Scuole incandescenti/2. Serve un piano di climatizzazione per 350 mila aule
Questa conclusione di anno scolastico è stata contrassegnata da una situazione pressoché anomala, un caldo notevole, con punte elevate in tutta Italia che hanno creato disagi e, in diversi casi, malori tra gli alunni e non solo un po’ in tutta Italia. Fino al caso del presidente di commissione di maturità svenuto in aula a Mestre.
Per fortuna le scuole hanno concluso lezioni ed esami, comprese anche quelle dell’infanzia che hanno svolto le attività fino al 30 giugno, mentre la maggior parte dei maturandi, conclusi gli orali, stanno già cercando refrigerio altrove.
Sarebbe, però, un errore imperdonabile archiviare questa lunga onda di giornate di gran caldo come anomalia stagionale da relegare agli archivi.
Considerate le elevate temperature degli ultimi anni e la punta di gran caldo di questi mesi del 2026, l’anomalia, infatti, è ormai destinata a diventare normalità.
Anche nelle aule sarà caldo già a maggio e a giugno, ma il caldo non diminuirà nemmeno a settembre e, forse, soprattutto nelle regioni meridionali, anche a ottobre.
Pensare di fare cominciare le lezioni a ottobre, come ha proposto qualche nostalgico della scuola di oltre cinquant’anni fa, sarebbe come nascondere la testa sotto la sabbia.
Se si vuole adottare una visione lungimirante, appare indispensabile un piano pluriennale, che richiederà un investimento non da poco. Climatizzare adeguatamente gli edifici scolastici eviterebbe i costi diretti e indiretti legati all’emergenza climatica nelle scuole e consentirebbe di rendere gli immensi spazi del patrimonio edilizio della scuola italiana fruibili per attività scolastiche ed extrascolastiche per 12 mesi all’anno, con un indotto notevole. Verrebbero valorizzati anche gli apprezzabili “Piani estate” degli ultimi anni, che si sono spesso scontrati con l’emergenza caldo. Tutto ciò consentirebbe la sostenibilità dell’investimento.
La consapevolezza di questa necessità si va diffondendo.
“Serve un piano straordinario di adeguamento climatico degli edifici scolastici, con risorse dedicate nel prossimo ciclo di bilancio” – ha dichiarato ad esempio la Flc-Cgil, aggiungendo che “l’estensione esplicita alle aule scolastiche delle norme sulla tutela della salute nei luoghi di lavoro, con controlli effettivi; il monitoraggio sistematico delle temperature nelle classi durante i mesi di maggio e giugno, con obbligo di intervento al superamento delle soglie di stress termico”.
Per le risorse necessarie Castellana della Gilda osserva che nel PNRR non sono state impiegati molti progetti e risorse che potevano essere destinati all’edilizia, realizzando magari interventi più strutturali.
Nel 2027 si terranno le elezioni politiche, e la lunga campagna elettorale è di fatto già partita: perché le forze politiche non puntano anche su questo, magari impegnandosi a considerare una priorità questa emergenza, indipendentemente da chi andrà al governo?
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