; Mjriam Carla Palazzo, coordinatrice Progetti Scholas Italia; Pablo Kuczynski, educatore di Scholas; Loris Viezzer, insegnante; e Gianni Vinciguerra, direttore di Tuttoscuola.
L’appuntamento inizierà alle 17.00 con l’accoglienza dei partecipanti e le parole di benvenuto. Seguiranno il video dedicato a Papa Francesco, le testimonianze, l’intervento sul significato dell’essere insegnante e i momenti di confronto.
“Magnifici insegnanti” vuole così aprire uno spazio diverso nel ritmo serrato dell’avvio dell’anno scolastico: un tempo per tornare alle ragioni che hanno portato tanti docenti a scegliere l’insegnamento e per chiedersi che cosa significhi continuare a scegliere, ogni giorno, di educare.
Perché forse dare il benvenuto a un nuovo anno scolastico significa anche questo: non limitarsi a ripartire, ma ritrovare le domande che danno senso al cammino.
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