Meloni scende in campo sulla scuola
Da qualche tempo Giorgia Meloni, dopo anni di sostanziale delega della tematica scolastica al ministro Giuseppe Valditara, ha deciso di intervenire in prima persona sulle questioni di maggiore rilevanza politica, come il tetto del 30% per gli studenti stranieri, i corsi di italiano per i genitori, il divieto di burqa e niqab, e ora – in un post pubblicato su X – sulla denominazione di “licei” anche per gli istituti tecnici e professionali.
Meloni ha aggiunto un quid di passione e di convinzione personale a questa promozione sul campo (nel nome) di tali istituti, in uno dei quali – l’Istituto professionale “Amerigo Vespucci” di Roma a indirizzo linguistico – ha conseguito il suo diploma senza poi iscriversi all’università. Ecco le sue parole: “C’è un pregiudizio che, in Italia, dura da decenni: chi sceglie un istituto tecnico o professionale fa una scelta di serie B rispetto a chi si iscrive al liceo. È un’ingiustizia verso centinaia di migliaia di ragazzi e i loro insegnanti, e un danno per l’Italia. Perché il nostro tessuto produttivo ottiene i risultati che ottiene grazie a chi sa fare: tecnici, meccatronici, chimici, periti agrari, geometri, cuochi, artigiani, informatici, che sono splendidamente formati”. Si tratta di una “rivoluzione culturale, che riconosce finalmente a quei percorsi la stessa dignità degli altri”.
Parole che, dette da una politica di successo diplomata in un istituto professionale, suonano anche come un apprezzamento rivolto ai tanti cittadini non laureati, che tra qualche mese saranno anche elettori, e un incoraggiamento a tutti i genitori a scegliere liberamente l’indirizzo a cui iscrivere i loro figli “perché per noi le scuole sono di pari valore, come i ragazzi che le frequentano”. E infine “ai ragazzi che, l’anno prossimo, dovranno scegliere che scuola fare dico una cosa semplice: nessuna scelta vi renderà meno. L’Italia ha bisogno di voi esattamente come siete, senza etichette e pregiudizi”.
Toni ecumenici e rassicuranti, volti probabilmente a evidenziare il carattere responsabile della destra moderata di governo in contrapposizione con la neo-destra estremista e divisiva di Vannacci. La campagna elettorale è iniziata da un pezzo.
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