Indicazioni nazionali secondo ciclo, Perla: ‘Manzoni resta, ma al quarto anno’

Non c’è alcuna uscita di scena per I Promessi sposi nei licei italiani. A chiarirlo è Loredana Perla, presidente della Commissione incaricata di rivedere le Indicazioni nazionali per il secondo ciclo, intervenuta nel dibattito apertosi nei giorni scorsi. Le polemiche, alimentate da interpretazioni parziali, hanno finito per oscurare il nodo reale: non se studiare Alessandro Manzoni, ma quando e come proporlo agli studenti.

Manzoni al quarto anno: una scelta didattica

La proposta allo studio della Commissione riguarda lo spostamento della lettura dei Promessi sposi dal secondo al quarto anno delle scuole superiori. Una modifica che, nelle intenzioni, non ridimensiona il ruolo dell’opera, ma punta a valorizzarne la comprensione.

Secondo Perla, la scelta risponde a criteri di sviluppo cognitivo e linguistico: studenti più maturi sarebbero in grado di affrontare il testo con strumenti interpretativi più solidi, evitando letture superficiali o meramente nozionistiche. L’obiettivo dichiarato è duplice: da un lato sottrarre il romanzo a una fruizione “museale”, dall’altro impedirne una banalizzazione didattica che ne svuoti il significato.

Oltre la Geostoria: identità disciplinari e nuovi equilibri

La revisione delle Indicazioni non si limita all’area letteraria. Tra gli interventi più rilevanti emerge la proposta di separare nuovamente Geografia e Storia, oggi accorpate nella disciplina di Geostoria nel biennio.

Secondo la Commissione, l’unione delle due materie avrebbe progressivamente indebolito entrambe, comprimendone contenuti e metodi. Il ritorno a una distinzione più netta mira a restituire specificità epistemologica alle due discipline, rafforzandone l’efficacia formativa.

Intelligenza artificiale e matematica: capire, non solo usare

Un altro asse strategico riguarda l’ingresso dell’intelligenza artificiale nel curricolo, in linea con quanto previsto dalla normativa nazionale ed europea più recente. In questo contesto, la matematica assume un ruolo chiave, non tanto come strumento operativo, quanto come linguaggio fondativo per comprendere il funzionamento degli algoritmi.

La prospettiva delineata dalla Commissione è chiara: non formare semplici utilizzatori di tecnologie, ma cittadini consapevoli, capaci di interrogare criticamente i sistemi di IA, riconoscerne limiti, implicazioni e responsabilità.

Occidente e apertura: una cornice culturale

Nel disegno complessivo delle nuove Indicazioni resta centrale il riferimento alla tradizione culturale occidentale, intesa come matrice storica e identitaria. Una scelta che, nelle intenzioni, non esclude il confronto con altre civiltà, ma offre un quadro di riferimento entro cui collocare l’analisi comparata.

Educazione emotiva: da integrazione a struttura

Tra le novità più significative si colloca l’introduzione dell’educazione relazionale ed emotiva come dimensione strutturale del curricolo. Non un’aggiunta marginale, ma un orientamento pedagogico che risponde a segnali sempre più evidenti di fragilità nelle relazioni scolastiche.

L’idea è promuovere competenze che non si esauriscono nel rispetto formale delle regole, ma che riguardano la costruzione di atteggiamenti interiori: empatia, ascolto, riconoscimento dell’altro.

© RIPRODUZIONE RISERVATA