Flop o successo lo sciopero del 7 maggio contro la riforma degli istituti tecnici?

All’indomani dello sciopero del 7 maggio contro la riforma degli istituti tecnici, il ministro Valditara aveva parlato di un flop di adesione, mentre, al contrario, la segretaria della Cgil-scuola, Fracassi, aveva parlato di successo.

La risposta dei dati definivi è arrivata venerdì 15 maggio con comunicazione del Gabinetto del MIM, seguita lunedì 18 maggio da quella del cruscotto degli scioperi nella PA.

Entrambe le comunicazioni, però, non evidenziano il dato specifico di adesione allo sciopero per il solo personale degli istituti tecnici, il settore oggetto della discussa riforma, in quanto i dati di adesione risultano assemblati per tutto il personale dell’istruzione coinvolto sia per il 6 che per il 7 maggio in scioperi proclamati da diversi sindacati della scuola con differenziate motivazioni.

Tuttoscuola ha cercato di scorporare dall’insieme i soli dati relativi al personale degli istituti tecnici, utilizzando appositamente i seguenti dati definitivi di adesione pubblicati dal MIM.

In ottemperanza a quanto previsto dalla Legge n. 146/1990, si comunicano i dati definitivi di adesione allo sciopero del personale Dirigente, docente, educativo ed Ata, digitati dalle istituzioni scolastiche nell’apposito programma di rilevazione presente sul portale SIDI.

A tal proposito risulta che i dati definitivi dello sciopero in questione sono i seguenti:

Intera giornata del 6 maggio: Per quanto attiene il personale, gli aderenti allo sciopero sono stati n. 7.483, pari allo 0,82% delle n. 915.457 unità di personale tenuto al servizio. Questo numero non comprende le n. 88.695 unità di personale assente per altri motivi (es: malattia, ferie, permesso, etc.).

Intera giornata del 7 maggio: Per quanto attiene il personale, gli aderenti allo sciopero sono stati n. 23.974, pari al 2,56% delle n. 937.114 unità di personale tenuto al servizio. Questo numero non comprende le n. 90.272 unità di personale assente per altri motivi (es: malattia, ferie, permesso, etc).

Si tratta di dati oggettivi che, tuttavia, nascondono i dati scorporati di adesione riferiti allo sciopero per la riforma degli istituti tecnici a cui era stato invitato ad aderire esclusivamente il solo personale di quegli istituti.

Nella giornata del 6 maggio i 7.483 aderenti comprendevano anche docenti della scuola primaria invitati a scioperare anche quest’anno contro le prove Invalsi; è plausibile che una parte di quei 7.483 aderenti allo sciopero del 6 maggio, riferibile ai docenti della primaria, non abbia preso parte allo sciopero del giorno dopo.

Quanti, di quei 7.483, hanno aderito anche lo sciopero del giorno dopo? Si può stimare meno di 5mila.

Per individuare i soli aderenti allo sciopero del personale degli istituti tecnici del 7 maggio, è opportuno togliere dal totale dei 23.974 quei circa 5mila già in sciopero il giorno prima.

Gli aderenti allo sciopero del 7 maggio tra il personale degli istituti tecnici potrebbe aggirarsi, dunque, su circa 19mila unità, o forse più.

Ma, rispetto a tutto il personale statale in servizio, quale incidenza percentuale ha quello che opera negli istituti tecnici? Circa il 10%.

Poiché il MIM ha precisato che il personale in servizio quel giorno era di 937.114 unità, si può stimare che, di questi, il 10% circa, pari a 94mila, operi negli istituti tecnici.

La percentuale di adesione allo sciopero tra il personale degli istituti tecnici si dovrebbe aggirare di poco sopra il 20% (19.000 aderenti su 94.000 in servizio), uno su cinque.

Flop o successo? Fate voi.  

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