Docente aggredita a Trescore, il legale: ‘Va premiato lo studente che l’ha salvata’
Dopo i giorni della paura e del ricovero, la docente di 57 anni aggredita da un alunno tredicenne in una scuola di Trescore Balneario, in provincia di Bergamo, è tornata a casa ed è stata dimessa dall’ospedale. La convalescenza prosegue ora nella propria abitazione. Ma, accanto alla gravità dell’episodio, nelle ultime ore emerge con forza un altro elemento: il ruolo decisivo di uno studente intervenuto per fermare l’aggressione e mettere in salvo l’insegnante.
È la stessa professoressa, in una nuova lettera, a richiamare l’attenzione su quel gesto. Un passaggio tutt’altro che secondario, che sposta lo sguardo dal fatto di cronaca alla responsabilità educativa che la scuola continua a esprimere anche nei momenti più drammatici. In un contesto segnato dalla violenza, infatti, un ragazzo avrebbe scelto di non voltarsi dall’altra parte, affrontando il compagno e contribuendo a interrompere l’escalation.
Il tema era già stato accennato pubblicamente durante la visita in ospedale del ministro dell’Istruzione e del Merito, Giuseppe Valditara. Da quell’incontro sarebbe nato anche un gesto simbolico: il ministro avrebbe contattato la dirigente scolastica per invitare a Roma lo studente e la sua classe, con l’obiettivo di manifestare personalmente un riconoscimento per il comportamento tenuto.
La vicenda continua intanto a interrogare il mondo della scuola su più fronti. Da una parte resta la preoccupazione per la sicurezza del personale scolastico, sempre più spesso esposto a episodi di aggressività che non possono essere liquidati come fatti isolati. Dall’altra, però, si impone una riflessione altrettanto urgente: come valorizzare i comportamenti positivi, il coraggio civile, la capacità di intervenire in difesa dell’altro?
Su questo punto insiste anche Lino Murtas, legale della docente, che invita a non concentrare tutta l’attenzione pubblica soltanto sull’autore della violenza. Secondo l’avvocato, c’è un ragazzo che merita di essere indicato come esempio, proprio per aver affrontato una situazione estremamente critica e aver aiutato l’insegnante a salvarsi.
Nelle sue dichiarazioni, Murtas ha inoltre richiamato un altro nodo sensibile, quello dell’esposizione dei minori a contenuti online non regolati. Il riferimento è al rischio che piattaforme prive di controllo possano diffondere anche indicazioni relative all’uso di strumenti pericolosi, in un quadro reso ancora più delicato dal tema della non imputabilità dei minori sotto i 14 anni.
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