Organici ATA 2026/27: oltre 2mila posti in meno, il calo demografico pesa sui collaboratori scolastici delle superiori

Il Ministero dell’Istruzione e del Merito ha avviato la definizione degli organici del personale ATA per l’anno scolastico 2026/27. Con la nota n. 17642 del 7 luglio 2026 vengono trasmesse agli Uffici scolastici regionali le indicazioni operative e lo schema di decreto interministeriale che disciplinerà la revisione delle dotazioni organiche, consentendo l’avvio delle procedure di mobilità e della successiva ripartizione dei posti.

Il dato che emerge con maggiore evidenza è la riduzione complessiva degli organici: il contingente nazionale del personale amministrativo, tecnico e ausiliario viene fissato in 194.303 unità, con un taglio di 2.174 posti rispetto all’anno scolastico precedente. Una diminuzione che rappresenta la concreta applicazione di quanto previsto dalla legge di Bilancio 2025 (articolo 1, comma 828 della legge n. 207/2024) e dal decreto ministeriale n. 211 del 3 novembre 2025.

Calo degli studenti, ma resta il correttivo per la disabilità

La revisione degli organici tiene conto della prevista diminuzione della popolazione scolastica, ormai effetto strutturale del calo demografico che interessa il Paese. Il Ministero precisa tuttavia di aver applicato un correttivo percentuale legato alla presenza degli alunni con disabilità, nel tentativo di attenuare gli effetti della riduzione nelle realtà scolastiche caratterizzate da maggiori esigenze di inclusione.

Una scelta che conferma come il progressivo decremento delle iscrizioni continui a produrre effetti anche sugli organici del personale non docente, pur in presenza di bisogni educativi sempre più complessi.

I tagli colpiscono i collaboratori scolastici delle scuole superiori

La riduzione di organico non interessa indistintamente tutti i profili professionali. Il taglio di 2.174 posti ricade infatti esclusivamente sul profilo dei collaboratori scolastici degli istituti secondari di secondo grado, come già stabilito dal decreto interministeriale dello scorso novembre.

Una decisione destinata a suscitare attenzione nelle scuole superiori, dove i collaboratori scolastici svolgono un ruolo essenziale non soltanto nella vigilanza e nell’assistenza agli studenti, ma anche nella gestione quotidiana di edifici spesso articolati su più sedi e laboratori.

Si chiude definitivamente il capitolo degli ex LSU

Tra le novità della circolare figura anche la definitiva scomparsa delle tabelle dedicate ai posti riservati al personale ex LSU. Non compaiono infatti più gli 11.263 posti che negli anni scorsi erano destinati alle procedure di stabilizzazione.

La motivazione è semplice: il percorso di internalizzazione può ormai considerarsi concluso. Tutto il personale interessato è transitato nei ruoli statali come collaboratore scolastico e i posti residui sono stati ricondotti all’organico ordinario.

DSGA: lieve riduzione dopo il dimensionamento della rete scolastica

Come già accaduto per l’anno scolastico in corso, la nota non riporta la dotazione organica dei Direttori dei servizi generali e amministrativi, oggi inquadrati nell’Area dei funzionari e delle elevate qualificazioni.

Il contingente continua infatti a essere definito insieme a quello dei dirigenti scolastici nell’ambito del nuovo sistema di dimensionamento della rete scolastica. Per il 2026/27 le posizioni disponibili saranno 7.389, dodici in meno rispetto alle 7.401 previste per il 2025/26.

Riforma del nuovo ordinamento ATA rinviata al 2027/28

La nota contiene anche un’importante precisazione sul nuovo ordinamento professionale del personale ATA. La revisione dei criteri di determinazione degli organici, che avrebbe dovuto accompagnare l’introduzione delle nuove figure professionali, è stata rinviata all’anno scolastico 2027/28.

Per questo motivo lo schema di decreto non contempla ancora né la dotazione organica degli operatori scolastici né quella dei funzionari privi di incarico di DSGA.

Flessibilità territoriale entro limiti rigidi

Pur nel quadro della riduzione complessiva, gli Uffici scolastici regionali manterranno alcuni margini di intervento nella distribuzione dei posti. La nota conferma infatti l’accantonamento del 3% della dotazione organica provinciale, da utilizzare per far fronte alle situazioni di maggiore complessità, come scuole con numerosi plessi, elevata presenza di alunni con disabilità, laboratori particolarmente articolati o contesti caratterizzati da dispersione scolastica. Rimane però fermo il vincolo di non superare il contingente assegnato a ciascuna regione.

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