Valditara alla Scuola di Alta Formazione dell’Istruzione: ‘No all’ultimismo’
Il Ministro dell’Istruzione e del Merito, Giuseppe Valditara, è intervenuto oggi al seminario nazionale di presentazione del piano formativo dedicato alle Nuove Indicazioni nazionali 2025 promosso dalla Scuola di Alta Formazione dell’Istruzione (SAFI) al Ministero (sala ‘Aldo Moro’) con la partecipazione di numerosi direttori generali dei dipartimenti ministeriali e degli USR. Il seminario è stato coordinato dal capo Dipartimento dott.sa Carmela Palumbo.
Il ministro ha pronunciato un discorso breve ma determinato e denso di contenuti, a partire da una polemica con i detrattori della qualità della scuola italiana: “La scuola italiana è molto meglio di come viene rappresentata”, ha affermato citando i risultati dell’ultima indagine Ocse-Pisa, che collocano l’Italia “al di sopra della media Ocse in tutte le materie testate”. È quindi stata sconfitta “la narrazione dell”‘ultimismo’”, ha detto scherzando sul neologismo inventato per l’occasione. Una narrazione, ricorrente nella storia della scuola italiana, volta ad “attaccare il Governo di turno” ma che ha offeso in passato e offende oggi tutta la scuola italiana.
Certo, ha aggiunto, dobbiamo ancora migliorare un po’ gli apprendimenti, e agire nel contesto sociale, come si è fatto con le Agende Sud e Nord, ma oggi, grazie alla sostanziale tenuta del sistema scolastico dimostrata da PISA, abbiamo anche la straordinaria occasione per scalare ancora di più le vette a livello nazionale, “come stiamo facendo con il 4+2”, i cui esiti saranno resi noti a novembre. L’Italia è un modello positivo anche per quanto riguarda l’inclusione e il sostegno, a dispetto delle “classi separate che qualcuno propone”. Trasparente il riferimento al generale Vannacci.
L’Italia ha i numeri per diventare un punto di riferimento mondiale per la qualità della formazione, ha proseguito Valditara, e anche le Nuove Indicazioni Nazionali vanno in questa direzione, che è quella della personalizzazione, capace di mettere al centro la persona e di riconosce l’unicità di ogni studente. Un punto sul quale il ministro ha particolarmente insistito, anche se poi non ha rinunciato a richiamare anche altri aspetti delle Nuove Indicazioni come la rivalorizzazione della grammatica e della sintassi, delle poesie a memoria, del corsivo, del riassunto, della calligrafia. Altrettanto importante è che “ogni alunno uscendo dal primo ciclo sappia riconoscere le radici della nostra civiltà” e impari la matematica “partendo dall’osservazione della realtà”.
E proprio alla storia e alla matematica il seminario ha riservato, dopo l’intervento del ministro, le due relazioni principali, svolte dallo storico Adolfo Scotto di Luzio e dal matematico Vincenzo Vespri.
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