MIM, richiesta agli USR di segnalare iniziative sul mondo islamico. La Flc Cgil: ‘Atto grave, va ritirato’
Una richiesta di monitoraggio indirizzata agli Uffici scolastici regionali accende il confronto tra Ministero dell’Istruzione e del Merito e organizzazioni sindacali. Al centro della polemica c’è una nota ministeriale con la quale il MIM avrebbe chiesto agli USR di raccogliere e trasmettere con urgenza informazioni relative a iniziative scolastiche riguardanti il mondo islamico.
Secondo quanto denunciato dalla Flc Cgil, la richiesta farebbe riferimento a incontri con imam, visite a moschee, convegni, dibattiti e altre attività dedicate alla conoscenza della cultura e della religione islamica, motivate dal Ministero con l’esigenza di acquisire elementi utili in relazione a recenti fatti di cronaca e al dibattito pubblico.
La denuncia del sindacato
È la Federazione Lavoratori della Conoscenza della Cgil a rendere pubblica l’esistenza della nota, definendola «un fatto gravissimo» e chiedendone l’immediato ritiro.
Secondo il sindacato, il provvedimento configurerebbe una forma di controllo incompatibile con i principi dell’autonomia scolastica e della libertà di insegnamento. La Flc sostiene inoltre che, in alcuni casi, ai dirigenti scolastici sarebbe stato chiesto non soltanto di riferire sulle attività organizzate dal proprio istituto, ma anche di fornire informazioni su iniziative promosse da altre scuole presenti sul territorio.
Per l’organizzazione sindacale, una simile impostazione rischierebbe di trasformare attività educative legate all’intercultura e al dialogo tra religioni in oggetto di monitoraggio istituzionale.
Autonomia scolastica e pluralismo al centro del dibattito
Nella nota diffusa alla stampa, la Flc Cgil parla di una misura che, a suo giudizio, «attacca frontalmente l’autonomia scolastica» e alimenta un clima di sospetto nei confronti di percorsi didattici finalizzati alla conoscenza reciproca e all’educazione interculturale.
«La scuola non è un luogo di schedature, ma di conoscenza e confronto», afferma il sindacato, che richiama il ruolo dell’istituzione scolastica come spazio di pluralismo culturale e di dialogo, chiedendo al Ministero di revocare la richiesta.
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