‘Terza guerra mondiale a pezzi’: ci siamo sempre più dentro. Cosa può fare l’educazione per la pace?

Quando Papa Francesco, nel 2014, coniò l’espressione “terza guerra mondiale a pezzi”, volle mettere a fuoco due tratti distintivi della nostra epoca: la conflittualità che deborda in scontro e l’instabilità che conduce al caos. Non un unico fronte, ma un mosaico di crisi che si accendono, si contagiano, si sovrappongono. La guerra come sfondo permanente, quasi normalizzato. 

Le ultime tessere, in queste ore, sono sotto gli occhi di tutti: l’escalation in Medio Oriente e l’Afghanistan, dove la tensione con il Pakistan è degenerata. 

In questo scenario, la preoccupazione per gli studenti italiani bloccati a Dubai. Secondo quanto riportato in queste ore, oltre 200 studenti italiani impegnati in un progetto formativo risultano in attesa di rientro, a causa della sospensione di numerosi collegamenti aerei legata alla crisi. 

Su questo punto è intervenuta la UIL Scuola Rua, che “segue con grande attenzione e apprensione l’evolversi della situazione”. Il Segretario generale Giuseppe D’Aprile chiede un presidio costante e un coordinamento efficace: “Occorre mettere in campo ogni strumento utile per garantire condizioni di sicurezza adeguate e programmare al più presto il rientro in Italia, evitando che famiglie e scuole restino senza riferimenti certi”. 

Cosa può fare l’educazione per la pace?

La domanda rischia di sembrare retorica, soprattutto mentre scorrono le notizie e si alzano le temperature emotive. Ma per chi si occupa di educazione è proprio qui che serve distinguere: l’educazione non può “fermare” una guerra, certo. Può però fare qualcosa di decisivo: ridurre le condizioni culturali che rendono la guerra possibile e la violenza desiderabile. “L’Educazione costruisce Pace”. Su questo abbiamo deciso di incentrare un incontro che si terrà 12 marzo 2026 a Firenze, nei giorni di Didacta, nell’ambito del progetto  su “La Scuola che Sogniamo“, l’inchiesta che Tuttoscuola conduce dal 2019, nella quale raccontiamo esperienze che realizzano modelli di scuola di straordinario valore, con una particolare attenzione quest’anno alle Reti di Scuole.

Siamo convinti che l’innovazione educativa e didattica si genera soprattutto dal basso, quando professionalità e passione educativa si incontrano e generano cambiamento.

Fare rete non è solo sviluppare progetti focalizzati su temi importanti, è anche metodo cooperativo, condivisione, impegno comune.

In un contesto di divisioni, conflittualità, competizione esasperata, fare rete significa anche fare pace, costruire esperienze di incontro, di solidarietà, di umanesimo nuovo.

PPresenteremo una selezionata rassegna di realtà particolarmente interessanti a questo riguardo, tra le quali: Rondine Cittadella della pace (segnaliamo in proposito la bella serie di interventi che il fondatore Franco Vaccari sta scrivendo su “Avvenire”), e poi Scholas Occurrentes, il movimento educativo voluto proprio da Papa Francesco e l’IC Don Puglisi del quartiere Brancaccio di Palermo, al cui impegno educativo in un contesto molto complesso Tuttoscuola ha dedicato il dossier del numero di Gennaio 2026.

L’incontro si svolgerà presso l’Istituto Alberghiero “Buontalenti” di Firenze (Via de’ Bruni, 6). Per maggiori informazioni scrivere a formazione@tuttoscuola.com 

Si tratta di uno degli eventi del ricco programma che Tuttoscuola presenta a Didacta. Suggeriamo di prenotarsi prima che i posti si esauriscano.

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