Contratto scuola 2025/27, riparte il confronto all’ARAN: al centro relazioni sindacali, mobilità e formazione incentivata
È ripresa ieri, 26 maggio, all’ARAN la trattativa sulla parte normativa del nuovo CCNL Istruzione e Ricerca 2025-2027. Un passaggio atteso dal personale scolastico, mentre resta aperta la questione del rinnovo complessivo del contratto e delle ricadute concrete su organizzazione del lavoro, relazioni sindacali e valorizzazione professionale.
Secondo quanto emerso nel corso dell’incontro, la procedura di certificazione della parte economica sarebbe ormai in fase avanzata e potrebbe concludersi in tempo utile per arrivare alla firma definitiva entro giugno. Un cronoprogramma che il comparto scuola guarda con attenzione, dopo mesi segnati da richieste di adeguamento salariale e dalla crescente pressione sul lavoro di docenti e personale ATA.
Relazioni sindacali: i sindacati chiedono più spazio alla contrattazione
Il confronto si è concentrato soprattutto sul sistema delle relazioni sindacali, sia nelle disposizioni comuni sia nelle specificità dei diversi settori del comparto.
Tra le richieste avanzate dalla CISL Scuola emerge la volontà di rafforzare il ruolo della contrattazione integrativa, trasferendo a livello negoziale alcune materie oggi disciplinate attraverso il semplice confronto tra amministrazione e sindacati.
Il tema non è soltanto tecnico. Sullo sfondo resta infatti una questione politica e organizzativa che accompagna da anni il sistema scolastico: quale spazio reale riconoscere alla partecipazione delle rappresentanze sindacali nelle decisioni che incidono sulla vita delle scuole?
La richiesta di ampliare gli ambiti della contrattazione sembra andare proprio in questa direzione, in un momento in cui molti istituti si trovano a gestire carichi organizzativi sempre più complessi e una crescente frammentazione normativa.
Organismi paritetici mai attivati
Nel corso dell’incontro è stata inoltre sollevata la questione degli organismi paritetici previsti dai precedenti contratti ma mai effettivamente costituiti.
Tra questi, gli organismi dedicati all’innovazione e quelli incaricati del monitoraggio degli atti unilaterali nelle contrattazioni di istituto. Strutture che, nelle intenzioni originarie, avrebbero dovuto favorire maggiore condivisione e prevenire conflitti interpretativi nelle scuole.
Il mancato avvio di questi strumenti riporta al centro un problema ricorrente nel sistema delle relazioni sindacali scolastiche: la distanza tra norme contrattuali e concreta applicazione nei territori.
Mobilità e assegnazioni provvisorie: le novità del decreto legge 19/2026
Un altro nodo affrontato riguarda la necessità di recepire nel contratto le recenti disposizioni introdotte dal decreto legge 19/2026, soprattutto per quanto concerne mobilità territoriale e professionale.
La CISL Scuola ha chiesto che nella contrattazione integrativa vengano definiti ulteriori criteri per regolare trasferimenti e assegnazioni provvisorie, temi che ogni anno coinvolgono migliaia di docenti e personale scolastico.
La questione della mobilità continua infatti a rappresentare uno dei punti più sensibili per il personale, stretto tra vincoli normativi, esigenze familiari e squilibri territoriali ancora molto marcati tra Nord e Sud del Paese.
Formazione incentivata e “docente stabilmente incentivato”
Nel confronto è tornato anche il tema della formazione continua incentivata, introdotta negli ultimi anni come leva per la valorizzazione professionale dei docenti.
Il sindacato ha chiesto di disciplinare contrattualmente anche le disposizioni previste dall’articolo 16-ter del decreto legislativo 59/2017, relativo alla figura del “docente stabilmente incentivato”.
Si tratta di un passaggio non secondario, perché tocca uno dei dossier più delicati del dibattito scolastico recente: il rapporto tra formazione obbligatoria, incentivi economici e sviluppo professionale.
Un terreno sul quale continuano a emergere interrogativi sia sull’efficacia dei meccanismi premiali sia sul rischio di accentuare differenze interne alla categoria.
Prossimo incontro il 24 giugno
Al termine della riunione, l’ARAN ha preso atto delle osservazioni presentate dalle organizzazioni sindacali, riservandosi ulteriori approfondimenti tecnici.
Il tavolo tornerà a riunirsi il prossimo 24 giugno. Una data che potrebbe rivelarsi decisiva per capire se il rinnovo contrattuale riuscirà davvero a chiudersi entro l’estate o se il confronto entrerà nuovamente in una fase di rallentamento.
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