Valditara: educare al rispetto e no all’indottrinamento. Flc Cgil polemica
Nell’intervento pronunciato l’11 marzo scorso, in occasione della giornata inaugurale di Didacta Italia 2026, il ministro Valditara ha affermato che le nuove Indicazioni Nazionali per la scuola dell’infanzia e il primo ciclo pongono l’accento sull’“educare al rispetto, educare alle relazioni, educare all’empatia”, obiettivi coerenti con le principali competenze non cognitive trasversali introdotte nel percorso scolastico con la legge 19 febbraio 2025, n. 22 approvata dal Parlamento a maggioranza, con l’astensione dell’opposizione:
Competenze Emotive: consapevolezza, gestione delle emozioni, resilienza; Relazionali e sociali: empatia, relazioni positive, collaborazione; Trasversali: pensiero critico, pensiero creativo, capacità di risolvere problemi (problem solving) e capacità di prendere decisioni; Caratteriali e di autoregolazione: motivazione, apertura mentale, stabilità emotiva e amicalità.
Tutte caratteristiche, ha notato il ministro, che Pinocchio (il burattino creato da Carlo Collodi, cui l’edizione 2026 di Didacta è dedicata, nato a Firenze 200 anni fa) ha via via dovuto acquisire nel suo percorso di trasformazione in un bambino vero, ma che possono essere intese anche come una metafora di ciò che serve per ottimizzare gli obiettivi di apprendimento stabiliti nelle nuove Indicazioni Nazionali.
Nel suo discorso Valditara non ha mancato di tornare sull’attualità politica sottolineando che a scuola si può discutere di referendum, “ma sempre nel rispetto del pluralismo e della par condicio: non vedo perché scuole pagate dai contribuenti non debbano attenersi al fatto che, se ci sono le ragioni del no, ci debbano essere anche le ragioni del sì”. Poi ha aggiunto che “le scuole sono pagate dai cittadini: non sono pagate dalla Cgil, dal Pd, dalla Lega o da qualsiasi altro partito politico. Sono pagate dai cittadini e quindi è giusto che insegnino libertà, spirito critico e pluralismo, mai la faziosità e l’indottrinamento”.
Parole alle quali ha subito replicato polemicamente la segretaria della Flc Cgil Gianna Fracassi, che le ha bollate come “l’ennesimo tentativo di delegittimare il lavoro di chi ogni giorno garantisce il funzionamento della scuola pubblica” e lo fa nel pieno rispetto della Costituzione perché “parlare di referendum, di democrazia, di diritti non è indottrinamento: è fare scuola, è educazione alla cittadinanza, è formazione di cittadini liberi e consapevoli”. E comunque nella scuola pubblica vige la libertà di insegnamento: “un principio costituzionale non negoziabile e che non può essere messo in discussione”.
Muro contro muro, insomma. Per fortuna tra una settimana si arriverà al voto, che sarà comunque un esercizio di libertà.
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