Il Maestro Shi Wule: “Sogno una scuola che insegni l’amore, quello altruistico e universale e quello per l’umanità”

Di Sara Morandi

Il Maestro Shi Wule è una figura di spicco nel panorama musicale internazionale, conosciuto per la sua straordinaria capacità di unire la tradizione spirituale Chan con la musica sinfonica occidentale. Fondatore e direttore della Wule Symphony Orchestra, la più grande compagnia musicale di monaci Chan al mondo, il Maestro ha calcato i palcoscenici più prestigiosi, collaborando con leggende come Plácido Domingo e ricevendo il plauso di personalità internazionali, tra cui il Premio Nobel per la Pace Leymah Gbowee.

Con il ritorno in Italia per il «World Peace Culture & Arts Festival 2026», il Maestro Shi Wule porta con sé un messaggio di pace e armonia, attraverso concerti che mirano a promuovere l’amicizia e il dialogo tra culture diverse. L’evento si configura come un incontro unico tra Oriente e Occidente, unendo le tradizioni musicali in un linguaggio universale di comprensione e condivisione.

Diretta dal Maestro Chan SHI WULE, l’orchestra si esibirà il 2 novembre alle ore 20.00 al Teatro Arcimboldi di Milano (Viale dell’Innovazione, 20), con la conduzione della giornalista, attivista e conduttrice televisiva italiana Ilaria D’Amico; special guest il solista tedesco di corno Felix Klieser. L’ingresso è gratuito, con prenotazione obbligatoria e donazione libera in loco, fino a esaurimento posti

Nell’immaginare la scuola dei suoi sogni, il Maestro Shi Wule vede un luogo dove l’amore, in tutte le sue forme, è il pilastro fondamentale. Un’istituzione che non solo educa, ma ispira i giovani a coltivare valori di amore altruistico e universale, preparandoli a diventare cittadini del mondo, portatori di pace e armonia.

Maestro Shi Wule, la Wule Symphony Orchestra ha calcato i palcoscenici più prestigiosi del mondo, collaborato con artisti leggendari come Plácido Domingo e ottenuto il riconoscimento del Guinness World Record come il più grande complesso monastico al mondo. Cosa rappresenta per Lei il ritorno in Italia con il «World Peace Culture & Arts Festival 2026», e quale messaggio spera di trasmettere al pubblico italiano attraverso questo incontro tra la tradizione Chan e la musica sinfonica occidentale?

“Per me, personalmente, rappresenta una sfida. Organizzare concerti gratuiti come iniziativa privata comporta un’enorme pressione economica. Il nostro obiettivo, attraverso questi concerti, è promuovere presso il pubblico italiano l’amicizia tra Cina e Italia, l’amicizia tra Cina ed Europa e la pace nel mondo”.

La Sua Orchestra è composta da monaci Chan, una realtà unica al mondo in cui musica, silenzio e spiritualità si fondono in modo del tutto naturale. Come riesce a conciliare la disciplina interiore della pratica monastica con le esigenze di un’orchestra sinfonica di livello internazionale, e in che modo questa dimensione spirituale trasforma l’esperienza del pubblico durante i concerti?

“La musica è, per sua natura, spirituale, così come lo è la pratica monastica. Con impegno, sacrificio e duro lavoro, è possibile fondere queste due dimensioni in un’unica realtà. Non si tratta semplicemente di ascoltare e apprezzare la musica. È un dialogo tra anime, che si cela dietro ogni nota e ci pone una domanda fondamentale: abbiamo bisogno di bontà, amore e pace?”.

Se potesse costruire la scuola dei suoi sogni per i giovani del futuro, come la immaginerebbe? Quali valori – discipline e linguaggi — dovrebbero possedere gli studenti, lasciando le proprie aule?

“Il primo è l’amore. Il secondo è l’amore altruistico e universale. Il terzo è l’amore per tutta l’umanità”.

L’ingresso al “World Peace Culture & Arts Festival 2026” è gratuito, con prenotazione obbligatoria e donazione libera in loco, fino ad esaurimento posti.
Le prenotazioni sono disponibili al seguente link: https://teatroarcimboldi.eventim-inhouse.it/webshop/webticket/seatmap?eventId=2619&el=true

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