Sciopero del 9 marzo in difesa dei diritti delle donne. Un flop annunciato

Il Ministero ha pubblicato i dati definitivi dello sciopero dell’intera giornata del 9 marzo scorso:

  • le scuole che hanno comunicato i dati di adesione sono state n. 6.617 su un totale di n. 7.671 (86,26%) comprese le istituzioni scolastiche di Trento e Bolzano.
  • per quanto attiene il personale, gli aderenti allo sciopero sono stati n. 25.393, pari al 2,51% delle n. 1.011.568 unità di personale tenuto al servizio. Questo numero non comprende le n. 98.273 unità di personale assente per altri motivi (es: malattia, ferie, permesso, etc…).

Per valutare il livello di consenso alla iniziativa dello sciopero proclamato non soltanto dai sindacati di base, dai Cobas e da altri sindacati minori, ma anche dalla Flc-CGIL, che, in modo particolare, ne ha motivato la proclamazione in occasione della celebrazione della giornata internazionale dell’8 marzo per la difesa dei diritti delle donne, può essere interessante rilevare dal sito dell’ARAN i dati ufficiali dei voti ottenuti nelle ultime elezioni per le RSU di quei sindacati promotori dello sciopero del 9 marzo, per quanto riguardava in particolare il comparto dell’istruzione:

Sindacati

voti RSU

Flc-CGIL

272.936

USB

10.123

Cobas scuola

8.814

USI-CUB

3.014

totale

294.887

 

Pur tenendo conto degli assenti, i 25.393 scioperanti rappresentano poco meno del 9% dei voti espressi a favore di quei sindacati per il rinnovo delle RSU, una percentuale che si può stimare al massimo del 10% riferito alla totalità delle istituzioni scolastiche (poco più di mille non hanno trasmesso dati di adesione),

Se 90 su 100 iscritti/simpatizzanti a quei sindacati non hanno aderito allo sciopero non riteniamo sia stata intaccata la fiducia nei loro confronti, quanto, piuttosto, sembrerebbe non sia stata condivisa la scelta dello strumento (sciopero con conseguente disagio per migliaia di famiglie degli alunni) per manifestare la difesa dei diritti delle (altre) donne (i diritti delle 960mila donne presenti nel comparto dell’istruzione sono tutelati dal CCNL).

Infine va ricordato che per il noto effetto “ultrattivo” di questi scioperi, dovuto all’effetto annuncio e alle conseguenti misure organizzative, la quota di studenti che ha perso ore di lezione è certamente superiore.

 

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