Memoria visuo-spaziale, verbale e numerica: un approccio interdisciplinare per miglioramento il processo di apprendimento

di Elide Valentina Maria Romano

Comprendere l’impatto dell’aspetto interdisciplinare delle nozioni scientifiche sul potenziamento del processo di apprendimento rappresenta una delle sfide più attuali della pedagogia contemporanea, soprattutto quando si intende promuovere un clima-classe inclusivo e produttivo in presenza di alunni con difficoltà o con disabilità, andando ad ascoltare le esigenze educative degli alunni (Liverano, 2024).

Ho avuto modo di osservare questa modalità di intervento didattico durante le ore inerenti al mio percorso di tirocinio espletate durante il biennio conclusivo del Corso di Laurea in Scienze della Formazione Primaria e durante l’attuale annualità del corso di specializzazione in sostegno didattico per alunni con disabilità nella scuola primaria nel plesso “Michele Abbate” dell’Istituto Comprensivo “Martin Luther King” in Caltanissetta (CL), sotto la guida della Dirigente Scolastica, Prof.ssa Daniela Rizzotto.

Questo articolo nasce dall’esperienza di tirocinio sopra citata riferita, soprattutto, all’A.S. 2025/2026, svoltasi in una quinta classe di scuola primaria, in cui era presente un alunno con disturbo dello spettro autistico.

Questo contributo ha l’obiettivo di mostrare una proposta di intervento didattico volta a stimolare le memorie visuo-spaziale, verbale e numerica, considerando l’ottica interdisciplinare, coinvolgendo le seguenti discipline: musica; matematica; italiano; educazione fisica.

Tenendo in considerazione alcune evidenze scientifiche, si è dimostrato che lo studio delle nozioni di grammatica musicale favorisca lo sviluppo di determinate capacità percettive, cognitive e motorie (Brochard, Dufour e Despress, 2004). Per far sì che le informazioni apprese passino dalla memoria a breve termine a quella a lungo termine (Vecchi, Cornoldi e De Beni, 1998), risulta necessario un processo graduale, concreto e pratico (Cowan, 2013). Quindi, andare a promuovere un apprendimento significativo (Bonaiuti, 2013) attraverso l’unione tra attività ludica e learning by doing (De Simone e Corrado, 2025), andando a favorire la competenza metacognitiva (Giacomantonio, 2026) e un apprendimento permanente (Martino, 2022). Le lezioni tenute dal docente specializzato in musica hanno messo in luce l’efficacia dell’utilizzo del pentagramma come mediatore visivo: il discriminare le diverse note tra linee e spazi va a potenziare la memoria visuo-spaziale; la conoscenza della nomenclatura andrà ad affinare la memoria verbale; la scrittura manuale dei segni sul quaderno e sulla lavagna in ardesia solleciterà le memorie aptica e motoria (Hallan e Himonides, 2022).

In un secondo momento, si sono svolte delle attività in aula e in palestra, che sono state attuate dalla sottoscritta grazie, soprattutto, alla competenza, al sostegno e alla professionalità delle docenti curriculari e della tutor di tirocinio. Le attività e i giochi proposti si sono incentrati sulla riproduzione grafica e concreta di sequenze di figure, di parole e di numeri precedentemente osservati e memorizzati. L’allenamento ludico e multisensoriale andrà a favorire il successo scolastico e il miglioramento delle prestazioni generali degli studenti. (Alloway e Alloway, 2010).

Al fine di garantire la massima partecipazione da parte degli studenti, ogni attività proposta è stata calibrata in base alle esigenze della classe. In particolare, si è puntato sulla semplificazione linguistica delle consegne verbali e sulla dilatazione dei tempi di esecuzione. Questo ha promosso un’atmosfera inclusiva e l’alunno con disturbo dello spettro autistico è stato pienamente coinvolto in tutte le attività proposte, supportandolo nel mantenere lo stesso passo dei compagni di classe.

Quanto esposto mette chiaramente in luce come un intervento didattico interdisciplinare e inclusivo, se inserito in un clima-classe e in un contesto scolastico accoglienti e stimolanti, si dimostri un valido strumento per poter affinare non solo le competenze mnemoniche e attentive, ma, anche, quelle motorie, pratiche e metacognitive degli alunni.

Bibliografia
Alloway, T. P., & Alloway, R. G. (2010). Investigating the predictive roles of working memory and IQ in academic attainment. Journal of experimental child psychology, 106(1), 20-29.
Bonaiuti, G. (2013). Apprendimento significativo. In Ambienti di apprendimento per la formazione continua. Materiali di lavoro del progetto FSE “Modelli organizzativi e didattici per il LLL” (pp. 291-306). Guaraldi.
Brochard, R., Dufour, A., & Despres, O. (2004). Effect of musical expertise on visuospatial abilities: Evidence from reaction times and mental imagery. Brain and cognition, 54(2), 103-109.
Cowan, N. (2013). Working Memory Underpins Cognitive Development, Learning, and Education. Educational Psychology Review, 26(2), 197–223.
De Simone, G., & Corrado, M. T. (2025). Il gioco e l’apprendimento nella scuola primaria: storia e tecniche di didattica ludica. Mizar. Costellazione di pensieri, 22(1), 80-95.
Giacomantonio, A. M. S. (2026). 3. Competenza personale, sociale e di Imparare a Imparare: sperimentazione di un dispositivo di valutazione formativa. Imparare ad apprendere nelle scuole, dell’educazione degli adulti e nell’istruzione e formazione professionale.
Hallam, S., & Himonides, E. (2022). The power of music: An exploration of the evidence. Open Book Publishers.
Liverano, G. (2024). Promuovere l’inclusione di alunni in condizione di vulnerabilità scolastica attraverso pratiche didattiche interdisciplinari. Journal of Health Care Education in Practice, 6(Journal of Health Care Education in Practice VOL. 6/1), 139-152.
Martino, F. (2022). Il lifelong learning come vocazione ontologica “nell’Essere Più”. Epale Journal, 11, 81-88.
Vecchi, T., Cornoldi, C., & De Beni, R. (1998). Processi di elaborazione in memoria di lavoro. Giornale italiano di psicologia, 25(4), 743-748.

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