Scuola, in Emilia-Romagna si riparte il 15 settembre: 515 istituti statali, oltre 64mila posti docenti
La scuola dell’Emilia-Romagna si prepara a riaprire le porte. Lunedì 15 settembre studenti e studentesse torneranno in classe e, alla vigilia dell’avvio delle lezioni, l’Ufficio scolastico regionale ha diffuso i dati relativi alla macchina organizzativa predisposta per il 2026/27. Sul territorio regionale saranno operative 515 istituzioni scolastiche statali, comprese 11 sedi CPIA e due convitti. A queste si aggiungono quasi mille scuole paritarie, 762 delle quali dell’infanzia. Le classi e sezioni statali saranno complessivamente 24.312: 2.073 nell’infanzia, 8.077 nella primaria, 5.121 nella secondaria di primo grado e 9.041 nella secondaria di secondo grado. È Bologna la provincia con il numero più alto, 5.105, seguita da Modena con 4.187 e Reggio Emilia con 2.911.
Alle superiori tecnici e professionali raccolgono quasi il 57% degli studenti
Interessante anche la fotografia delle scelte compiute dagli studenti della scuola secondaria di secondo grado. Il grafico contenuto nel documento dell’USR mostra che il 43,06% frequenta un liceo, mentre il 34,96% ha scelto un istituto tecnico e il 21,98% un professionale. Tecnici e professionali, considerati insieme, raccolgono dunque il 56,94% degli studenti delle superiori, confermando sostanzialmente la tendenza degli anni precedenti. Un dato significativo in una regione caratterizzata da un forte tessuto produttivo e che restituisce anche il peso assunto dai percorsi tecnico-professionali nel sistema scolastico regionale.
Oltre 64mila posti docenti, 17.181 sul sostegno
Sul fronte degli organici, per il personale docente sono previsti complessivamente 64.115 posti. Di questi, 46.934 sono posti comuni e 17.181 riguardano il sostegno. Proprio quest’ultimo dato merita attenzione. Gli organici comprendono 7.991 posti di sostegno assegnati e altri 9.190 posti autorizzati in deroga dal direttore generale dell’USR, in ragione della sentenza della Corte costituzionale n. 80/2010. L’Ufficio precisa inoltre che è ancora in corso la ricognizione delle eventuali ulteriori esigenze sopraggiunte di sostegno in deroga. La distribuzione territoriale mostra numeri particolarmente consistenti a Bologna, dove i posti docenti complessivi sono 13.516, e a Modena, con 11.317. Seguono Reggio Emilia con 7.972 e Parma con 6.203.
Personale ATA, 15.395 posti
Sono invece 15.395 le unità di personale ATA sulle quali potranno contare le scuole dell’Emilia-Romagna nel 2026/27. Di queste, 2.199 sono state assegnate dal direttore generale in organico di fatto. La componente numericamente più consistente è quella dei collaboratori scolastici, 10.537. Seguono 3.619 assistenti amministrativi e 1.169 assistenti tecnici. Completano l’organico 45 operatori delle aziende agrarie, otto guardarobieri, tre infermieri e 14 cuochi.
Ventisette nuovi presidi, reggenze sotto il 7%
Novità anche sul fronte della dirigenza. Dal 1° settembre hanno preso servizio 27 nuovi dirigenti scolastici, 22 donne e cinque uomini, con un’età media di circa 55 anni. Due provengono dalla graduatoria regionale del concorso ordinario disciplinato dal DDG 2788/2023, mentre 25 arrivano dalla graduatoria nazionale della procedura riservata prevista dal DM 107/2023.
Dieci sono stati assegnati a Bologna, cinque a Ravenna, quattro a Piacenza, tre rispettivamente a Forlì-Cesena e Modena, uno a Ferrara e uno a Rimini. Ventidue guideranno istituzioni del primo ciclo e cinque scuole del secondo ciclo. Saranno così 480 i dirigenti titolari alla guida delle 515 scuole statali della regione. Per le altre 35 istituzioni sono stati conferiti incarichi di reggenza, necessari perché i titolari si trovano in particolari posizioni di stato o per altre specifiche circostanze. Secondo l’USR, l’incidenza delle reggenze scende così sotto il 7%, rispetto al 9% dell’anno precedente. Particolarmente marcato il miglioramento a Piacenza, dove il tasso di scopertura passa da oltre il 27% a circa il 15%.
Di Palma: “Basi solide per un fare scuola sereno e qualificato”
Per il direttore generale dell’USR Emilia-Romagna, Bruno Di Palma, il quadro organizzativo predisposto dovrebbe consentire alle scuole di affrontare fin dal primo giorno anche le innovazioni previste per il nuovo anno. «Ci saranno, ad accoglierli, sin dal primo giorno i loro docenti pronti a fornire le chiavi dell’apprendimento, investendo su reti di relazione positive e sinergiche», afferma Di Palma riferendosi agli studenti. Il direttore sottolinea anche il ruolo dei nuovi dirigenti scolastici, chiamati a essere interlocutori di studenti, famiglie e territori, e conclude che la macchina organizzativa predisposta dall’Amministrazione potrà garantire «basi solide per un “fare scuola” sereno e qualificato».
Agli studenti: “Gli errori sono indispensabili per costruirsi”
Ma accanto ai numeri, l’Ufficio scolastico regionale ha voluto affidare all’avvio dell’anno anche un messaggio educativo. In una lettera datata 11 settembre, Di Palma si rivolge direttamente a studenti, famiglie, dirigenti, docenti, ATA e personale dell’Amministrazione. Il testo si apre con una frase della scrittrice Christelle Dabos: «Gli errori sono indispensabili per costruirsi». Da qui parte una riflessione che mette insieme speranza e responsabilità individuale. Agli studenti Di Palma ricorda che studiare non significa soltanto conquistare un voto migliore, ma acquisire gli strumenti «per essere persone libere e per costruire un futuro migliore». L’invito è quindi a non essere semplici spettatori del proprio percorso, ma protagonisti attraverso l’impegno quotidiano.
Una scuola che sappia accogliere anche l’insuccesso
Uno dei passaggi più significativi della lettera riguarda il benessere scolastico. Di Palma richiama una società che tende a misurare il valore delle persone attraverso successo, prestazione, apparenza e velocità, fino a trasformare talvolta l’insuccesso in qualcosa da nascondere. È proprio in questo scenario, sostiene, che la scuola assume una funzione che supera la semplice trasmissione delle conoscenze: deve essere anche luogo di relazione, ascolto, responsabilità e umanità, capace di non lasciare indietro nessuno e di valorizzare le inclinazioni individuali. «La scuola – si legge nel messaggio – non educa soltanto attraverso ciò che insegna, ma anche attraverso il modo in cui accoglie, ascolta, include e accompagna». Un richiamo che riguarda l’intera comunità educante e che assume particolare significato proprio nei giorni in cui le scuole ricostruiscono classi, relazioni e routine dopo la pausa estiva.
“Il vostro valore non dipende dai like”
Infine, un messaggio rivolto direttamente al rapporto degli adolescenti con il digitale. Il direttore generale invita studentesse e studenti a non ridurre l’anno scolastico a una successione di lezioni e verifiche, ma a utilizzarlo per scoprire interessi e passioni, coltivare curiosità e creatività e costruire relazioni basate sul rispetto e sull’empatia.
E soprattutto a chiedere aiuto quando serve e a non trasformare l’approvazione degli altri nel metro con cui giudicare se stessi: «Non misurate il vostro valore attraverso il consenso degli altri, attraverso i “like” o i modelli, spesso illusori, che incontrate nel mondo digitale. Il vostro vero valore risiede nella vostra unicità».
Numeri e organici raccontano dunque una parte essenziale dell’avvio dell’anno scolastico. L’altra riguarda ciò che accadrà una volta chiuse le porte delle classi: la qualità delle relazioni, la capacità di includere, l’attenzione al benessere e la possibilità per ciascuno studente di vivere anche l’errore come parte del proprio percorso di crescita. È su questo terreno, oltre che sulla tenuta organizzativa, che dal 15 settembre comincerà la prova quotidiana della scuola emiliano-romagnola.
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