Sostegno, nuova procedura straordinaria anche per il 2026/27: il MIM conferma il reclutamento da GPS

Arriva la conferma attesa da migliaia di docenti: anche per l’anno scolastico 2026/2027 sarà possibile accedere al ruolo su posti di sostegno attraverso la procedura straordinaria basata sulle graduatorie provinciali per le supplenze (GPS). Lo stabilisce un nuovo decreto del Ministero dell’Istruzione e del Merito firmato dal ministro Giuseppe Valditara, che dà attuazione alla proroga prevista dalla normativa vigente.

Il provvedimento – che si inserisce nel solco delle misure già adottate negli ultimi anni per fronteggiare la carenza di docenti specializzati – conferma un modello di reclutamento ormai strutturale nella fase transitoria del sistema.

Continuità normativa: cosa prevede il decreto

Il cuore del decreto è contenuto nell’articolo 1: per il prossimo anno scolastico continuano ad applicarsi le disposizioni già definite con il decreto ministeriale n. 111 del 6 giugno 2024, relative all’immissione in ruolo dei docenti di sostegno attraverso le GPS di prima fascia.

In altre parole, non cambia l’impianto della procedura:

– si attinge alle graduatorie provinciali per le supplenze di prima fascia;
– si segue il meccanismo già delineato dal decreto-legge 44/2023;
– restano invariati requisiti di accesso e modalità operative.

La proroga è resa possibile dall’estensione al 31 dicembre 2026 della disciplina transitoria prevista dal decreto legislativo 59/2017, come modificato nel 2025.

Chi resta escluso

Un elemento importante riguarda le esclusioni: il decreto chiarisce che la procedura non si applica ai docenti inseriti con riserva nelle GPS di prima fascia per il sostegno. Una precisazione che incide direttamente su una platea non marginale di aspiranti, soprattutto in relazione ai contenziosi ancora aperti sui titoli di accesso e sui percorsi di specializzazione.

Nessun costo aggiuntivo, ma entro i limiti assunzionali

Dal punto di vista finanziario, il provvedimento ribadisce un principio ormai ricorrente nella normativa sul reclutamento: l’attuazione avverrà senza nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica. Le immissioni in ruolo, infatti, dovranno avvenire nei limiti del contingente autorizzato, secondo quanto previsto dalla legislazione vigente.
Una scelta che garantisce sostenibilità, ma che inevitabilmente si traduce in un numero di assunzioni vincolato e non sempre sufficiente a coprire il fabbisogno reale delle scuole.