Foibe, Giannelli (ANP) frena sulle ‘liste’ delle scuole: ‘L’autonomia va rispettata’

Si riaccende il confronto sul Giorno del Ricordo e sul ruolo delle scuole nella commemorazione delle vittime delle foibe e dell’esodo giuliano-dalmata. Al centro della polemica c’è l’interrogazione parlamentare presentata dal vicepresidente della Camera, Fabio Rampelli, al ministro dell’Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara, nella quale vengono citati decine di istituti, in gran parte romani, accusati di non aver dato adeguato seguito alle iniziative promosse in occasione del 10 febbraio. Secondo diverse ricostruzioni giornalistiche, l’elenco comprende circa 40-41 scuole.

A prendere posizione, con parole nette, è stato il presidente nazionale dell’Associazione nazionale presidi, Antonello Giannelli. “Non posso condividere la pubblicazione di un elenco di scuole ‘cattive’ anche perché gli istituti godono di autonomia che va rispettata e compresa anche sulla base delle sensibilità e delle opportunità che offre il singolo anno scolastico”, ha dichiarato all’ANSA. Giannelli ha però aggiunto un secondo punto, altrettanto chiaro: “Le vittime sono da ricordare tutte, con pari dignità, non hanno colore politico: tutte vanno rispettate allo stesso modo e ricordate affinché non si ripropongano gli orrori dei regimi. Va ricordato tutto quello che di male ha fatto il genere umano per evitare che si riproponga nel futuro”.

Le parole del presidente dell’ANP riportano il dibattito su un terreno istituzionale delicato: da una parte il valore civile della memoria, dall’altra l’autonomia scolastica e la libertà di organizzazione didattica dei singoli istituti. È proprio su questo crinale che si colloca l’interrogazione di Rampelli, che chiede al ministro se sia a conoscenza delle circostanze segnalate e se intenda assumere iniziative affinché le scuole diano seguito alla commemorazione del Giorno del Ricordo.

Il quadro normativo, però, merita di essere richiamato con precisione. La legge 30 marzo 2004, n. 92 ha istituito il Giorno del Ricordo del 10 febbraio, prevedendo iniziative per diffondere la conoscenza della tragedia delle foibe, dell’esodo giuliano-dalmata e delle vicende del confine orientale, anche tra gli studenti. Nel 2024 la legge è stata modificata dalla legge 21 febbraio 2024, n. 16, con l’obiettivo di rafforzare le iniziative di promozione della conoscenza di queste vicende nelle giovani generazioni.

Resta però un punto sostanziale: nelle comunicazioni ministeriali più recenti alle scuole, il Ministero invita gli istituti a favorire la più ampia diffusione delle iniziative legate al Giorno del Ricordo, richiamando al tempo stesso il rispetto dell’autonomia scolastica. Non emerge, dunque, un obbligo uniforme e puntuale nelle forme organizzative delle singole scuole, ma un indirizzo istituzionale che lascia agli istituti margini di scelta nella programmazione educativa e culturale.

È su questo aspetto che l’intervento di Giannelli assume un rilievo particolare. Il richiamo alla memoria di “tutte” le vittime e al rifiuto di ogni selezione politica del ricordo si accompagna infatti alla difesa di un principio cardine del sistema scolastico italiano: l’autonomia delle istituzioni scolastiche, da rispettare anche quando le sensibilità educative o le condizioni concrete dell’anno scolastico portano a scelte differenti nelle modalità commemorative.

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