Maturità al caldo, aria condizionata ancora un’eccezione nelle scuole: meno di 1 edificio su 10 ne è dotato

Mentre oltre mezzo milione di studenti affronta oggi la seconda prova scritta dell’Esame di Maturità, torna d’attualità una questione che ogni anno accompagna la maturità: quella delle temperature elevate nelle aule scolastiche. Le ondate di calore sempre più frequenti e intense rendono infatti il comfort degli ambienti di apprendimento un tema non più rinviabile, soprattutto nei giorni degli esami.

A riaccendere il dibattito è stato il ministro dell’Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara che, intervenendo in un’intervista dedicata ai maturandi, ha confermato la possibilità di utilizzare ventilatori durante le prove e ha richiamato l’attenzione sul progressivo aumento delle scuole dotate di impianti di climatizzazione grazie agli investimenti degli ultimi anni.

Climatizzazione ancora poco diffusa

I numeri disponibili raccontano però una realtà che appare ancora distante da una diffusione capillare dell’aria condizionata negli edifici scolastici. Secondo gli ultimi dati aperti del Ministero dell’Istruzione e del Merito relativi all’anno scolastico 2022/23, su oltre 61 mila edifici scolastici censiti, poco meno di 4 mila risultano dotati di sistemi di climatizzazione nelle aule.

Si tratta di una quota che sfiora appena il 6,5% del patrimonio edilizio scolastico nazionale. Per oltre la metà degli edifici censiti viene invece indicata l’assenza di impianti di refrigerazione, mentre per una parte consistente delle strutture i dati risultano non disponibili.

Al di là delle percentuali, emerge un dato di fondo: la maggioranza delle scuole italiane continua a essere stata progettata in un contesto climatico molto diverso da quello attuale. Oggi, invece, gli episodi di caldo estremo si verificano già a partire dalla tarda primavera e si protraggono fino all’inizio dell’estate, coinvolgendo sempre più spesso anche il periodo degli esami.

Una questione che riguarda benessere e apprendimento

Il tema non è soltanto logistico. Numerosi studi internazionali evidenziano come temperature elevate possano incidere sulla concentrazione, sulle prestazioni cognitive e sul benessere psicofisico di studenti e personale scolastico.

Se fino a pochi anni fa la presenza di condizionatori nelle scuole veniva considerata un elemento accessorio, il cambiamento climatico sta progressivamente modificando la prospettiva. La qualità degli ambienti scolastici – dall’efficienza energetica all’isolamento termico, fino alla ventilazione e alla climatizzazione – è destinata a diventare uno degli indicatori chiave della scuola del futuro.

Il nodo degli enti locali

Valditara ha ricordato che gli interventi sugli edifici dipendono in larga misura dagli enti locali, proprietari delle strutture scolastiche. Per questo il Ministro ha rilanciato l’ipotesi di strumenti di sostegno economico che possano favorire nuovi investimenti.

La questione si intreccia con il vasto programma di riqualificazione dell’edilizia scolastica finanziato negli ultimi anni attraverso il PNRR. Molti cantieri sono ancora in corso e una parte delle risorse è destinata proprio all’efficientamento energetico degli edifici.

Resta però una domanda aperta: in un Paese in cui il calendario scolastico arriva ormai regolarmente a giugno inoltrato e le temperature estive fanno registrare record sempre più frequenti, l’aria condizionata deve essere considerata un comfort aggiuntivo o una componente essenziale del diritto a studiare e lavorare in ambienti adeguati?

La maturità 2026, ancora una volta, ripropone il tema. E probabilmente lo fa con un’urgenza maggiore rispetto al passato.

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