Benessere a scuola, dalla richiesta dei dirigenti ai risultati: quasi 2 mila studenti coinvolti negli sportelli di ascolto

Fondazione CR Firenze rilancia il bando: 750 mila euro per sostenere le scuole superiori di Firenze, Arezzo e Grosseto

Quando i dirigenti scolastici delle scuole superiori hanno chiesto di essere aiutati ad aiutare i ragazzi, il bisogno emerso non riguardava nuove attrezzature tecnologiche né soltanto strumenti per la didattica. La richiesta aveva un altro centro: il benessere degli studenti, la possibilità per le scuole di intercettare fragilità, sostenere percorsi di crescita e offrire risposte concrete alle difficoltà quotidiane. Da questa esigenza è nato il bando “Benessere a scuola” di Fondazione CR Firenze, realizzato in collaborazione con l’Ufficio Scolastico Regionale per la Toscana, che nell’anno scolastico 2025/2026 ha coinvolto le scuole secondarie di secondo grado della Città Metropolitana di Firenze. Un intervento che ora viene rafforzato: per il prossimo anno scolastico le risorse salgono da 500 mila a 750 mila euro e il progetto si estende anche alle province di Arezzo e Grosseto.

Una scuola chiamata ad affrontare bisogni che vanno oltre la didattica

I primi dati del monitoraggio restituiscono una fotografia ancora parziale, ma già significativa. Sono state coinvolte 30 scuole, con 61 azioni progettuali monitorate. Complessivamente, quasi 2 mila studenti si sono rivolti agli sportelli di ascolto e supporto psicologico, oltre 1.400 hanno ricevuto un aiuto nello studio e 881 studenti hanno beneficiato di contributi per gite, libri, materiali o dispositivi concessi in comodato d’uso gratuito. Numeri che raccontano una domanda di supporto che non riguarda soltanto il rendimento scolastico, ma anche la dimensione personale e relazionale della vita a scuola.

Il tema del benessere viene interpretato come una condizione che accompagna il percorso educativo: stare bene a scuola significa sentirsi accolti, ascoltati e messi nelle condizioni di affrontare il proprio percorso di crescita. “Il benessere delle nostre studentesse e dei nostri studenti non è qualcosa che si aggiunge alla funzione educativa della scuola: ne è una condizione essenziale”, ha dichiarato il direttore dell’USR Toscana Luciano Tagliaferri, sottolineando come dietro i numeri ci siano “bisogni reali ai quali le scuole hanno saputo dare risposte concrete”.

Psicologi, orientatori e sportelli: l’ascolto come primo intervento

Una parte rilevante delle attività finanziate ha riguardato gli sportelli di ascolto e supporto, con il coinvolgimento di figure professionali come psicologi, pedagogisti, orientatori e altri esperti. Gli studenti si sono rivolti ai servizi soprattutto per affrontare ansia, stress, difficoltà relazionali, bassa autostima, conflitti familiari e difficoltà legate al percorso scolastico. Ma gli sportelli hanno coinvolto anche docenti, famiglie e personale scolastico.

Tra le esperienze monitorate, l’IIS Leonardo da Vinci di Firenze ha attivato sportelli di ascolto psicologico e nutrizionale, registrando 310 accessi da parte degli studenti e 159 colloqui complessivi. Al Liceo Artistico di Porta Romana e Sesto Fiorentino, invece, il lavoro degli psicologi è entrato anche nelle classi, con interventi in cinque gruppi per prevenire e gestire situazioni legate a bullismo, ansia e difficoltà relazionali. Un modello che prova a superare l’idea dello sportello come semplice intervento individuale, collocandolo dentro una strategia più ampia di prevenzione.

Sostegno economico: evitare che le difficoltà diventino esclusione

Il bando ha sostenuto anche bisogni molto concreti, spesso legati alla possibilità stessa di partecipare pienamente alla vita scolastica. Gli interventi hanno riguardato l’acquisto di libri, materiali didattici, dispositivi, attrezzature e contributi per visite e viaggi di istruzione. All’IIS Leonardo da Vinci, ad esempio, sono stati acquistati 245 dispositivi di protezione individuale, tra cui scarpe antinfortunistiche e guanti per le attività laboratoriali. Al Russell-Newton il contributo ha consentito a 40 studenti provenienti da famiglie in difficoltà economica di partecipare alle gite scolastiche. Il sostegno economico, in questi casi, non viene presentato soltanto come un aiuto materiale, ma come uno strumento per garantire partecipazione e pari opportunità.

Dall’aiuto allo studio all’inclusione: percorsi diversi per bisogni diversi

Un altro ambito di intervento ha riguardato il recupero degli apprendimenti, il metodo di studio e il supporto agli studenti con bisogni educativi specifici.

All’ISIS Gobetti-Volta sono stati realizzati percorsi di alfabetizzazione in italiano L2 per studenti stranieri neo-arrivati: sei attività, per un totale di 123 ore, che hanno coinvolto 24 studenti. La scuola ha evidenziato anche la nascita di forme di supporto tra pari all’interno della comunità scolastica.

All’IIS Virgilio, invece, sono state realizzate 120 ore di recupero e accompagnamento allo studio, con attività rivolte anche a studenti con BES e DSA, attraverso supporto ai compiti, metodo di studio e tutoraggio tra pari.

Il nuovo bando si allarga: coinvolte 66 scuole potenziali

Per l’anno scolastico 2026/2027 Fondazione CR Firenze ha deciso di ampliare l’intervento, estendendolo dalle 37 scuole superiori della Città Metropolitana di Firenze alle scuole secondarie di secondo grado statali delle province di Firenze, Arezzo e Grosseto: le realtà potenzialmente coinvolte salgono così a 66 istituti. I contributi previsti variano in base alla dimensione della scuola: fino a 20 mila euro per gli istituti con meno di 1.000 studenti, fino a 26 mila euro per quelli tra 1.000 e 1.500 studenti e fino a 35 mila euro per gli istituti con oltre 1.500 studenti, inclusa l’Azione PLUS Le scuole potranno presentare le proprie candidature in tre momenti diversi: entro il 30 settembre 2026, il 30 novembre 2026 oppure il 30 gennaio 2027, così da poter individuare il momento più adeguato rispetto ai bisogni rilevati nel corso dell’anno scolastico.

Il benessere come responsabilità della comunità educante

L’esperienza del bando restituisce un elemento centrale: il benessere scolastico non coincide con un singolo servizio, ma con un insieme di condizioni che permettono agli studenti di sentirsi parte della comunità scolastica. Dallo psicologo all’aiuto allo studio, dal sostegno economico ai percorsi di inclusione, le scuole hanno utilizzato strumenti diversi per rispondere a bisogni differenti. Una pluralità di interventi che richiama una domanda più ampia: quanto la capacità della scuola di accompagnare gli studenti, oltre la sola dimensione degli apprendimenti, sia oggi parte integrante della sua funzione educativa.

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