La scuola digitale: come nasce una scuola differente

L’Istituto “G. Ungaretti” di Melzo è costituito da due Scuole dell’infanzia, una Scuola Primaria e una Scuola Secondaria, per un totale di 1.050 alunni circa. L’anno scolastico 2014/2015 ha registrato l’inizio del mandato della nuova Preside, la Dott.ssa Stefania Strignano, che ha portato con sé l’avvio di una vera e propria rivoluzione: l’impianto didattico della Scuola è stato infatti, gradatamente ma in maniera decisa, improntato alla didattica digitale. Lo abbiamo raccontato all’interno dell’inserto de La scuola che sogniamo dedicato alla scuole digitale e pubblicato nel numero di gennaio di Tuttoscuola.

Pur non avendo in tal senso esperienze pregresse o dotazioni tecnologiche di rilievo, in un arco temporale davvero ridotto, l’Istituto è riuscito a collocarsi tra le scuole cosiddette “forti” del settore, arrivando nel dicembre 2018 alla nomina di Apple Distinguished School, unico Istituto Comprensivo statale in Italia. La motivazione è determinante per cogliere il senso del percorso: lungi dall’essere una semplice rincorsa a ciò che appare nuovo e accattivante, la spinta al cambiamento parte dall’analisi del contesto comunicativo ed esperienziale degli studenti; se l’avvento del digitale e la facilità di accesso alla rete ha modificato il modo di comunicare e di accedere alle informazioni, è semplicemente impensabile che la scuola, luogo per eccellenza deputato alla relazione e all’apprendimento, resti immutata. Gli ingredienti della “ricetta vincente” sono quelli che simpaticamente citati in questo video:

– sicuramente la leadership riconosciuta della Preside che ha caparbiamente creduto in questo progetto prima e più di chiunque altro;
– subito dopo la comunità dei docenti che ha accettato di porre al primo posto la formazione;
– la sensibilità dell’amministrazione comunale che con il suo sostegno economico ha permesso lo sviluppo e il costante ampliarsi del progetto;
– la presenza di un partner tecnologico che si è imposto per alcune caratteristiche determinanti: l’immediatezza e la semplicità nell’utilizzo dei dispositivi abbinata ad un enorme potenziale;
– la possibilità di controllo dei devices degli studenti da parte dell’insegnante; le risorse messe a disposizione della formazione.

L’obiettivo è stato dall’inizio cambiare il modo di insegnare per cambiare il modo di apprendere e renderlo sempre più duttile e funzionale all’acquisizione non più di saperi settoriali ma di reali competenze. Il processo, una volta avviato, è stato inarrestabile:

– è stato creato un curricolo verticale nel quale ogni disciplina venisse declinata secondo le otto competenze chiave europee;
– si è provveduto gradualmente a dotare la Scuola Primaria e la Scuola dell’Infanzia di carrelli di iPad prenotabili da registro elettronico, in modo che ogni docente possa integrarne l’uso nella didattica quotidiana;
– si sono create alla Secondaria classi 3.0 dotando ogni studente di un device in comodato d’uso; qui il ricorso alla didattica digitale è costante, si lavora sul modo diverso di apprendere: si cercano informazioni, si selezionano contenuti, li si rende funzionali al contesto e alle richieste; il docente non è il leader delle proprie lezioni ma accompagna e orchestra i processi di apprendimento degli studenti; 
– di recente è stato creato un curricolo digitale d’Istituto perché sappiamo che favorire nei ragazzi lo sviluppo del pensiero computazionale in relazione alla soluzione di problemi, non significa farne dei programmatori ma abituarli a risolvere pianificando una strategia, scomponendo un quesito complesso in diverse parti, in step progressivi, avere di fatto un pensiero algoritmo. 

Al momento l’Istituto si considera ed è riconosciuto come una scuola learning centered, non teaching centered perché cerca di mettere al centro l’apprendimento degli studenti, anche grazie alle ICT (Information and Communication Technology) che sono alleate preziose per garantire un apprendimento significativo, poiché danno l’opportunità di imparare con le tecnologie, non dalle tecnologie.

Puoi leggere l’articolo integrale all’interno dell’inserto de La scuola che sogniamo pubblicato all’interno del numero di gennaio di Tuttoscuola, clicca qui

Abbiamo parlato della scuola digitale nell’inserto de La scuola che sogniamo pubblicato nel numero di gennaio di Tuttoscuola 

La scuola digitale è il modello che abbiamo presentato nel mese di gennaio all’interno del nostro progetto “La scuola che sogniamo”.

Nell’inserto pubblicato all’interno del numero 598 gennaio di Tuttoscuola, oltre a questo articolo di Italo Fiorin troverai i seguenti approfondimenti sulla scuola digitale:

– La scuola o è anche digitale o non è, di Daniela Di Donato
– Una didattica che si schianta e i docenti … col vinile!, di Maria Emilia Cremonesi
– Vademecum cercasi
– Come nasce una scuola differente, di Giovanna Griffini
– Il segreto? La motivazione, intervista alla DS, Stefania Strignano
– Va integrata la didattica, di Francesca Testa
– Ma ci vuole tanta passione

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