Dispersione scolastica sotto la media Ue, Valditara rilancia i risultati del Pnrr: ‘Recuperato mezzo milione di studenti’

“La dispersione scolastica che caratterizza la scuola italiana è oggi al di sotto della media europea”. È uno dei passaggi centrali dell’intervento del ministro dell’Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara all’evento L’Italia del Pnrr. Creare il modello, fare sistema, orientare il futuro, in corso a Milano e promosso dalla Struttura di Missione PNRR insieme al ministro per gli Affari Europei Tommaso Foti e alla Commissione europea, sotto l’Alto Patronato del Presidente della Repubblica.

Dal palco, il ministro ha tracciato un bilancio delle misure avviate negli ultimi anni tra fondi Pnrr e investimenti nazionali, rivendicando risultati che, a suo dire, segnerebbero una svolta sul fronte dell’abbandono scolastico e delle infrastrutture educative.

“Italia sotto la media europea”

Valditara ha parlato di una riduzione significativa della dispersione scolastica, indicando un dato che collocherebbe l’Italia sotto la media europea: “Media europea 9, Italia 8”, ha affermato.

Il ministro ha poi aggiunto che “dal 2023 ad oggi abbiamo recuperato mezzo milione di ragazze e ragazzi che prima non andavano a scuola”, attribuendo il risultato solo in parte agli investimenti del Pnrr e sottolineando invece il peso di altri interventi finanziati con risorse nazionali, tra cui il decreto Caivano.

Proprio la Campania è stata indicata come uno dei territori in cui gli effetti delle misure sarebbero già visibili. “Campania abbatte Germania”, ha commentato ironicamente il ministro, facendo riferimento al dato tedesco sull’abbandono scolastico, salito secondo Valditara al 13,1%.

Agenda Sud e Agenda Nord: “Coinvolti 2,6 milioni di studenti”

Tra le iniziative rivendicate dal ministro figurano soprattutto Agenda Sud e Agenda Nord, programmi destinati a contrastare dispersione e divari territoriali attraverso finanziamenti aggiuntivi pari a 920 milioni di euro.

Secondo Valditara, la Commissione europea avrebbe indicato Agenda Sud come “buona pratica” a livello comunitario. I risultati citati riguardano in particolare il miglioramento degli apprendimenti nelle scuole coinvolte: in Puglia sarebbero triplicati rispetto agli istituti non interessati dal progetto; in Campania e Sardegna più che raddoppiati.

Il ministro ha inoltre sottolineato come gli interventi contro la dispersione abbiano superato ampiamente gli obiettivi iniziali previsti dal Pnrr: “I percorsi formativi avrebbero dovuto coinvolgere 820 mila ragazzi a rischio. Ne abbiamo coinvolti qualcosa come 2 milioni e 600 mila”.

Scuole, mense, asili: i numeri del Pnrr

Ampio spazio anche ai dati sull’edilizia scolastica. Valditara ha parlato di “11.724 edifici scolastici su un totale di 40 mila” già ristrutturati o in corso di riqualificazione.

Sul fronte degli asili nido, il ministro ha sostenuto che l’Italia avrebbe superato “il target di Lisbona del 33%”, mentre per le palestre scolastiche ha annunciato che “circa l’80% delle scuole italiane al termine di questo percorso sarà dotato di palestre”, grazie a investimenti pari a un miliardo di euro, in larga parte finanziati con risorse nazionali.

Anche i target numerici previsti dal Pnrr, secondo il ministro, sarebbero stati superati: dalle mense scolastiche (1.400 rispetto alle 1.000 previste), alle palestre (342 contro 300), fino alle nuove scuole, che dovrebbero arrivare a 204 rispetto all’obiettivo iniziale di 166.

Tecnici, professionali e ITS: la scommessa del “4+2”

Nel corso dell’intervento Valditara ha rilanciato anche la riforma della filiera tecnologico-professionale, il cosiddetto modello “4+2”, che prevede quattro anni di scuola secondaria seguiti da due anni negli ITS Academy.

“Ad oggi sono 21 mila i ragazzi iscritti”, ha spiegato il ministro, indicando come obiettivo quota 100 mila entro cinque anni.

Sugli ITS il dato rivendicato riguarda invece il forte incremento delle iscrizioni: “L’obiettivo della Commissione europea per il 2026 era passare da 11 mila a 22 mila iscritti. Oggi siamo a 41 mila”.

IA, formazione docenti e STEM

Tra i capitoli più richiamati dal ministro anche innovazione tecnologica e formazione del personale.

Secondo Valditara, i docenti formati sul digitale sarebbero già 973 mila, ben oltre il target iniziale di 650 mila previsto dal Pnrr. Sull’Intelligenza Artificiale, il ministro ha annunciato investimenti per 100 milioni di euro, ai quali dovrebbero aggiungersene presto altri 50.

Quanto alle discipline STEM, le scuole che hanno attivato percorsi di orientamento sarebbero state 8.500, superando il target iniziale di 8 mila. Sul multilinguismo, invece, i corsi attivati avrebbero raggiunto quota 250 mila.

Il nodo del sostegno e la continuità didattica

Valditara ha infine affrontato il tema dei docenti di sostegno precari, uno dei dossier più delicati per le famiglie e per il sistema scolastico.

“Abbiamo dato alle famiglie la possibilità di scegliere e di chiedere la continuità didattica”, ha spiegato, aggiungendo che tra il 46% e il 47% dei docenti sarebbe stato confermato direttamente dalle famiglie degli studenti con disabilità.

In chiusura, il ministro ha voluto ringraziare personale scolastico e dirigenti: “Possiamo essere orgogliosi. Docenti, dirigenti scolastici e personale Ata hanno lavorato tantissimo facendo autentici miracoli”.

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