Personale ATA, oltre 12mila assunzioni in ruolo. Terza fascia, posizioni economiche e nuovi profili: le novità dal MIM

Sono 12.160 le assunzioni a tempo indeterminato del personale ATA effettuate per l’anno scolastico 2026/2027, a fronte di 12.222 posti autorizzati. Un tasso di copertura del 99,49%, mentre restano aperte alcune questioni che riguardano l’aggiornamento delle graduatorie di terza fascia, le progressioni professionali e l’attribuzione delle nuove posizioni economiche. È quanto emerso dall’incontro tecnico che si è svolto ieri, 27 ottobre, al Ministero dell’Istruzione e del Merito con le organizzazioni sindacali.

Assunzioni ATA, coperto il 99,49% del contingente autorizzato

I dati forniti dall’Amministrazione, riportati nei prospetti riepilogativi delle immissioni in ruolo, restituiscono un quadro di sostanziale copertura dei posti autorizzati per il personale ATA. Escludendo i DSGA, le assunzioni effettuate sono state 11.856 su un contingente di 11.896 posti, pari al 99,66%. Restano dunque 40 posti non coperti, di cui 18 nell’area degli assistenti e 22 in quella dei collaboratori scolastici. La CISL Scuola ha fatto sapere che le proprie strutture regionali sono impegnate a verificare con gli Uffici scolastici regionali le ragioni della mancata copertura integrale dei posti disponibili.

DSGA, 22 posti non coperti. In Toscana il maggior numero di mancate nomine

Per quanto riguarda i Direttori dei servizi generali e amministrativi, le nomine effettuate sono state 304 su 326 posti autorizzati, pari al 93,25%. Dai prospetti emerge che le 22 mancate assunzioni si concentrano in sei regioni: Toscana, con 8 posti non coperti, Emilia-Romagna con 7, Marche con 3, Umbria con 2, Piemonte e Puglia con un posto ciascuna. Secondo quanto riferito dal Ministero, le mancate nomine sono riconducibili all’esaurimento delle graduatorie dei vincitori del concorso ordinario, anche a seguito delle rinunce. Il bilancio del triennio 2024-2026 registra complessivamente 2.309 immissioni in ruolo dei DSGA, corrispondenti all’80,45% dei posti autorizzati. Un risultato che ha contribuito a ridurre la percentuale dei posti privi di titolare dal 32,4% al 9,25%. Un’ulteriore prospettiva si apre per l’anno scolastico 2027/2028. L’articolo 7, comma 10, del decreto-legge 170/2026 prevede infatti la possibilità di assumere, nei limiti delle facoltà assunzionali, anche gli idonei presenti nelle graduatorie della procedura valutativa e del concorso ordinario. Secondo i dati comunicati durante l’incontro, risultano ancora presenti 570 aspiranti nelle graduatorie della procedura valutativa e 455 in quelle del concorso ordinario.

Graduatorie ATA di terza fascia, si prepara il nuovo bando

Tra le questioni affrontate durante il confronto figura anche l’aggiornamento delle graduatorie di terza fascia del personale ATA. Il Ministero ha comunicato che sono in corso i lavori per la predisposizione del bando, senza indicare una data di pubblicazione. Resta in particolare da chiarire la questione dei titoli di studio necessari per accedere al nuovo profilo dell’operatore scolastico, introdotto dalla revisione dell’ordinamento professionale ATA. Su questo punto l’Amministrazione sta effettuando ulteriori approfondimenti, anche a seguito delle sollecitazioni avanzate dalla CISL Scuola.

Progressioni verticali, ancora al vaglio del MEF i 899 nuovi posti di funzionari

Nessuna decisione definitiva, per il momento, sulle progressioni verticali del personale ATA. L’ipotesi emersa dal confronto tra Ministero e sindacati prevede il passaggio dall’area dei collaboratori scolastici a quella degli operatori scolastici, insieme alla creazione di 899 nuovi posti di funzionari amministrativi. La proposta è ancora oggetto di istruttoria tecnica da parte del Ministero dell’Economia e delle Finanze. Si tratta di un intervento che potrebbe incidere sulle opportunità di carriera del personale ATA e sull’organizzazione amministrativa delle scuole, ma la sua attuazione resta subordinata all’esito delle verifiche in corso.

Posizioni economiche ATA, il Ministero sollecita gli Uffici scolastici regionali

Sul fronte delle nuove posizioni economiche, una novità arriva dalla nota ministeriale n. 27837 del 23 ottobre 2026, firmata dal direttore generale per il personale scolastico Maria Assunta Palermo. Il documento interviene sulle operazioni di compensazione previste dall’articolo 15 del decreto ministeriale n. 140 del 12 luglio 2024. La Direzione generale segnala di aver ricevuto numerose comunicazioni relative alla mancata attivazione, da parte degli uffici competenti, delle procedure amministrative necessarie alla definizione delle compensazioni. Il Ministero richiama quindi le indicazioni già fornite con la nota n. 20526 del 6 agosto 2026, ricordando che le operazioni devono essere oggetto di confronto in sede regionale, tenendo conto delle specificità territoriali. Per evitare ulteriori ritardi, gli Uffici scolastici regionali che non abbiano ancora provveduto vengono invitati a convocare con la massima urgenza le organizzazioni sindacali territoriali, al fine di definire i criteri di distribuzione dei contingenti destinati alle compensazioni.

La nota precisa inoltre che, una volta completato il procedimento amministrativo, le questioni relative ai profili economici e contabili — comprese le modalità di pagamento centralizzato e la condivisione dei file con i nominativi dei beneficiari — resteranno di competenza della Direzione generale per le risorse umane e finanziarie, che fornirà ulteriori indicazioni. La decorrenza delle nuove posizioni economiche resta fissata al 1° settembre 2024, secondo quanto già stabilito dalle precedenti disposizioni ministeriali.

Personale ATA, restano aperti i nodi delle carriere e della valorizzazione professionale

L’incontro del 27 ottobre restituisce dunque un quadro nel quale, accanto a percentuali elevate di copertura delle assunzioni autorizzate, permangono questioni ancora da risolvere. L’attenzione si concentra ora sulla pubblicazione del bando per l’aggiornamento della terza fascia, sulla definizione dei requisiti per il nuovo profilo dell’operatore scolastico e sull’esito dell’istruttoria del MEF relativa alle progressioni verticali.

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