Paola Minaccioni: ‘Sogno una scuola che promuova l’educazione all’affettività’
Di Sara Morandi
Paola Minaccioni è un’attrice di grande talento, nota per la sua versatilità e passione nel mondo del teatro e del cinema. Conosciuta per la sua capacità di interpretare ruoli complessi e variegati, ha conquistato il pubblico con la sua presenza scenica e il suo carisma naturale. Nel corso della sua carriera, Paola ha collaborato con numerosi registi di spicco e ha partecipato a progetti che esplorano temi profondi e universali. Recentemente, Minaccioni ha preso parte al Progetto Scuola ABC “Il Senso delle Parole”, un’iniziativa educativa che mette al centro la parola nel teatro, nella musica e nella poesia. Durante l’evento al Teatro Palladium di Roma, Paola ha guidato un laboratorio teatrale creativo, esplorando il concetto di “Potenza”. Ha coinvolto gli studenti in un percorso di riflessione sulla fragilità come forza, incoraggiando i giovani a esprimere la loro unicità e a esplorare il proprio potenziale interiore. L’attrice sogna una scuola che sia al contempo creativa, inclusiva e stimolante per le nuove generazioni. Immagina un ambiente in cui gli insegnanti siano adeguatamente retribuiti e riconosciuti per il loro ruolo fondamentale. In questa scuola ideale, si promuoverebbero l’educazione sessuale e affettiva, insieme ad attività artistiche e ricreative, in spazi architettonici armoniosi che offrano agli studenti un’esperienza educativa completa e gratificante.
Nel contesto del Progetto Scuola ABC “Il Senso delle Parole”, ha esplorato il concetto di “Potenza”. Potrebbe condividere con noi quale significato personale attribuisce a questa parola e come ha cercato di trasmetterlo agli studenti attraverso il suo laboratorio teatrale?
“Ho messo in scena uno spettacolo partendo dal concetto che la fragilità è in realtà una forza, soprattutto nelle fasi adolescenziali. Spesso capita che i ragazzi si sentano a disagio, non accettati, diversi o non conformi al contesto. Durante la pubertà c’è un forte bisogno di essere accettati. Invece, ho proposto agli studenti degli esercizi per dimostrare che le persone più interessanti e quelle che notiamo di più sono proprio quelle diverse. Avere un sentimento di fragilità, soprattutto durante l’adolescenza e anche da adulti, non dovrebbe essere evitato, ma esplorato. Le persone fragili, che si sentono a disagio, spesso sono guidate da una potente forza interiore nella ricerca della felicità. Questo porta, nella maggior parte dei casi, a sviluppare la propria personalità, le proprie abilità e talenti in un modo personale e unico. Ho condiviso l’esempio della mia vita: durante l’adolescenza ero una bambina complessata e insicura, mi sentivo fuori posto e non mi amavo. Questa insicurezza mi ha spinto a esplorare gli altri, e questa esplorazione è diventata il mio lavoro, che mi ha salvata. Ho fatto riferimento anche a grandi uomini della storia e scienziati che, spesso, hanno affrontato traumi e disagi. I grandi personaggi dello spettacolo, che noi percepiamo come perfetti, spesso hanno caratteri complessi, sono problematici e per questo particolari. Abbiamo messo in scena il risultato di queste riflessioni attraverso un esercizio semplice: ho chiesto a un ragazzo che sapeva fare molto bene le flessioni di salire sul palco per eseguirle, e a un altro ragazzo, meno bravo, di interpretare una persona che, nonostante tutto, prova comunque a fare le flessioni. Alla fine dell’esercizio, ho chiesto su chi fosse caduto più spesso il loro sguardo. Tutti hanno risposto: su colui che non ce la faceva. Nei film raccontiamo storie di persone con difficoltà che, nonostante tutto, vogliono farcela. Le storie sono interessanti non perché dobbiamo essere perfetti, ma per la nostra volontà di cercare la felicità. Questa ricerca è una potenza. Introdurre i ragazzi a questa riflessione ha avuto un grande impatto. Dopo queste chiacchierate, almeno 60 ragazzi, tra cui molti maschi e alcuni non udenti, sono saliti sul palcoscenico senza più pudore. Abbiamo parlato dell’importanza del coraggio di salire sul palco, prendere il proprio spazio e mostrare agli altri la propria fragilità: la salivazione ridotta, il battito del cuore, la voce che trema. Questa è arte, è vita, è spettacolo. Sono molto soddisfatta perché ho ricevuto una risposta potentissima: tutti sono saliti sul palco e volevano condividere qualcosa di sé. Questo è potente, questa è magia, questa è vita”.
Il ruolo dell’arte nell’Educazione: si parla molto di emozioni e sentimenti attraverso diverse forme artistiche. Secondo lei, qual è il ruolo fondamentale dell’arte nell’educazione dei giovani, e come crede che progetti come questi possano influenzare il loro sviluppo personale e sociale?
“Attraverso l’arte si va in profondità, liberandosi dai cliché. È un aspetto altamente formativo e importante per lo sviluppo della curiosità e la ricerca del proprio sé, della propria vita e della propria felicità. Credo che un progetto come ABC possa fare la differenza nella vita delle persone, tanto quanto un piccolo corso di teatro nelle scuole medie ha rivoluzionato la mia vita. Ricordo con precisione il primo film che mi ha fatto capire l’esistenza del cinema. Nonostante avessi già visto altri film in televisione, fu un film proiettato a scuola che mi colpì profondamente. Mi trovavo seduta, addirittura in una saletta malmessa, e ci fecero vedere “Corvo Rosso non avrai il mio scalpo”. Fu lì che per la prima volta mi dissi: “Ma questo è il cinema!” Spero sempre di poter lasciare una traccia, una curiosità. Credo fermamente che questi progetti siano importantissimi perché avvicinano la cultura ai ragazzi. Non devono pensare che la cultura sia qualcosa di lontano, grande e noioso, ma piuttosto qualcosa che li riguarda direttamente. Far crescere il loro interesse e la loro curiosità può aprire la strada alla loro felicità”.
La scuola dei suoi sogni: quali elementi e valori fondamentali includerebbe per garantire un’educazione che sia al contempo creativa, inclusiva e stimolante per le nuove generazioni?
“È fondamentale che gli insegnanti siano ben retribuiti e ricevano i giusti riconoscimenti per l’importante attività che svolgono. Desidero una scuola in cui si promuova un’educazione sessuale e affettiva adeguata, in cui siano presenti attività artistiche e ricreative. Inoltre, è essenziale che l’architettura della scuola sia armoniosa, poiché non tutti gli studenti provengono da contesti familiari confortevoli o vivono in quartieri gradevoli. Un ambiente scolastico ben strutturato e accogliente può far comprendere agli studenti che anche loro hanno diritto alla bellezza. Questi sono, per me, gli elementi fondamentali per avvicinare i giovani alla cultura attraverso corsi pomeridiani, come è accaduto nel mio caso: partecipavamo a corsi dopo scuola e a varie attività artistiche. Inoltre, fornire ai professori tutto il necessario, includendo corsi di approfondimento e stipendi adeguati. Credo fermamente che il corpo docente debba essere molto più protetto in Italia, affinché possa svolgere al meglio il suo ruolo educativo e formativo nella società”.
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