Mario Biondi: ‘Ho sempre immaginato una scuola dove l’atmosfera sia fondamentale, l’armonia si deve respirare fin dall’ingresso’

Di Sara Morandi

Nel panorama musicale internazionale, Mario Biondi si distingue come una delle voci più calde e riconoscibili del soul-jazz. Dopo vent’anni di una carriera stellare che lo ha visto calcare i palchi di ben 50 paesi, Biondi continua ad incantare il pubblico con la sua straordinaria capacità di evocare emozioni attraverso la musica. Con l’uscita del suo nuovo album “Prova d’autore”, un’opera che non solo celebra il suo viaggio artistico ma che lo vede protagonista come compositore e interprete, il crooner italiano si prepara ad un tour che attraverserà l’Italia e il mondo. Il cantautore condivide le sue riflessioni sulle esperienze più significative della sua carriera, la creazione del suo primo album in italiano e la sua visione per la scuola dei sogni per i giovani del domani. Immagina una scuola dove l’armonia si respiri fin dall’ingresso, sottolineando l’importanza di un ambiente che favorisca il benessere e l’espressione artistica. Secondo l’artista, un’atmosfera accogliente e stimolante, è cruciale per il futuro delle nuove generazioni, un luogo dove l’arte e, in particolare la musica, può giocare un ruolo fondamentale nello sviluppo personale e sociale. Con la sua musica, Mario Biondi non solo celebra la bellezza e la complessità del soul-jazz, ma continua a ispirare e a sognare un futuro in cui la creatività e l’umanità siano al centro dell’educazione dei giovani.

La sua carriera nel mondo del soul-jazz è stata straordinaria e l’ha portata a esibirsi in 50 paesi diversi. Qual è stato, secondo Lei, il momento più significativo di questo percorso internazionale?

“Difficile individuare un solo momento perché suono continuamente all’estero da dieci anni, ogni momento è stato significativo, sicuramente però condividere il palco con artisti internazionali, come Gregory Porter, è stato decisivo e mi ha dato uno stimolo incredibile”.

Il suo nuovo album “Prova d’autore” rappresenta una vera e propria celebrazione del suo viaggio artistico. Quali sono state le sfide e le emozioni nel creare un album di inediti in italiano?

“Questo progetto mi vede a nudo, esprime le mie fragilità, le mie emozioni, quelle più nascoste talvolta, ma anche la mia vita quotidiana. Quindi direi mettersi in gioco con trasparenza”.

Come dovrebbe essere la scuola dei sogni per i giovani del domani? Quanto, l’arte in genere (come ad esempio, la musica), potrebbe influire nello sviluppo delle nuove generazioni?

“Ho sempre immaginato una scuola dove l’atmosfera sia fondamentale, l’armonia si deve respirare fin dall’ingresso. A volte le scuole sono asettiche o risultano vetuste come impostazione. Credo che un ambiente in cui ci si sente bene sia fondamentale come punto di partenza”.

Da maggio Mario Biondi sarà nei principali teatri italiani e all’estero:

03 maggio al Teatro San Domenico di Crema – data zero
05 maggio dal Teatro EuropAuditorium di Bologna
08 e 09 maggio al Teatro Arcimboldi di Milano
11 maggio al Teatro Colosseo di Torino
13 maggio al Teatro Verdi di Firenze
16 maggio al Teatro Team di Bari
17 e 18 maggio al Teatro della Conciliazione di Roma
19 maggio al Teatro Augusteo di Napoli
21 maggio al Teatro Metropolitan di Catania
23 maggio a Budapest – Margaret Island Open-Air Theatre
05 giugno a Parigi – New Morning
07 giugno a Londra – Theatre Royal Drury Lane 
09 giugno a Edimburgo – The Queen’s Hall 
10 giugno a Glasgow – St Luke’s
26 giugno a Saarbrucken – E Werk

© RIPRODUZIONE RISERVATA