Colloqui fiorentini 2026

Di Gabriele Toccafondi*

C’è un luogo che da 25 anni mette insieme fisicamente per tre giorni migliaia di studenti ed insegnanti che arrivano, sostenendo le spese, da ogni parte d’Italia e fanno scuola, fanno un’esperienza ed è l’esperienza dei “Colloqui fiorentini”.

I curatori scelgono un autore, comunicano su cosa si lavorerà nei tre giorni a Firenze, docenti e studenti propongono in classe questo percorso, ci si iscrive e parte il lavoro. Un vero e proprio lavoro perché i protagonisti sono i ragazzi accompagnati dai docenti. Si studia, si pensa, ci si confronta, si scrive. Poi nella tre giorni fiorentina si ascoltano le lezioni insieme, si lavora in gruppo e nei seminari, ed infine si esprime ciò che si è scoperto. Scoperto, perché la scuola non è semplicemente una serie di nozioni da trasmettere ma decisamente molto di più.

Tutto questo nasce 25 anni fa dall’intuizione di un docente di italiano di un istituto superiore di Firenze, Gilberto Baroni. Un docente che sa affascinare i suoi studenti, ce ne sono tanti nella scuola italiana, ma lui si chiede perché non proporre questo metodo a tutti. L’allora presidente della Fondazione CR Firenze è entusiasta ed è da lui che nasce quel nome: “I Colloqui Fiorentini”, sulla scia di quei “Colloqui Mediterranei” di La Pira. Da quel giorno e per 25 anni la Fondazione CR Firenze resterà al fianco dei “Colloqui”.

In questi anni calcolano che hanno partecipato più di 80.000 persone tra docenti e ragazzi e dopo 25 anni c’è chi, da studente che ha partecipato, è diventato docente e adesso accompagna i suoi studenti.

Di questi incontri sorprende l’attenzione dei ragazzi e il racconto delle loro esperienze. Quando parliamo e scriviamo dei giovani spesso lo facciamo per sottolineare problemi, critiche, ostacoli, e poi arrivano le etichette: bamboccioni, generazione X o Y, privi di valori…

I temi e i problemi ci sono ma se alziamo lo sguardo possiamo vedere anche tanti aspetti positivi, belli, pieni di speranza. Però occorre alzarla la testa, guardare ed ascoltare.
2.200 studenti e docenti da 112 scuole da tutta Italia si sono ritrovati per tre giorni a Firenze mettendo a tema un autore. Quest’anno è stato scelto Umberto Saba.

Vedere così tanti ragazzi insieme – per contenerli c’è voluto un palazzetto dello sport – per interrogarsi su un autore, dopo un percorso che hanno seguito durante tutto l’anno con i docenti, lascia stupiti.

Leggere le tesine che hanno preparato da settembre in classe non può lasciare indifferenti. Quanto i ragazzi hanno riportato il giorno finale, rispetto a ciò che hanno scoperto, ci dice quanto sia vivo il desiderio di comprendere ed interrogarsi sulla realtà attraverso la letteratura, quanta fame e sete di conoscenza e scoperta sia presente nei ragazzi.

Questa è scuola a tutti gli effetti, che non è semplicemente un insieme di nozioni da trasmettere, e questi ragazzi tra decenni ricorderanno non solo le formule e la grammatica ma anche e soprattutto momenti come questi.

I ragazzi con le loro domande e la ricerca di risposte, ci sono sempre stati e ci saranno sempre.
Servono gli adulti. Non perché devono inculcare chissà quali risposte ma perché hanno il compito di accompagnare i più giovani nella scoperta.

I “Colloqui fiorentini” da 25 anni insieme a tanti docenti fanno questo, accompagnano migliaia di ragazzi alla scoperta di sé.

*Già Sottosegretario al MIUR

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