IA strumento straordinario, ma l’intelligenza deve restare umana. Talk – evento al liceo ‘Righi’ di Roma

L’Intelligenza Artificiale diventa sempre di più uno strumento straordinario per tutte le professioni creative e artistiche, ma bisogna preservare e valorizzare la componente umana, senza la quale AI potrebbe andare fuori controllo e quindi diventare pericolosa. Tale rischio è reale perché ormai le varie AI dialogano tra di loro e sviluppano un pensiero autonomo.

Vantaggi e rischi dell’applicazione dell’AI alla creatività, in particolare architettura e arti visive, sono stati analizzati giovedì 7 maggio 2026  nel corso del talk-evento “La creatività nell’era dell’Intelligenza artificiale” promosso dal Liceo Scientifico “Augusto Righi” di Roma, ideato e moderato dalla giornalista Manuela Dragone, con l’organizzazione dei docenti Francesco Maria Bonifazi e Antonio Lanza .

Esperti, esponenti delle professioni, docenti si sono confrontati con gli studenti di uno dei più prestigiosi licei della Capitale, da anni in testa alle classifiche di Eduscopio anche per la sua capacità di analisi critica della realtà.

Intelligenza artificiale e creatività sono due parole che insieme generano domande interessanti: una macchina può essere davvero creativa? Siamo entrati nell’epoca delle intelligenze plurime? In futuro l’AI potrà sostituire chi lavora nel mondo della creatività?

Il dirigente dell’istituto, prof. Giovanni Cogliandro, ha lanciato un messaggio di fiducia e di speranza, sostenendo che quella dell’AI è una sfida che deve essere raccolta, senza timori, perché può spingere le nuove generazioni ad essere maggiormente creative.

La componente “umana” è stata difesa dal presidente dell’Ordine degli architetti di Roma, Christian Rocchi, che ha sottolineato come la creazione sia un atto profondamente umano, sentimentale e passionale sostenendo che Sarà comunque l’intelligenza umana che continuerà, forte di un nuovo strumento, a proseguire nel percorso della conoscenza e della produzione artistica. L’architettura ha il compito di trasmettere beni alle future generazioni”.

Ad ammonire sul rischio che l’AI, essendo autogenerativa, possa diventare incontrollabile, è stato l’architetto Fabio Rotella responsabile del prestigioso corso “Generative AI per l’architettura e il design” in collaborazione con la 24ORE Business School. “Deve essere l’intelligenza umana a gestire la tecnologia” ha spiegato.

Molto interessante il contributo del videoartista Bruno Cerboni, autore di straordinarie opere d’arte realizzate con l’AI: “Chi non saprà usare l’intelligenza artificiale sarà penalizzato nel mondo professionale in rapida evoluzione. I giovani sono i veri protagonisti di questo cambiamento”.

Anche per Simone Cellitti, consigliere dell’Ordine degli architetti di Roma, che ha mostrato agli studenti le straordinarie applicazioni dell’AI  “la regia della creatività deve restare all’uomo. E’ molto importante rilevare quali siano gli scenari potenziali e futuri dell’intelligenza artificiale”

Il docente Francesco Maria Bonifazi, apprezzando il notevole contributo che AI può fornire alla creatività, ha sostenuto che la distinzione tra un artista e l’altro può venire solo da un segno stilistico che deriva dall’intelligenza e sensibilità umane: “La creatività è dell’uomo”.

 

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