Nuove Indicazioni Nazionali per i licei, Floridia (M5S) attacca: ‘Più marketing che riforma’
Si accende il confronto politico sulle nuove Indicazioni nazionali per i licei annunciate dal ministro dell’Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara. A intervenire con toni critici è la senatrice del Movimento 5 Stelle Barbara Floridia, che mette in dubbio la portata innovativa delle misure presentate dal Ministero. “Questo governo continua a prendere in giro la scuola pubblica italiana”, afferma Floridia, parlando di una possibile “operazione di marketing” più che di una riforma strutturale.
Geostoria, il nodo delle ore resta aperto
Al centro della critica c’è il ritorno alla separazione tra Storia e Geografia nel primo biennio dei licei, dopo anni di insegnamento integrato sotto l’etichetta di “geostoria”. Secondo Floridia, la scelta non risolverebbe il problema originario: la riduzione del monte ore complessivo introdotta con la riforma del 2010. “Oggi si annuncia la separazione delle due materie, ma le ore restano sempre tre. Quindi resta il taglio”, sottolinea. Un rilievo che riporta l’attenzione su un tema sensibile per il mondo della scuola: la quantità di tempo effettivamente dedicata alle discipline e la qualità degli apprendimenti che ne deriva.
Risorse, il vero banco di prova
La senatrice M5S allarga poi lo sguardo al quadro complessivo delle politiche scolastiche, evidenziando una contraddizione tra annunci e investimenti. Nel mirino, in particolare, le risorse destinate al sistema educativo, che secondo l’opposizione risulterebbero in diminuzione nel triennio.
“Si continua a tagliare da una parte e a proclamare riforme dall’altra”, afferma Floridia, richiamando anche il tema dell’educazione digitale e dell’intelligenza artificiale: ambiti già presenti nei programmi, ma che — a suo giudizio — non sarebbero sostenuti da finanziamenti adeguati.
Riforme o etichette?
Il punto politico sollevato dalla parlamentare riguarda la natura stessa degli interventi in corso. “La scuola non ha bisogno di nuove etichette, ma di ore, risorse e dignità”, dichiara, mettendo in discussione l’efficacia di cambiamenti percepiti come prevalentemente nominali.
Un giudizio netto, che si inserisce in un dibattito più ampio sul futuro della secondaria di secondo grado e sul senso delle nuove Indicazioni nazionali.
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