Quasi la metà degli edifici scolastici è priva della certificazione di collaudo statico
Il terremoto dei Campi Flegrei è anche un’occasione per fare il punto sulla normativa antisismica e sullo stato di attuazione e adempimento normativo da parte dalle istituzioni preposte.
Certificato di collaudo statico: ne dispongono solo 21.319 edifici su 39.993 (53,3%).
E’ quanto emerge dalle ultime rilevazioni relative all’anno scolastico 2023-24, pubblicate il 14 luglio 2025 sul Portale Unico del Ministero dell’istruzione.
È opportuno preliminarmente precisare in cosa consiste il certificato di idoneità statica (CIS) di un edificio. Il CIS è un documento che attesta le condizioni di sicurezza delle strutture portanti di un fabbricato, in base alle norme in vigore al momento della costruzione dell’edificio.
Il CIS attesta la sicurezza di un fabbricato dal punto di vista strutturale.
Non è obbligatorio per gli immobili costruiti prima del 1967, a meno che, successivamente, siano stati apportate modifiche all’edificio.
È indubbiamente preoccupante che soltanto per poco più della metà degli edifici scolastici sia stato effettuato il collaudo statico.
Sopra la media nazionale le regioni settentrionali, esclusa Liguria; sotto la media le regioni meridionali, escluse Molise e Abruzzo.
Progetti, adeguamenti e miglioramenti antisismici: 7.875 edifici su 39.993 (19,7%)
Per prevenire e contrastare i rischi sismici, oltre 4mila edifici sono stati costruiti secondo disposizioni tecniche antisismiche, mentre per altri 3.800 sono stati effettuati adeguamenti o miglioramenti antisismici.
Pertanto, quasi 7.900 edifici scolastici, circa uno ogni cinque, hanno strutture antisismiche.
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