Valditara scarica Vannacci e punta sul centro

Il Paese non ha bisogno di estremismi o di promesse rocambolesche, piuttosto di una sempre più coraggiosa politica del buonsenso che sappia dare risposte realistiche ai problemi dei cittadini e dei territori, senza ingannarli con promesse demagogiche o con soluzioni ideologiche sganciate dalla realtà”. Con queste parole si conclude la lettera inviata dal ministro Giuseppe Valditara al Corriere della Sera (23 agosto), intitolata “Gli estremismi ingannano il paese”.

Non è la prima volta che il ministro, proposto per l’incarico governativo dalla Lega, condanna le prese di posizione “demagogiche” di Roberto Vannacci. L’ex generale, improvvidamente candidato da Salvini al Parlamento europeo e nominato vicesegretario del partito, ha poi clamorosamente abbandonato la Lega per formare un suo nuovo partito di estrema destra, Futuro Nazionale (febbraio 2026), in aperta concorrenza con Fratelli d’Italia ma anche possibile partner di una coalizione elettorale di centro destra spostata a destra. Una prospettiva contro la quale Valditara ha deciso di schierarsi apertamente in un momento di grande visibilità pubblica, alla vigilia dell’inizio del nuovo anno scolastico e del Meeting di Rimini, al quale è intervenuto ribadendo la sua drastica chiusura al leader di Futuro Nazionale e quindi a ogni alleanza della coalizione di centro-destra con la destra estrema, preconizzandone piuttosto una connotazione politica di carattere moderato e centrista in delicate materie come la composizione delle classi multietniche e l’inclusione degli alunni con disabilità.

Questa scelta di schieramento appare a nostro avviso coerente con molti aspetti della linea di politica scolastica sviluppata da Valditara in questi anni, dalla rottura con la scuola gentiliana (“Io vado nella direzione opposta”) alla lettura “lapiriana” della Costituzione in chiave personalistica, alla rivalutazione dell’istruzione professionale intesa come ampliamento delle opportunità di istruzione per gli alunni dotati di “talenti” tecnico-pratici. Posizioni e proposte che hanno suscitato interesse e disponibilità al dialogo nell’ala moderata dell’opposizione, da Azione di Carlo Calenda alla minoranza riformista del PD, un cui esponente, Marco Campione, si è espresso in termini sostanzialmente positivi sulla “filiera tecnico-professionale” voluta da Valditara in un articolo pubblicato nel sito della rivista trimestrale il Mulino.

Questo significa, in termini strettamente politologici (sia chiaro, non esprimiamo alcuna preferenza politica: non ci compete), che in quest’ultimo anno della legislatura, che è anche un anno pre-elettorale, potrebbero verificarsi confronti costruttivi, almeno sulla politica scolastica, avvicinando il nostro Paese a quelli (come gli USA, prima di Trump) in cui sulle grandi scelte ci sono sempre state convergenze bipartisan.

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