Latino per l’educazione linguistica (LEL): il Regolamento lo declassa. Per il momento
Scorrendo il testo ufficiale delle nuove Indicazioni nazionali non vi possono essere dubbi sul fatto che il latino per l’educazione linguistica (LEL) rientra a tutti gli effetti tra gli insegnamenti curriculari per i quali vengono definite (come per tutti gli altri insegnamenti) competenze e conoscenze attese al termine delle classi terze della secondaria di I grado. Ma il Regolamento applicativo fa sorgere invece qualche domanda… Vediamo perché, partendo proprio da quanto stabilisce il testo delle nuove Indicazioni in tema di Competenze attese e Obiettivi specifici di apprendimento da raggiungere:
“Competenze attese al termine della classe terza
- Comprendere l’importanza del latino per raggiungere una piena consapevolezza nella lettura e nella scrittura dell’italiano.
- Riconoscere l’origine latina di parole italiane appartenenti a registri linguistici differenti, dall’italiano parlato fino a quello letterario studiato.
- Comprendere i primi elementi della lingua e della cultura latina e gli elementi di persistenza e variazione del lessico latino nei temi collegabili con l’ambito di cittadinanza.
Obiettivi specifici di apprendimento al termine della classe terza
- Comprendere l’utilizzazione dell’alfabeto latino per la scrittura di lingue diverse.
- Riconoscere e riprodurre con la guida dell’insegnante la pronuncia corretta delle parole oggetto di studio.
- Riconoscere i principali elementi morfosintattici, lessicali e semantici di frasi semplici, valorizzando sempre, per analogia o per contrasto, la relazione con l’italiano.
- Cogliere la dimensione sincronica e diacronica dell’italiano e accostarsi a quella del latino”.
Ma il Regolamento che dispone l’applicazione delle nuove Indicazioni declassa l’insegnamento del latino a insegnamento eventuale (“può essere avviato”) in base agli spazi consentiti dall’ampliamento dell’offerta formativa. Leggiamo:
“L’insegnamento del latino per l’educazione linguistica (LEL) può essere avviato, in via di prima applicazione, a partire dalle classi seconde e terze funzionanti nell’anno scolastico 2026/2027, utilizzando gli spazi di autonomia, flessibilità e ampliamento dell’offerta formativa, nelle more dell’integrazione del quadro orario settimanale e annuale della scuola secondaria di primo grado, di cui al citato decreto del Presidente della Repubblica 20 marzo 2009, n. 89” (decreto ministeriale 9 dicembre 2025, n. 221 – Regolamento recante indicazioni nazionali per il curricolo della scuola dell’infanzia e del primo ciclo d’istruzione).
Occorrerà attendere, dunque, la modifica dell’attuale orario della secondaria di I grado per capire se il latino avrà un proprio spazio orario all’interno del curricolo, ma nel frattempo, laddove eventualmente l’insegnamento sia attivato all’interno dell’ampliamento dell’offerta formativa, non potrà essere compreso nella valutazione degli apprendimenti.
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